Ecco i tempi in cui e’ raccomandato avere sabr…

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

 

Mi chiamo Maria Rosaria Stillante sono italiana, figlia di italiani, ho abbracciato l’Islam nel 2008, vivo a Barletta. Ogni sera rientrando a casa mi trovo a cozzare con il vile razzismo di molti ragazzini, ragazzi ed adulti che sostano nella piazza sottostante la mia abitazione.
Per ben tre volte hanno tentato di strapparmi il velo dalla testa, sempre ignoti gli autori del gesto compiuto a bordo dei loro motoscooter che scappavano via velocemente.
Mi è capitato in passato che bimbi terrorizzati venissero tremanti: “Signora, signora, ho mangiato tutto”; quando ho chiesto perchè mi informavano di questo mi è stato risposto: “Ha detto mamma/nonna/zia che se non mangio tutto mi porti via”.
Ho chiesto spiegazioni in merito alle adulte e mi è stato risposto placidamente: “Perchè così per lo spavento avrebbero mangiato”
Mi sono allontanata con le lacrime agli occhi per la delusione e la frustrazione, ma che altro avrei potuto fare?
Camminando per strada vengo offesa, ingiuriata, additata e l’eco delle risate di scherno è l’ultima cosa che mi giunge all’orecchio e al cuore in modo doloroso.

Sono italiana, figlia di italiani, ho abbracciato l’Islam nel 2008, vivo a Barletta e indosso il velo.
Sono stata male e mi sono recata al locale Pronto Soccorso ed al grande, giusto e doveroso rispetto dei medici ha fatto da contrappeso il maltrattamento di un Oss, che mi ha più volte strattonata e che alle mie lamentele per l’acuirsi del dolore dovuto agli sbanadamenti della barella ha risposto sempre strattonandomi: ” STARE ZITTA TU, ASPETTARE, NON LAMENTARE, ZITTA, ADESSO DOTTORE DIRE SE TU POTERE ANDARE”.
Mia mamma, non musulmana, non velata presente alla scena ha ripreso l’uomo chiedendo di far piano e di non usare quei modi. Questi ha risposto portandosi un dito alle labbra: “Zitta ma che te ne frega, è straniera!”.

Mia mamma allora ha urlato che straniera o meno avevo diritto al rispetto e che ero sua figlia e non avrebbe tollerato tale comportamento; nella concitazione di mia madre non deve aver colto la frase “è mia figlia” e stizzito ha risposto: “Mo pure l’interprete ci vuole a ‘sti stranieri, non sono umani come noi!” e mi ha colpito ad una gamba.
Sono accorsi i medici del reparto di radiologia presso cui ci trovavamo e l’Oss si è allontanato ancora urlante.

Sono italiana, figlia di italiani, ho abbracciato l’Islam e indosso il velo, per questo non merito rispetto?
L’altra sera attraversando la strada alle mie spalle è giunta un’auto e dall’abitacolo la voce dell’autista che ridendo ha urlato in dialetto locale: “Marocchina al paese tuo!” e mi ha sputato addosso cogliendomi ad un braccio e ha continuato la sua strada.
Ho pianto di umiliazione e di rabbia, e tremante sono corsa a casa, se mi avesse solo insultata, ma mi ha sputato addosso, e quel gesto bruciava sulla pelle arrivandomi all’animo, sento sulla pelle la vergogna di vivere tra gente che giudica in base alla nazionalità delle persone.

