Sorprendentemente… Musulmana!

 بسم الله الرحمن الرحيم

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Be’ che dire di me, sono una ragazza/donna italiana, sta a voi decidere come definirmi in sha’a Llah perché io mi sento una ragazza ma sul passaporto sono una donna visto i 36 anni che mi porto dietro. Al-hamdulillah (Lode ad Allah) per tutto. La storia della mia conversione potrebbe sembrare insignificante per chi non conosce il mio passato, ma per chi lo conosce è una cosa “fuori di testa”, come la definisce mia sorella. Sin da piccola sono sempre stata un po’ presa e coinvolta da questa dunya; di famiglia benestante e problematica, ho sempre condotto una vita fatta fatta di sport e divertimento, che mi sono sempre serviti per evadere i problemi familiari. Una madre simpaticissima, generosissima ma ossessionata dalla fama e dall’opinione altrui. Un padre simpaticissimo, un grande educatore e lavoratore ma poco presente (da non colpevolizzare). Vita religiosa gestita da mia madre al 100%, infatti, ho frequentato le scuole private dalle suore. Il tutto mi portò a vincere una competizione regionale chiamata “la bimba del papa Woytila”… Sì, ragazze, io, proprio io, l’attuale muhajjaba (portatrice di hijab), ho vinto e quindi accompagnato il papa Giovanni Paolo II nella sua visita alla mia città!!! Le mie foto sono esposte dentro la basilica e la mia povera zia, oramai novantenne, mi continua a dire che mi deve aver posseduta qualche demonio perché io sono la bimba di papa Giovanni Paolo II, non posso essere musulmana!!! Miskina (poveretta) che donna, le voglio un gran bene.

Alcuni anni dopo, sempre sotto l’influenza di mia madre, ho lavorato a cinecittà in un film con Renato Pozzetto, perciò vai… Le mie foto furono sui giornali regionali!!! Una volta arrivata l’adolescenza, arrivò l’ultima ciliegina sulla torta, mi fermarono in strada per chiedendomi di farmi un provino per un’agenzia di modelle -se mi vedete adesso potrei fare solo la modella per la pubblicità del detersivo, ma ai miei tempi ero guardabile-. Quindi sì modella, perciò completamente lontana da ciò che dovrebbe essere una ragazza musulmana, ma Al-hamduliLlah Allah ci perdona ogni peccato dopo la shahada (testimonianza di fede).

Ho fatto la modella e lavorato anche per Valtur in giro per l’Europa, fino a che non sono venuta a Londra ed ho imparato che la vita e che il mondo sono bellissimi e pieni di diversità e che la mia ben amata vita e Italia erano una parte piccolissima di questo mondo e  come tutti possono immaginare qui a Londra, ho conosciuto persone provenienti da tutto il mondo e da tutti ho imparato qualcosa.

Nei primi anni qui, viaggiavo tanto in giro per il mondo da donna single con tante amiche ed ero sempre molto lontana da ciò che era la religione, qualsiasi religione, fino a che un giorno un ragazzo mi disse: “Ciò che io ho dentro di me, tu non potrai mai averlo.” Io, da buona italiana convinta, gli dissi: “Ah sì??? E cosa sarebbe???”. Lui mi rispose: “L’ISLAM.” Mi disse inoltre: “Mi piacerebbe poter fare un trapianto e passartelo, mettertelo nel cuore per farti capire!”. Io ovviamente scioccata gli risposi: “Ma sei drogato?”. Che risate, non lo dimenticherò mai quel giorno! Rimasi stupita dal fatto che una persona così normale, per niente religiosa, mi parlasse in quel modo e ci tenesse così tanto alla sua religione.

SubhanAllah. Dopo poco questo fatto, accadde l’11 settembre ed allora sì… Da buona italiana curiosa iniziai a leggere sull’Islam, ovviamente tra un club e l’altro, nel bus mentre tornavo da lavoro, nell’aereo mentre andavo in Sud America leggevo, leggevo e leggevo! Al-hamduliLlah non conoscevo bene nessun musulmano/a perciò continuavo a leggere fino a che un giorno mi comprai un libro sui miracoli scentifici contenuti nel Qur’an e ovviamente a quel punto mi prese il classico scioccamento cronico. Non ci potevo credere che nel Qur’an si potessero trovare riferimenti scientifici di quel calibro!!! SubhanAllah ricordo di aver passato una nottata intera tra l’enciclopedia e il libro, era impossibile! Ma a chi chiedere? Be’ a Dio! Allora sì, senza neanche dormire per un’ora, presi l’indirizzo del Masjid di Baker Street e andai, con tre metri di capelli boccolosi per aria, camminai sulla strada per il Masjid pregando di non morire. Che scema, quanto ho riso dopo. Ad ogni modo arrivai lì, non avevo mai visto un Masjid prima perciò ero un po’ persa, chiesi ad un fratello di indicarmi il posto dove la gente poteva diventare musulmana. E così eccomi qua: musulmana ed orgogliosa.