Ieri sera rientrando a casa tre ragazzini in bicicletta mi si sono fatti alle spalle urlando: “BOUM musulmana!” e sono corsi via ridendo, popolo barlettano, ma cosa insegni ai tuoi figli? Quali valori trasmetti?
Continuo verso casa, tre ragazzine ridono perchè un ragazzino sta citofonando con insistenza a mia madre; questo avviene ogni sera, fino a tardi, aumento il passo con l’intento di coglierli sul fatto e di urlar loro di smetterla e di andar via, ma a terra è bagnato, scivolo prima sulle ragazze che si spostano e poi ancora urlando sul ragazzo che finisce all’indietro per lo spavento con la testa nella vetrata alle sue spalle, che si rompe, sui vetri non c’è sangue, il ragazzo fugge.
Pochi istanti e attorno a me si forma una piccola folla destinata a crescere, urlano che l’ho spinto; sempre più gente accorre e urla “musulmana assassina” tra loro anche molti adulti, mi raggiungono mia madre e mia sorella, sono costretta a salire, ma aumentano, e corrono su anche loro.
Le urla aumentano “vattene al tuo paese!”, “assassina musulmana”, l’assembramento conta oltre duecento persone, qualcuno del palazzo apre il citofono e raggiungono la porta di casa, siamo costretti ad aprire al fine di evitare che sfondino la porta. Tra loro c’è quello che si presenta come il fratello maggiore del ragazzino “aggredito” dice che suo padre ci farà andar via da qui, che se ne incaricherà lui ora, e rivolto a me: “tu, attenta!”.
Chiamiamo ripetutamente i Carabinieri, ma nessuno risponde, scopriremo poi che il centralino era fuori uso, mia sorella era corsa alla caserma in cerca di aiuto, ci era stato risposto che a quell’ora, la nostra zona era di competenza della Polizia. Chiamare la Polizia non ci sembrava logico, poichè ogni volta che li avevamo chiamati perchè ci lanciavano cose dentro alle finestre o non erano intervenuti, o lo avevano fatto a distanza di ore, e quindi quando questi si erano già allontanati indisturbati; non vennero nemmeno la notte in cui chiamammo perchè mia mamma che dormiva nel suo letto era stata raggiunta ad una gamba da una bottiglia di vetro proveniente dalla piazza, alle 02.00 di notte.
I Carabinieri hanno chiamato quindi la Polizia, dopo oltre mezz’ora sono giunte due donne dei Vigili Urbani, con un uomo, a cui parlavano con molta deferenza, tant’è che abbiamo pensato si trattasse del Comandante dei Vigili, era in realtà il “padre della vittima”.
Hanno preso i dati miei e di mia madre, dicendo che molti testimoni (la folla urlante) diceva di avermi vista aggredire il ragazzo; non riuscivano a contenere la folla che urlava nè hanno chiamato per ricevere soccorso mentre tutti gridavano “arrestatela”, “musulmani terroristi”, ” te la faremo pagare”, molti hanno fatto delle foto con i cellulari, quando abbiamo chiesto se li avrebbero dispersi ci hanno risposto: “non possiamo fare nulla”
Nella notte fino a tardi qualcuno è rimasto ad urlare, e stamane alle 11.00 circa hanno ripreso a citofonare con insistenza e quando mia mamma è uscita sul balcone a ritirare la biancheria dei ragazzini le hanno urlato: “mamma della musulmana facci un xxxx!”
Abbiamo trovato sul balcone anche una pietra, poco male, avevamo chiuso tutte le tapparelle ed gli infissi interni.
Sono italiana, figlia di italiani, ho abbracciato l’Islam, e indosso il velo ma il velo che indosso fa di me una straniera nella mia terra, bersaglio scaccia noia di questa città, grazie Barletta.

Perché sono musulmana…

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

muslima

Riportiamo la testimonianza della nostra cara sorella, comparso col titolo

Una vita diversa dalla vostra?

su Kelebek Blog http://kelebeklerblog.com/2012/06/22/una-vita-diversa-dalla-vostra/

Mi chiamo Muslimah per i miei fratelli e sorelle nell’Islam;
vivo nella terra delle contraddizioni, dove la “malanova” (1) non è un personaggio di fantasia nato dalla penna di qualche scrittore, ma un essere umano, una donna, realmente esistita, che ha dovuto cambiare tutta la sua vita rinunciando ai propri affetti per poter continuare a vivere, o meglio sopravvivere;

Risale a sei anni fa il mio ritorno all’Islam, in questa terra dove il diverso non ha mai fatto paura, prima di quell’undici settembre, (2) in questa terra dove le radici riaffiorano aprendo i cassetti delle nonne, che ancora conservano “l’hijab” con il quale uscivano di casa per andare a messa, e negli stretti vicoli, le anziane signore ancora salutano dicendoti “vai in pace figlia mia”.