Forse volete sapere cosa successe dopo… Be’ niente… Dopo aver pronunciato la Shahada (testimonianza di fede), andai a lavoro e là trovai tanti musulmani che non avevo mai visto prima, ma che per anni avevano lavorato al mio fianco e che ma sha’a Llah, che Allah li ricompensi col paradiso, mi hanno insegnato tanto: chi mi insegnava al-fatiha, chi mi diceva di dire bismiLlah, chi  mi chiamava per pregare con lui. Che bello ma sha’a Llah! La mia vita continuava così: andando a lavorare imparavo il mio deen (religione) coi miei colleghi e tornavo a casa, e le mie ex-amiche non capivano se mi ero presa una droga troppo forte che mi aveva fatto partire il cervello o se stavo scherzando… SubhanaLlah le ho perse tutte. Al-hamdulillah ne ho trovate di migliori. Poi un giorno, vi ricordate quel ragazzo che mi disse che voleva fare il trapianto? Be’ venne a trovarmi (non ho mai capito come aveva fatto a sapere che io ero diventata musulmana) e dopo che se ne andò tutti i miei insegnanti di deen del lavoro non potevano quasi rivolgermi la parola. Io non capivo, fino a che sempre il ragazzo del trapianto mi chiese di sposarlo!!! Be’ ragazze che dire… il trapianto è stato fatto!!!

Wa salam

Tratto dal blog Io Musulmana Italiana

Due storie, due gemelle!

بسم الله الرحمن الرحيم

La fratellanza nel nome di Allah è il più grande legame

Due sorelle, entrambe bintu Omar!

La storia di Umm Hamza

Assalamu alaikum. Ho 29 anni. Alhamdulillah ho vissuto in Senegal, in un ambiente di Musulmani praticanti, fino all’eta’ di 7 anni. Dopodiche’ la mia famiglia è emigrata a Bologna, in un ambiente dove c’erano sia Musulmani “non-tanto-praticanti” che Musulmani che purtroppo seguivano delle confraternite sufi, come ad esempio quello dei Mouride, Tijan, Baye Fall, etc. Questo ha fatto sì che col passare degli anni io dimenticassi molte delle cose che sapevo dell’autentico Islam.

Tuttavia, all’eta’ di 16 anni cercai di capire la mia religione, dopo aver conosciuto dei bravi Musulmani che avevano iniziato a parlarmi dell’Islam. Alhamdulillah, è stato così che ho cominciato (o meglio “ricominciato”) a pregare. Inoltre, dato che avevo scelto di diventare una Musulmana praticante, cominciai a non provare più piacere nel passare le mie giornate coi compagni di classe, coi miei amici di allora e con molte persone (anche parenti) che avevo intorno perchè vedevo che la loro compagnia non mi beneficiava dal punto di vista Islamico. Più o meno in quello stesso periodo persi di vista anche le persone che, per volontà di Allah l’Altissimo, mi avevano aiutata ad avvicinarmi all’Islam. Fu così che cominciai a starmene per conto mio e a vivere in solitudine la mia amata fede.

All’inizio andava tutto bene Maa sha’a Llah! Vivevo nel mio bel mondo, mi sentivo realizzata e quindi non mi importava nulla di quello che dicevano o pensavano le altre persone. Tutto bene, se non fosse stato per il fatto che dopo qualche mese cominciai a sentirmi frustrata: I tre libri che avevo (Il Qur’an –che non sapevo leggere perchè in Arabo-, la traduzione del Corano in Italiano ed un libro su come fare la salat) non mi bastavano più, ma quando andavo in biblioteca a prendere in prestito libri sull’Islam, mi capitavano sempre quelli che ne parlavano male e questo non lo sopportavo. A questo si aggiungeva anche il fatto che non conoscevo persone praticanti con cui potermi confrontare o che potessero aiutarmi a capire meglio la mia religione. Per finire, continuavo a ricevere critiche pesanti sul mio stile di vita Islamico sia da ex-amici che purtroppo anche da parenti stretti. Rimasi in questo stato per più di 2 anni prima di diventare veramente stanca e frustrata.