Ho affondato le mie radici in questa terra 32 anni fa, e nonostante le sue mille contraddizioni l’ho sempre amata, e continuerò ad amarla… sempre.

Tre fratelli, due amiche cristiane e un padre testardo,”che non ha mai accettato il mio ritorno all’Islam” e che viene continuamente provocato dalla gente per le amicizie della figlia con gente straniera… e che molto probabilmente se venisse a sapere di tutta questa storia mi butterebbe fuori casa ! …

questo è tutto quello che rimane dei miei affetti;
Si … questo e nient’altro;

Questo e nient’altro perché quel metro di stoffa che ho deciso di portare in testa, “l’hijab“, ha completamente cambiato la mia vita (3), in questa terra dove le croci d’oro possono essere tranquillamente esposte tra i seni, ben in vista, ma non ci si può permettere di coprirsi il capo (perché è un lusso riservato solo alle suore e alle madonne) e non ci si può permettere di testimoniare apertamente che Dio è uno solo, perché a prescindere da ciò che dici, se sei musulmana, detto da te è peccato; anche il solo ascoltarti!

Straniera nella mia nazione, e circondata da altri stranieri che come me, (4) hanno conosciuto prima l’anarchia e poi la democrazia, (5) “e analizzando i limiti di Tocqueville” , hanno trovato infine solo nell’Islam i valori che stavano rincorrendo da sempre e nei quali hanno da sempre creduto fermamente, cioè che Dio è uno solo e non ha mai fatto preferenze per nessuno, e questo anche quando l’Islam gli era sconosciuto…, e nonostante questo, non hanno mai smesso di rispettare le leggi del proprio stato.

Straniera … e costretta a vivere dietro un monitor, circondata da altri “Alias” che come me hanno sempre rincorso “il sogno” di una vita che viene definita da questa società come “utopica”; il sogno, di poter “convivere” insieme, senza l’obbligo di doversi necessariamente “integrare”; il sogno, di una vita nella quale nessun uomo prevale su un altro uomo… e si riesce a vivere nel rispetto reciproco che Dio … God… Dieu … Allah… ci ha imposto nella più antica delle leggi che nessun uomo è riuscito mai a cambiare …

Ho attraversato il mare, per vedere con i miei occhi, la terra dalla quale fuggono milioni di
persone in cerca di una vita migliore; ed ho camminato tra palazzi altissimi che si alternavano a baracche dove i tetti sembravano schiacciarsi sotto il peso delle parabole, che non hanno risparmiato neanche quest’angolo di mondo, dove i bambini giocano e si rincorrono sulla terra umida, e inseguono un pallone che ancora non è né virtuale né telecomandato, ed ho rivisto nei loro occhi e nei loro sorrisi, la felicità di un’innocenza che nel mio occidente non ritrovo più. ( … riferimento al libro “Bambini Psicoprogrammati” di A. Randazzo, casa editrice Il Leone Verde) (6)

Ho visto il ricco troppo ricco, e il povero troppo povero, ed ho pregato dietro donne che indossavano calzini talmente consumati, che la stoffa no ne ricopriva più, neanche mezza pianta, di quei piedi troppo logorati dalla fatica, e quell’immagine davanti ai miei occhi pesava sul mio cuore più di un macigno…;

Un macigno che ad ogni sujud (prostrazione) quasi mi impediva di rialzarmi, per la vergogna e la costernazione che provavo, quando quell’immagine si ripresentava davanti ai miei occhi;

Sono tornata in Italia con il cuore soffocato da mille pensieri e con un bisogno incontrollabile di raccontare ciò che avevano visto i miei occhi, ma al controllo bagagli un tesserino della polizia piazzatomi davanti la faccia ha interrotto ogni mia emozione e ogni entusiasmo, e senza neanche capire il perché, mi ritrovo qui adesso a raccontare, non più le emozioni di un viaggio lontano, durato troppo poco, ma il racconto di una ragazza normalissima, che dall’oggi al domani si è ritrovata sulle spalle un accusa di terrorismo islamico, il cui gravissimo reato si configura all’art. 270 quinquies del codice penale, e che si è fatta promettere dalla polizia che il suo nome non verrà sbattuto sui giornali, non per la vergogna di essere musulmana “anzi al contrario ne sono orgogliosa” ma per il solo timore di ferire un padre troppo vecchio, che non potrebbe mai capire il perché di tutto questo … e sinceramente ancora non l’ho capito neanche io!