Alla fine non ce la feci più a stare in questo stato! Una mattina, dopo giorni e giorni di esitazione, presi il telefono e chiamai il numero di cellulare che era stampato sul piccolo libricino sulla salat che avevo a casa. Mi risponse un fratello; cominciai a spiegargli come avevo fatto a trovare il suo numero di telefono, e che non sapevo chi altri chiamare poichè non conoscevo nessuno che potesse aiutarmi a comprendere la mia religione. A un certo punto scoppiai in lacrime e gli raccontai meglio la mia situazione. Lui Maa sha’a Llah, che Allah swt lo ricompensi, mi tranquillizzò e mi passò sua moglie al telefono. La sorella Maa sha’a Llah era gentilissima, che Allah swt la ricompensi!!! Mi chiese dove abitassi ed io risposi a Bologna. Mi disse che AlhamduliLlah conosceva una brava famiglia Musulmana nella mia città e che mi avrebbe messa in contatto con loro. AlhamduliLlah ero troppo felice e rassicurata, sia dalle loro parole che dal loro buon comportamento!!!

Come promesso, la sorella parlò con la famiglia e mi passò il mio numero di telefono di una ragazza che Alhamdulillah aveva la mia stessa età. Maa sha’a Llah, la ragazza mi chiamò, ci conoscemmo di persona e Alhamdulillah cominciai a farle tantissime domande sull’Islam. Inoltre, che Allah swt la ricompensi, mi face vedere i siti internet dove vendevano i libri Islamici (all’epoca io non avevo un computer), mi mostrò il Masjid di Bologna e mi presentò ad altre sorelle. Col passare dei giorni diventiamo amicone e così cominciai a frequentare regolarmente casa sua. Inoltre lei mi aiutò con l’Arabo e piano piano cominciammo a fare altri progetti Islamici insieme. MashAllah, a 19 anni avevo finalmente trovato la mia prima vera amica FiLlah e allo stesso tempo potevo beneficiare delle compagnia di tante altre sorelle, Alhamdulillah!

Comunque, qualche anno più tardi ricevetti un’offerta di lavoro in UK e lasciai l’Italia. Ora vivo a Leicester perchè l’anno scorso ero venuta a trovare la sorella Aisha per l’Aid e, siccome non ero mai stata nella sua città prima di allora, sono rimasta subito colpita dal bellissimo quartiere Islamico dove vive. Nel giro di un mese ho lasciato lavoro e casa e mi sono trasferita anch’io a Leicester. Alhamdulillah Allah swt mi ha facilitato il tutto e quello che mi ha dato oggi è meglio di ciò che ho lasciato qualche mese fa quando ho deciso di trasferirmi qui. La hawla wa la quwwata illa bilLah – Non c’e’ forza ne’ potenza se non in Allah!

***

La Storia di Umm Usama

Quelli erano anni tristi… ero in quarta superiore e mi sentivo profondamente sola. Le ragazze che mi circondavano erano tutte diverse da me e non avevamo interessi in comune: a loro non interessava parlare di fede e a me non interessava parlare di trucco e ragazzi! Così durante l’intervallo, un giorno, chiesi ad Allah di donarmi una vera amica musulmana, molto simile a me ma allo stesso tempo molto diversa, desideravo tanto avere una gemella… di colore!

Passarono i giorni e mi incontrai con un’amica del Marocco. Questa mi raccontò di una sua compagna di classe musulmana, che però aveva messo e tolto l’hijab e aveva bisogno di capire molte cose della pratica dell’islam. Rimasi molto stupita di questo e fra me e me pensai che c’era gente che poi la fede la viveva con comodo a modo suo.

Ma Allah l’Altissimo, il più Grande voleva insegnarmi a non giudicare dalle apparenze.

Arrivò il giorno in cui mi chiamò Umm Amin dicendomi di una ragazza che avrei potuto incontrare perchè voleva sapere dell’islam… Fu così che Allah l’Altissimo volle che incontrassi la mia bellissima gemella: eravamo molto simili e allo stesso tempo molto diverse! Allahu Akbar!

In un primo momento ci presentammo, parlammo di molte cose: dell’hijab, della salat, della vicinanza della morte, del vivere la fede… Fu così che ci arricchimmo a vicenda e ognuna apprese cose nuove dall’altra, alhamduliLlah! Questa ragazza essendo senagalese mi parlò delle confraternite sufi che avevano deviato la gente dall’adorazione di Allah verso l’adorazione dei santi e dalla sunnah (pratica di fede del Messaggero pace e benedizione su di lui) verso la bid’ah (eresia, innovazione in ambito di fede) e finalmente capii che quelli che vedevo ballare ogni domenica al centro Zonarelli non erano altro che musulmani (ma deviati)!!! Avevo pensato di tutto, che potessero appartenere a qualsiasi religione al di fuori dell’Islam! Allahu ‘Akbar! Non c’è forza nè potenza se non in Allah!

La madre della mia amica era una donna forte, di carattere intransigente e venne a casa mia per conoscermi e conoscere la mia famiglia, e anch’io andai a casa loro e instaurammo un ottimo rapporto, alhamduliLlah!

Io e Umm Hamza eravamo ragazze giovani, con forte senso creativo e tanta energia da spendere: mille erano i progetti che avremmo voluto portare in porto assieme, alhamduliLlah solo quelli religiosi ebbero successo!

Allah l’Altissimo ci ordina sempre di gareggiare nel bene e allo stesso tempo di amare per nostro fratello ciò che amiamo per noi stessi. Ben presto la cara Aisha mi superò e iniziai io ad apprendere da lei il dhikr e a ricevere libri in regalo, che Allah la ricompensi immensamente e le doni la felicità e la benedizione in questa e nell’altra vita! Amin!

Dopo qualche anno ci separammo ma solo fisicamente, perchè nella realtà siamo ancora profondamente legate nel sentimento che ci lega per Allah. O Allah ti rigraziamo per tutti i tuoi doni e ti chiediamo il perdono per i peccati, Allahumma amin!

Quando i propri sogni si possono… cucire! :)

BismiLlah Al Rahman Al Rahim

AlhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

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Pensavo fosse un pomeriggio come i tanti… e invece quella fu una lezione completamente rivoluzionaria. Appena entrata vidi le solite ragazze con cui mi riunivo al sabato pomeriggio per imparare a leggere Qur’an e a discutere della fede, ma da una parte stava seduta una ragazza sorridente vestita tutta di nero… Sì, era la prima volta che vedevo una sorella col niqab in carne ed ossa.

All’inizio mi sentivo intimorita dalla sua presenza… Temevo di sbagliare o di dire cose che non andassero bene, poi invece mi sono rilassata e abbiamo iniziato a parlare del più e del meno,

Queste lezioni, rivolte solo a ragazze, erano qualcosa di unico, di speciale: servivano a far rivivere un importante sentimento di Amore per Allah, dopo una lunga settimana scolastica di distacco e a convidere fra noi ciò che avevamo appreso della nostra amata, preziosa fede.

Questa sorella speciale aveva una gran voglia di fare e ci trasmetteva tanta buona energia. Un giorno si è presentata portando diversi tipi di Niqab e facendoceli indossare come prova… Era una sensazione unica, bellissima, quello di portare il Niqab! Mi sentivo finalmente coperta, preziosa, lontana dagli sguardi dei passanti… Chiesi di poterci un attimo uscire, così fu che andai fuori nel cortile del nostro amato Masjid a fare una passeggiata speciale, sperimentando quello che prova una munaqqabah* camminando per strada. C’era un sentimento di euforia generale, chi andava in bagno a guardarsi allo specchio, chi usciva, chi lo ha tenuto per tutta le lezione 🙂

Quel giorno parlammo di abbigliamento islamico e finita la lezione ci siamo rese conto di dover cambiare nettamente il guardaroba per adattarlo alle esigenze di una vera ragazza musulmana… ma dove potevamo trovare le gonne lunghe con le quali sostituire i pantaloni stretti, e jellaba da portare sopra ai vestiti, e hijab lunghi, larghi e coprenti, di colore neutro con cui sostituire la sciarpa colorata che portavamo sopra la testa?

Fu così che la sorella disse… ebbene ce le possiamo cucire!!! Era un’idea fantastica, non mi era venuta in mente questa soluzione, io che avevo da sempre sognato di poter cucire… Ora il mio sogno si stava realizzando! Iniziammo così a trovarci il pomeriggio per la lezione di cucito…! Sì, potevamo fare di tutto: dal semplice Niqab che si poteva annodare dietro la nuca, molto facile da confezionare, dalle gonne lunghe alle abaya da portare sopra ai vestiti, dal khimar alle jellaba, alle tuniche lunghe da portare sotto ampi pantaloni. Infine quello che non riuscivamo a confezionare lo ordinavamo tramite internet e ce lo spedivano per posta, un modo nuovo di fare shopping!

Quella lezione servì a rivoluzionare tutto il nostro modo di intendere la copertura, tutto grazie ad Allah, e alla sorella che con il suo Niqab nero aveva portati i colori dell’arcobaleno nella vita noiosa e routinaria a cui ci eravamo abituati… Fu questo a farmi cambiare pensiero sulla moda… un sistema di omologazione mondiale, che annulla la creatività e la vera libertà di abbigliamento, rendendo la gente schiava di un modo di pensare lontano dalla naturalezza della fede e dagli obbiettivi di copertura e purezza che l’abbigliamento islamico intende preservare. Oh Allah, ti ringrazio per questa luce che ci hai dato, guida noi e le nostre sorelle e i nostri fratelli a fare ciò che Tu solo ami, ti voglio bene, o Allah!