Una vita semplice, un lavoretto da badante che mi permette di guadagnare 300 € al mese, con il quali mi mantengo gli studi universitari da quando mia madre è morta; Un padre anziano, che ha un costante bisogno di attenzioni, e un pc che mi permette di mantenermi in contatto con le mie sorelle nell’Islam, per poter scambiare con loro impressioni e opinioni sull’Islam… questo è tutto quel che possiedo …

Sono entrati in camera mia, e filmando con una piccola telecamera quell’angolo di paradiso di 2 metri per 3, mentre effettuavano la perquisizione …

mi hanno portato via, parte della muffa che affiorava dalle pareti “che gli è rimasta attaccata sui giubbotti” e insieme a quella, mi hanno portato via anche il mio inseparabile computer, la pendrive e i cd … e infine i libri di chimica che erano salvati nel pc e che mi sarebbero serviti per poter sostenere l’esame di giugno, e che molto probabilmente non sosterrò mai più perché adesso, con quelle 300 € mensili dovrò pagarmi le spese dell’avvocato, per una causa che probabilmente durerà anni…

La mia unica colpa !? … un ex ragazzo coinvolto in un’ indagine per terrorismo islamico, dal quale sono scappata via perché non sopportavo più il modo in cui mi trattava e perché assolutamente non potevo accettare il modo con il quale si rapportava con la gente; poiché era diventato troppo ostile verso tutti “compresi gli stessi musulmani” e i rapporti tra noi si erano deteriorati a tal punto che oltre alla completa rottura delle frequentazioni; quando parlavo del tempo passato insieme a lui con le mie amiche, facevo riferimento a quegli anni chiamandoli “i 4 anni di inferno”…

Ripenso a quei momenti, come se fossero la scena di un film, … mi fanno leggere un foglio indicandomi la parte in cui veniva riportato “POICHE … sussiste la possibilità che la signora… detenga nei supporti informatici o sulla stessa persona materiale inerente attività di terrorismo, quali manuali per costruire ordigni e libri per l’addestramento al jihad e altre attività terroristiche…si procede alla perquisizione ecc ecc … ;

Alla vista di quelle accuse ho sgranato gli occhi esclamando:

“ma per carità … ma non esiste proprio…… ma prendetevi tutto quello che vi serve, non ho assolutamente nulla da nascondere.. computer, pendrive, cellulare, macchina fotografica, valigie…non voglio niente .. e in ultimo gli ho fornito spontaneamente anche i dati del mio account di posta elettronica per potervi accedere liberamente direttamente dal server” … e a quella mia reazione forse loro erano più sgomenti di me … ;

e oggi, a distanza di pochi giorni leggo su internet, nel sito del Senato della chiusura dei blog (7) nei quali aiutavo la sorella Aicha Farina a pubblicare i libricini per bambini con le favole, e i racconti sul Ramadan, Hajj e le storie dei profeti… e vi prego qualcuno mi spieghi cosa sta succedendo, perché se vengo a sapere tramite un articolo pubblicato su internet dalla polizia, (8) che la stessa pensa di me, che sono più pericolosa delle mie sorelle che sono nate musulmane allora c’è seriamente qualcosa che non va ed ho paura!

L’avvocato d’ufficio che mi è stato assegnato al momento del fermo (una donna gentilissima e comprensiva) continua a dirmi che devo stare tranquilla e che non mi devo preoccupare di nulla.. ma io non so più cosa vuol dire dormire la notte… e quando guardo mio padre negli occhi, mi pervade un senso di angoscia che non riesco a controllare…;

Perché io appartengo ad una generazione che è cresciuta su internet … che è stata abituata a indagare sulle notizie e a verificarne la fonte… ; mentre lui è cresciuto davanti ad una tv che va avanti a senso unico… e nella quale non fanno altro che mandare messaggi islamofobi (dai dibattiti ai telefilm che parlano continuamente di terrorismo islamico e mostrano uomini con i turbanti e la barba lunga che fanno sempre la parte dei cattivi… ) quindi sono certa che non sarebbe mai in grado di capire che sua figlia è la stessa di sempre… così come non sono stati in grado di capirlo i miei fratelli di sangue, che appena appresa la notizia dell’avviso di garanzia hanno cominciato a guardarmi con sospetto … rendendo la propria sorella non solo estranea in patria ma anche estranea in casa propria.

Ricordo che una delle prime cose belle che ho appreso dell’Islam, è stato il senso di fratellanza (e per intenderci cito il Prof. Riccomini il quale durante una conferenza dal titolo “Islam mille anni di Arte” (9) (il cui video (10) è reperibile su internet da Arcoiris Tv), disse più o meno quanto segue: “I musulmani sono tutti riuniti insieme in un unica comunità che chiamano “Umma” la cui parola deriva dalla radice “Umm” cioè “Mamma”, come se fossero tutti figli di un unica madre… e non a caso sono l’unico popolo che a fronte di un conflitto che colpisce i propri fratelli e sorelle nei loro paesi musulmani, scendono tutti in piazza a manifestare e protestare, per l’ingiustizia subita, in ogni parte del mondo, anche se il conflitto è ben lontano da loro e dalle loro case…

E queste parole si fanno ancora più pesanti quando mi rendo conto che a non accettarmi “non è solo la mia società occidentale” ma anche i miei stessi fratelli di sangue “per quale colpa? … per aver scelto l’Islam !”…

e la responsabilità di tutto questo non è nell’Islam …

ma nell’accanimento mediatico che si continua a perpetrare “contro” l’Islam! …

Ho letto tempo fa su internet, l’affermazione di uno studioso tedesco musulmano, che quando gli venne chiesto a proposito del terrorismo e l’Islam; Rispose:

Chi ha iniziato la prima guerra mondiale? I Musulmani? Chi ha iniziato la seconda guerra mondiale? I Musulmani? Chi ha ucciso circa 20 milioni di aborigeni in Australia? I Musulmani? Chi ha inviato le bombe nucleari di Hiroshima e Nagasaki? I Musulmani? Chi ha ucciso più di 100 milioni di Indiani del Nord America? I Musulmani? Chi ha ucciso più di 50 milioni di indiani in Sud America? I Musulmani? Chi ha preso circa 180 milioni di africani come schiavi per poi gettarne l’88% di loro in pieno Oceano Atlantico? I Musulmani? No, non erano i Musulmani! Quindi … prima di tutto, è necessario definire correttamente il terrorismo … perché non è possibile che se un NON-musulmano commette qualcosa di sbagliato .. allora è un REATO. Ma se lo stesso reato lo commette un Musulmano … allora è un TERRORISTA … ;quindi prima di tutto è necessario rimuovere questo doppio standard … così forse possiamo davvero cominciare a dialogare serenamente!

Non sono in grado di sapere cosa c’è nel cuore e nella mente delle persone che invitano il prossimo a compiere stragi e atti terroristici in nome di un Dio che non gliene ha data nessuna autorità , ma posso affermare che quella gente causa un danno enorme sia all’Islam che agli stessi musulmani…oltre che al mondo intero… ; quindi non mi rappresenta!

E se dovete necessariamente considerarmi una terrorista; allora questo prendetelo come il mio jihad;

il jihad di una parola di verità per far chiarezza in questa valanga di menzogne fatte di ipotetici profili psicologici che non ci identificano affatto, e credo che in queste poche righe ho racchiuso il pensiero di molte delle mie sorelle musulmane ” italiane “ … che come me, sono certa si sentono ferite da questo accanimento mediatico; e a questo punto, se davvero ci considerate tutte delle probabili aspiranti terroriste, per la sola colpa di voler scoprire la storia della nostra Ummah, o capire il perché di tutti i massacri che stanno avvenendo in tutto il mondo, allora siamo qui a vostra disposizione, arrestateci tutte!