*Munaqqabah: donna portatrice di Niqab.

La Luce che ha illuminato la mia vita!

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

Assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu!

Il mio cammino verso l’islam è iniziato per caso. Avevo amici stranieri musulmani ed ero rimasta molto colpita dal modo che avevano di affrontare la vita. Infatti, nonostante, come tutti gli immigrati, dovessero ogni giorno affrontare problemi e difficoltà, non li vedevo mai abbattuti, avevano una grande forza interiore ed erano sempre sorridenti. Capii che era la loro religione che gli donava la pace. Questo affidarsi a Dio e alla sua volontà. Così iniziai a cercare informazioni sull’islam, a fare domande. Purtroppo, il modo in cui  ero stata educata mi rendeva difficile la comprensione di alcuni aspetti dell’islam, come per esempio il velo o la poligamia.

Devo dire che io ho sempre creduto in Dio pur non essendo praticante, un po’ perchè i miei genitori, come la maggioranza degli italiani che conosco, non praticavano se non in occasioni speciali, un po’ perchè non condividevo alcuni aspetti della religione cattolica (il fatto che si cerchi sempre una intercessione umana per raggiungere Dio, come il pregare i Santi, o il doversi confessare ad un prete per ottenere il perdono), mentre altri mi erano di difficile comprensione (come ad esempio la trinità).

Comunque rimasi per anni in uno stato di agnosticismo. Avevo molti pregiudizi sull’islam, credevo che fosse una religione che sottomettesse le donne, che incitasse alla violenza, come i mass media si apprestano a farci credere.

Poi tre anni fa mi recai in Inghilterra per lavoro e qui conobbi dei musulmani che lavoravano con me, tra cui delle ragazze. Non ero mai stata in contatto con donne musulmane prima di allora perchè gli amici immigrati di cui ho parlato prima erano solo ragazzi e anche se alcuni di loro erano sposati, le loro mogli si trovavano nel loro paese di origine. Beh, queste ragazze indossavano il velo, ma non erano tristi non avevano nessun segno di sofferenza, anzi, erano felici, sorridenti, molto gentili e simpatiche. Notai che ogni giorno alla stessa ora prendevano una pausa dal lavoro e un giorno chiesi ad una di loro dove andasse. Con grande  naturalezza mi rispose: è l’ora della preghiera, vado dal mio Signore. Un giorno dissi ad uno di loro: “vorrei saperne di più sulla tua religione” e lui mi diede dei libri, e mi diede l’indirizzo di una sorella che insegnava a leggere il Corano.

Alhamdulillah, questa sorella mi ha aiutato molto perchè mi ha aiutato a conoscere il Corano. E’ in assoluto la cosa che amo di più, leggere e recitare il Corano, perchè è di una bellezza infinita. E più lo studio, più mi rendo conto di quanto la mia vita  fosse vuota prima, e di quanti errori ho commesso nel passato, ma Allah è misericordioso, Egli è colui che accetta il pentimento. E ringrazio ogni giorno Allah (SWT) per avere aperto il mio cuore all’islam, alhamdulillah.

Hannah

Il mio bellissimo Hijab!

BismiLlah Al Rahman Al Rahim

alhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

Assalam alaykum wa rahmatu Lahi wa barakatuhu,

questa è la sorella hasna una ragazza di 16 anni, scrivo per raccontarvi un po’ della storia del mio hijabkiki.
Tutto è cominciato da quando  con mio padre e la mia famiglia ci siamo trasferiti in italia; allora avevo 5 anni e a quel tempo e non sapevo dove fossi e che cosa fossimo venuti a fare qua.
Compiuti i 6 anni entrai a scuola: non sapevo parlare la lingua italiana e non sapevo cosa dire, nemmeno quando mi chiedevano come ti chiami non sapevo come rispondere e guardavo solo… il mondo in cui mi ero trasferita era completamente diverso dal mondo in cui sono nata, un mondo di culture diverse e abbigliamenti diversi.
Ebbene cominciai pian piano ad adattarmi a questo nuovo paese ed alle persone, cominciai a parlare, a vestirmi come loro, a pettinarmi come loro, ha parlare come loro.
Quando ebbi compiuto gli 11 anni iniziai a frequentare le scuola medie, e da li cominciai a crescere  e a rendermi conto che anche se mi fossi vestita come loro non sarei mai stata uguale, perchè sapevo di provenire da un molto lontano e da una cultura diversa.
In terza media mi aspettavano gli esami e a ognuno di noi venne chiesto di portare un percorso, allora al banco mi misi a riflettere su quale mappa portare, poi andai a casa e iniziai a guardare dei libri… ad un tratto decisi di portare come programma il MIO PAESE ,il mio luogo d’origine, che rappresenta la mia provenienza, il mondo dove sono nata, per mostrare a tutti qual’è è la differenza tra un paese di origine musulmana e uno di origne cattolica.
La mia profesoressa rimase stupita, stupefatta di ciò che raccontai loro.