Note

(1) – Libro scritto da Cristina Zagaria, giornalista di Repubblica,che ha raccontato nel romanzo “Malanova”, edito da Sperling & Kupfer, la storia di una ragazzina calabrese di 13 anni, violentata dal branco; La sua unica colpa è stata quella di ribellarsi all’omertà , e da quel giorno la sua vita è diventata un incubo. http://www.metropolisweb.it/Rubriche/Libri/malanova_ultimo_libro_cristina_zagaria.aspx

(2) – Dieci anni sono passati da quell’11 settembre che ha cambiato la storia del mondo, avviando la guerra infinita contro il terrorismo internazionale. I dubbi su quella vicenda si sono ingigantiti, diventando certezze. Non 19 terroristi, da soli, hanno attaccato l’America, bensì un pugno di terroristi “di stato” (occidentali e amici dell’occidente) con passaporti americani, israeliani, pakistani, sauditi. Osama bin Laden non è mai stato incriminato, sebbene, in suo nome, siano state combattute due guerre (contro l’Afghanistan e contro l’Iraq) che hanno prodotto centinaia di migliaia di morti civili e che non sono ancora terminate.

Guantánamo è rimasta in funzione nonostante le promesse di Obama. Nessun processo contro nessun presunto colpevole è stato celebrato in questi dieci anni. Non ci sono prove che Osama bin Laden sia stato l’organizzatore dell’attentato; le due torri gemelle non sono state abbattute dall’impatto degli aerei e dai susseguenti incendi; nelle due torri gemelle ci sono state decine di esplosioni, antecedenti e successive all’impatto degli aerei; tre torri e non due caddero quel giorno, tutte e tre in caduta libera, in violazione di tutte le leggi della fisica; nessuno dei quattro equipaggi degli aerei dirottati innestò il codice 7500, cosa inspiegabile; il pilota presunto del volo AA77, che colpì il Pentagono, non poteva effettuare la manovra che viene descritta nella spiegazione ufficiale; il vice presidente degli USA, Dick Cheney si trovava nel bunker di comando ben prima che AA77 colpisse il Pentagono, mentre egli affermò il contrario. Gran parte dei “risultati” della Commissione ufficiale d’inchiesta (contenuti nel “9/11 Commission Report”) sono completamente inutilizzabili di fronte a qualunque tribunale perché ottenuti con l’uso sistematico della tortura contro i prigionieri. Nessuno dei torturatori è stato incriminato. Tutte le regole democratiche sono state violate, sia dentro che fuori degli Stati Uniti. L’Europa intera è divenuta complice ospitando prigioni segrete, permettendo l’atterraggio illegale di aerei con prigionieri a bordo nei propri aeroporti. Polonia, Romania, Lituania, Italia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Portogallo sono stati direttamente coinvolti in queste operazioni criminali. Il segreto di Stato ha coperto la verità : che l’Europa e i suoi servizi segreti sono stati e sono agli ordini dell’Impero americano. Ultima perla: due dei terroristi, che sarebbero stati a bordo del volo AA77, al-Anjour e al-Mihdhar, vissero gli ultimi dieci mesi prima dell’11/9 in casa di un agente dell’FBI , a San Diego, California, e furono finanziati da un altro doppio agente dell’FBI e dell’Arabia Saudita. Erano protetti da un servizio segreto americano, entrarono negli Stati Uniti con un visto multiplo, concesso loro da un altro servizio segreto americano. Parlare di “errori”, o di “incompetenza” è ormai impossibile. Si deve parlare di connivenza e di partecipazione attiva. Ma se aspettiamo che Barack Obama ci dica la verità , aspetteremo invano. Lui ha assunto le vesti del vendicatore uccidendo per l’ennesima volta, il già defunto Osama bin Laden e seppellendolo in mare. Credere a questa storia e credere agli asini che volano è la stessa, identica cosa. (Inchiesta di Giulietto Chiesa) http://www.zerofilm.info/Contenuti/Articolo.aspx?IDContenuto=479

(3) – … i loro visi impressi nel mio cuore e non mi scorderò mai del loro affetto e della loro misericordia, i loro volti brillavano come la luna in mezzo all’indifferenza della gente che gli passava accanto… https://storiedalloccidente.wordpress.com/2012/05/19/il-mio-amato-hijab/

(4) – Per lottare contro le discriminazioni Silvia Layla Olivetti ha fondato un movimento per la tutela dei diritti dei musulmani. Riceve telefonate minatorie e aggressioni verbali. Non ama il termine convertita, preferisce: “ritornata all’Islam”, da italiana si sente sospesa, un po’ apolide e un po’ cittadina: “Culturalmente le migranti maghrebine hanno più libertà di me. Nessuno si meraviglia se un’araba porta il velo ma se lo indosso io vengo guardata con sospetto. Il contesto sociale in cui vivo non mi permette di essere pienamente me stessa. Provo una condizione di anomia, non sono più com’ero ma non sono ancora come vorrei essere. Mi sento straniera in patria. Cerco di integrare i due aspetti, è un lavoro faticoso che comporta un continuo processo di sottrazione, sia come italiana che come musulmana>>.http://www.noidonne.org/barcamp.php?ID=00010

(5) – La dittatura della maggioranza è quel concetto politico che esprimerebbe, secondo il suo primo teorizzatore Tocqueville, il limite della democrazia moderna. Infatti laddove c’è un sistema democratico, la maggioranza “decide” e non tiene in considerazione la visione espressa dalla minoranza che può invece essere autorevole o talvolta più adeguata ad un determinato contesto.

(6) – Il problema è assai complesso, e dire ” la Tv fa male al bambino, limitiamola a due ore al giorno” equivale a non averne capito la portata. Non è soltanto per quanto tempo il bambino guarda la Tv , ma cosa guarda e “come” guarda.

Mentre durante la lettura il bambino è attivo, può elaborare mentalmente le immagini che il libro evoca, e può scegliere fra un panorama ampio e diversificato di temi, la tv esercita un effetto ipnotico sul cervello. La lettura, anche se viene fatta in solitudine, è creativa e stimola l’immaginazione, mentre lo schermo televisivo paralizza e blocca la creatività …. Il bambino che guarda lo schermo televisivo per alcune ore al giorno, riduce l’attività motoria e cognitiva. E’ indotto ad alterare la propria percezione della realtà , in quanto egli non è ancora capace di considerare i programmi televisivi come pura finzione. La realtà virtuale dello schermo è per lui una pericolosa intrusione, da cui non sa difendersi. Come osserva lo scrittore Guido Ceronetti, “chi accende la televisione spegne il bambino”. Recensione : (http://www.disinformazione.it/bambini_psicoprogrammati.htm) Anteprima del libro : ( http://books.google.it/books?id=Txbe8QFRXfoC&pg=PA10&dq=bambini+psico+programmati+casa+editrice+leone+verde&hl=it&sa=X&ei=A1HHT_uGKIjm4QTC7JHlDg&ved=0CFUQ6AEwAg#v=onepage&q&f=false )

(7) – Dal PD e dai Radicali è stato lanciato l’ennesimo allarme, attraverso un interrogazione parlamentare: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=658647 

«La lotta al terrorismo non ci deve far calpestare i diritti civili: adesso gli inquirenti facciano chiarezza, perché non è chiaro se ci siano in effetti contenuti illegali su quei siti», dice Fulvio Sarzana, avvocato esperto di internet e noto per le proprie battaglie sui diritti degli utenti. «La faccenda è molto strana: quei siti non hanno nemmeno le caratteristiche tipiche di covi terroristici. Hanno nomi e cognomi dei curatori, sono in italiano, messi su normali piattaforme; mica sono su server crittografati del Bahrein, per intenderci».