Pian piano, col passare dei mesi, la mia sorella maggiore Nadia, aveva deciso da un giorno all’altro di mettersi il hijab! Provai molta invidia e allo stesso tempo mi chiedevo se non avesse vergogna di ciò che la gente avrebbe potuto pensare di lei e del suo abbigliamento.

Tutti i sabati mia sorella andava al Masjid, dove si incotrava con un gruppo di ragazze musulmane: li parlavano di fede e di cose che riguardano solo la nostra religone.
Un giorno Nadia mi disse di andare con lei, per vedere ciò che lei voleva che io vedessi. Entrai al Masjid e dissi “assalamu alaykum ragazze”, loro gentilemente con sorriso mi risposero: “Wa alaykum assalam wa rahmatu Llah wa tabarakatuhu… Passai quel pomeriggio con loro e non dissi una parola, ascoltavo solo ciò che dicevano.
Pian piano la voglia di andare con Nadia si affievoliva sempre di più, cominciavo a vergognarmi per come mi vedevo, dato che non portavo il hijab.
Così dopo qualche mese dopo essere entrata nella scuola superiore, cominciò a venire a casa mia un ragazza musulmana di nome Sokaina, l’amica di mia sorella; eravamo come due sorelle e quando non avevamo niente da fare parlavo di fede e lei mi spiegava, assieme a mia sorella, tutto ciò che era da spiegare punto per punto, e così ogni volta che Sokaina veniva a casa nostra la pregavo di informarmi di altre cose che non sapevo.

Arrivata l’estate e il grande caldo Sokaina veniva spesso da noi a casa e stavamo tutto il giorno assieme, a chiaccherare e divertirci. Un giorno venne con un abito belissimo e le chiesi: “Ma non hai caldo tesoro?”. Lei rispose dicendo non c’è caldo peggiore di quello dell’inferno, così andai in camera e cominciai a riflettere riflettere… fu così che mi promisi che anch’io uno di questi giorni sarei uscita con il Hijab per provare l’emozione che provavano loro.

Un giorno mia sorella maggiore mi disse: “Dai Hasna, vieni con al supermarcato… torneremo in fretta! Avevo i capelli disordinati e non potevo di certo uscire in quella maniera, così mi son detta: “Dai proviamo a mettere il Hijab e come va va”! Camminavo per strada, mi vergognavo quando una persona mi guardava abbassavo lo sguardo: mi vergognavo e il mio cuore batteva forte; si trattava per me di un esame che pensai di non aver mai potuto superare.. in quel momento feci due respiri e continuai per la mia strada. Ma arrivata a casa non avevo voglia di togliermi il Hijab: mi guardavo allo specchio e mi dicevo “Ma guarda come sono bella così!!”.

Arrivato Ramadan ogni volta con mia sorella guardavamo video sull’Islam, su come sarebbe stato il Giorno del Giudizio, poi andavo al Masjid coi miei genitori tutti i giorni e vedevo quell’affascinante spettacolo di donne riunite a pregare e a chiedere perdono ad Allah. Un giorno svegliandomi la mattina, sentii la forte volontà di voler indossare l’Hijab, sì l’avrei fatto ad ogni costo, nessuno avrebbe potuto probirmelo, se non Allah l’Onnipotente!
La mia decisione era chiara così da quel giorno inziai a pregare e pregare Dio di darmi di nuovo il coraggio di frequentare la seconda superiore col mio Hijab, qualsiasi cosa avressero detto i Prof e i compagni… avrei risposto ad ogni domanda e curiosità.

AlhamduliLlah adesso sento un grande coraggio nel cuore, esco per mostrare alla gente che non sono più la persona che conoscevano, ora sono un’altra! Adesso la voglia di continuare questo cammino mi emoziona sempre di più alhamduliLlah e mi pento di quei 14 anni che ho sprecato, ma adesso dirò “AlamduliLlah ala kulli hal” (ad Allah va il ringraziamento in ogni circostanza e in ogni stato),

jazakum Llahu khayranheart,

Wa alaykum assalam wa rahmatu Llahi  wa barakatuhu.

Ukhtukum Hasna

Dal Vaticano a Makkah: il mio viaggio verso l’Islam!