(8) – Citazione :

“La convertita aveva creato anche un blog, in italiano, significativamente intitolato Il Mujahidino – dedicato alla Ummah di domani: per tutte le bambine e i bambini musulmani.

In realtà , il blog era dedicato più che ai bambini ai loro genitori, in particolare alle madri, alla scopo di fornire loro esempi di indottrinamento religioso radicale. -” http://poliziadistato.it/poliziamoderna/articolo.php?cod_art=2699

(9) – Riccomini è in video e spiega l’arte dell’Islam
12 febbraio 2002 — pagina 8 sezione: BOLOGNA

REGISTRATA nel ’91, alla Multisala di via dello Scalo, quando ancora il tema non era una ‘emergenza’ , la conferenza-lezione su ‘Islam. Mille anni di arte’ di Eugenio Riccomini è ora un video, prodotto da Eidostudio. A presentarlo, oggi alle 18 alla Feltrinelli International (via Zamboni 7/b) ci saranno lo stesso Riccomini e Giulio Soravia, docente dell’ Ateneo bolognese ed esperto di cultura islamica. ‘Già allora mi ero accorto di una lacuna molto grande – spiega il professore – sulla conoscenza dell’ arte islamica. Non se ne sapeva nulla anche se, in pratica, è la prosecuzione dell’ arte antica. Gli arabi mussulmani, usciti dal deserto, si sono trovati davanti a due colossi dell’ arte: il mondo Bizantino già erede del classicismo romano ed ellenico e l’ arte Persiana, di antichissima storia. In poco tempo hanno conquistato sia la Persia che parte del regno bizantino, trovandosi a disposizione architetti, scultori, mosaicisti di provata esperienza, tanto da riuscire a dare vita a modelli artistici importantissimi’ . La presentazione parte quindi dalle immagini più antiche, dell’ arte persiana, greca e romana per arrivare alla realtà dell’ Islam ottomano. (p. n.)

(10) – http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Flash&d_op=getit&id=887

Una piccola grande testimonianza…

بسم الله الرحمن الرحيم

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anamuslim

In questa breve storia un piccolo fratello musulmano di 6 anni e mezzo, che ha finora vissuto nel suo Paese di origine, il Pakistan, descrive con le sue parole di bimbo, la sua esperienza di vita in Italia, e il mondo non musulmano che per la prima volta incontra fuori dalla sua casa. Le frasi sono sue, scritte nel suo quaderno di italiano, mashallah.
Mi chiamo Ahmed. Ho 6 anni. Vengo dal Pakistan. Sono arrivato in Italia a dicembre. Sono venuto con l’aereo. In Italia vivo a Firenze. A Firenze vado ai parchi, studio matematica, scienze, italiano, faccio la preghiera, recito il Quran. In Italia ci sono i cristiani, perché l’Italia non è un Paese musulmano. I cristiani mangiano il maiale e bevono il vino. Loro credono al Profeta Ibrahim (as) e al Profeta Isa (as), ma non credono al Profeta Muhammad (saas). Quando vado fuori i cristiani sono nudi: a loro piace vestire così. A me piace vestire coperto: perché sono musulmano. In Italia ci sono anche musulmani. Li vedo in casa e al masgid.
Ahmed

L’idea di questo blog

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almidad

Care sorelle e fratelli,

assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu. L’ispirazione a questo blog è nata in me dopo aver ricevuto una mail che mi ha dato un grande spunto di riflessione. Come musulmani in Italia viviamo spesso delle vere e proprie avventure legate al fatto di testimoniare la nostra fede nel vissuto; queste storie sono un partimonio per noi come Comunità come per le nostre future generazioni… Un partrimonio da condividere anche con chi ancora non ci conosce e pensa ancora: “Ecco, lo straniero musulmano!” oppure “Il terrosrista musulmano!” o ancora “L’estremista musulmano”. Questo blog nasce con la volontà di raccontare l’Islam quotidiano vissuto in prima persona dai Musulmani, senza che qualcun altro debba intervenire per dire che cosa siamo e come viviamo! E come disse una nostra amata sorella: La voce alle Musulmane!