BismiLlah Al Rahman Al Rahim
alhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah
Assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu! Ringraziamo il blog “Io Musulmana Italiana!” per averci concesso la pubblicazione della Storia della cara Ayesha. Buona lettura!
BismiLlah Al Rahman Al Rahim
Ho lasciato la mia città natale in gennaio 1998. Volevo studiare l’Inglese a Londra per poi trovare lavoro una volta tornata a casa. L’idea era di diventare una guida turistica a Roma o in giro per l’Italia. La lingua di cui avevo più bisogno era l’Inglese. Così lasciai l’Italia. Avevo solo diciotto anni e non conoscevo nessuno a Londra, ma era un’avventura …
Una volta arrivata a Londra, iniziai a cercare un posto dove stare … sì, lo so, è da pazzi! Ma davvero non conoscevo proprio nessuno … alla fine trovai un posto per passare la notte. Il giorno dopo mi misi immediatamente alla ricerca di un lavoro e di una scuola. I giorni passavano e la mia preoccupazione cresceva perché non trovavo lavoro e i soldi che avevo se ne stavano andando velocemente. Mi ritrovai in una cappella in centro a Londra e decisi di entrarvi a pregare. Ero molto triste e mi sentivo sola. Mi inginocchiai ed iniziai a pregare Dio. Non sono mai stata il tipo di Cristiana che pregava Gesù (pace su di lui). Pregai solo Dio e Gli chiesi di aiutarmi. Mentre pregavo il Signore piangendo, un sacerdote uscì e, sorpreso di vedere una ragazza che pregava e piangeva, venne a chiedermi se andava tutto bene. Mi disse di avere pazienza perché Dio ricompensa i pazienti. Mi sentii meglio e me ne andai; la mia preghiera di quel giorno sarebbe stata esaudita un anno e mezzo dopo.
A questo punto fui sfrattata dal posto in cui abitavo perché non potevo più pagare l’affitto. Così dovetti fare i bagagli e mettermi in cerca di una nuova sistemazione. Più tardi quella sera incontrai alcune ragazze italiane. Mi invitarono a stare da loro in un ostello della gioventù. Era un ostello gestito da suore ed erano ammesse solo ragazze. In questo “convento”, cominciai una nuova vita. Non sono mai stata una persona timida, infatti ero sempre l’anima della festa; ma quell’anno avrei ricevuto una sorpresa che avrebbe cambiato la mia vita per sempre!
Per cominciare, trovai un lavoro, il che significava potermi permettere la retta della scuola di Inglese. Al lavoro conobbi alcuni Musulmani, persone molto gentili che trascorrevano ore parlando di Dio. Facevo loro domande sull’Islam e sul Corano. A volte mi arrabbiavo perché dicevano che Gesù (pace su di lui) non era Dio, e rispondevo: “Cosa?! Ma come puoi dire così?”. Passavo del tempo specialmente in compagnia di un ragazzo. Trascorrevamo pomeriggi interi in Hyde Park (un parco molto grande nel centro di Londra), parlando dell’Islam. Comprai persino una Bibbia e difendevo la mia religione. Lui si portava il suo Corano per provare le sue affermazioni.
Lo stesso ragazzo mi presentò alla sua famiglia e sua cognata mi parlò dell’Islam. Anche lei era una convertita e mi mostrò alcune sue fotografie di quando era Sikh. Anche lei era l’anima della festa. “Questa sono io adesso” – pensai – la ammiravo perché aveva avuto il coraggio di cambiare la sua vita e la sua situazione in meglio. Era pura, rinata. Sentii che avevo bisogno di fare qualcosa.
Così me ne andai. Mi aveva detto molte cose che mi avevano toccato il cuore. Ero paziente e credevo in Dio. Mentre camminavo verso casa quel giorno, sentii una chiamata: era l’Adhaan (la chiamata alla preghiera) che mi risuonava nelle orecchie. Non avevo mai saputo della sua esistenza, né avevo mai sentito un suono così bello e melodioso. Allah mi stava chiamando al successo! (una delle frasi dell’Adhaan è “Vieni alla preghiera! Vieni verso il successo!”, al tempo non lo sapevo).
Così accettai la Sua chiamata – l’invito di Dio – e una settimana dopo feci la mia Shahaadah (il giuramento che non vi è altro Dio all’infuori di Allah e che Muhammad – pace e benedizioni su di lui – è il servo e l’ultimo Messaggero di Allah).
[Shahaadah: dopo aver pronunciato le parole della professione di fede con piena convinzione, si diventa musulmani, cioè servi sottomessi a Dio].
La mia invocazione quel giorno in quella cappella era: “Oh Allah, se davvero mi ami, guidami a ciò che è giusto. Amin.” Allah mi ha guidata perché mi ama, ma ci è voluto più di un anno di pazienza da parte mia per accettare l’Islam come mio modo di vivere, la stessa “pazienza” (sabr in Arabo) di cui quel sacerdote parlava quel giorno nella cappella. La mia vita è completamente cambiata.
Andavo in discoteca e bevevo. Fumavo e prendevo droghe. Non c’era mai una festa in città a cui non partecipassi. La mia vita era molto triste; piena di amici, eppure solitaria. Allah mi ama: lo so con certezza perché mi ha salvata da quella vita! Mi ha salvata da una vita di tristezza, solitudine e infelicità! Più che benedetta, mi sento ONORATA che Allah abbia scelto me. Avrebbe potuto lasciarmi nella disperazione. Ero persa nell’oscurità. Chi mi conosceva da prima, ora mi guarda con rispetto. Ero l’anima della festa e ora la mia anima la curo e la nutro.
E che Allah guidi anche la mia famiglia. Amin.
Ho lasciato la mia città natale in gennaio 1998. Volevo studiare l’Inglese a Londra per poi trovare lavoro una volta tornata a casa. L’idea era di diventare una guida turistica a Roma o in giro per l’Italia. La lingua di cui avevo più bisogno era l’Inglese. Così lasciai l’Italia. Avevo solo diciotto anni e non conoscevo nessuno a Londra, ma era un’avventura …
Una volta arrivata a Londra, iniziai a cercare un posto dove stare … sì, lo so, è da pazzi! Ma davvero non conoscevo proprio nessuno … alla fine trovai un posto per passare la notte. Il giorno dopo mi misi immediatamente alla ricerca di un lavoro e di una scuola. I giorni passavano e la mia preoccupazione cresceva perché non trovavo lavoro e i soldi che avevo se ne stavano andando velocemente. Mi ritrovai in una cappella in centro a Londra e decisi di entrarvi a pregare. Ero molto triste e mi sentivo sola. Mi inginocchiai ed iniziai a pregare Dio. Non sono mai stata il tipo di Cristiana che pregava Gesù (pace su di lui). Pregai solo Dio e Gli chiesi di aiutarmi. Mentre pregavo il Signore piangendo, un sacerdote uscì e, sorpreso di vedere una ragazza che pregava e piangeva, venne a chiedermi se andava tutto bene. Mi disse di avere pazienza perché Dio ricompensa i pazienti. Mi sentii meglio e me ne andai; la mia preghiera di quel giorno sarebbe stata esaudita un anno e mezzo dopo.
A questo punto fui sfrattata dal posto in cui abitavo perché non potevo più pagare l’affitto. Così dovetti fare i bagagli e mettermi in cerca di una nuova sistemazione. Più tardi quella sera incontrai alcune ragazze italiane. Mi invitarono a stare da loro in un ostello della gioventù. Era un ostello gestito da suore ed erano ammesse solo ragazze. In questo “convento”, cominciai una nuova vita. Non sono mai stata una persona timida, infatti ero sempre l’anima della festa; ma quell’anno avrei ricevuto una sorpresa che avrebbe cambiato la mia vita per sempre!
Per cominciare, trovai un lavoro, il che significava potermi permettere la retta della scuola di Inglese. Al lavoro conobbi alcuni Musulmani, persone molto gentili che trascorrevano ore parlando di Dio. Facevo loro domande sull’Islam e sul Corano. A volte mi arrabbiavo perché dicevano che Gesù (pace su di lui) non era Dio, e rispondevo: “Cosa?! Ma come puoi dire così?”. Passavo del tempo specialmente in compagnia di un ragazzo. Trascorrevamo pomeriggi interi in Hyde Park (un parco molto grande nel centro di Londra), parlando dell’Islam. Comprai persino una Bibbia e difendevo la mia religione. Lui si portava il suo Corano per provare le sue affermazioni.
Lo stesso ragazzo mi presentò alla sua famiglia e sua cognata mi parlò dell’Islam. Anche lei era una convertita e mi mostrò alcune sue fotografie di quando era Sikh. Anche lei era l’anima della festa. “Questa sono io adesso” – pensai – la ammiravo perché aveva avuto il coraggio di cambiare la sua vita e la sua situazione in meglio. Era pura, rinata. Sentii che avevo bisogno di fare qualcosa.
Così me ne andai. Mi aveva detto molte cose che mi avevano toccato il cuore. Ero paziente e credevo in Dio. Mentre camminavo verso casa quel giorno, sentii una chiamata: era l’Adhaan (la chiamata alla preghiera) che mi risuonava nelle orecchie. Non avevo mai saputo della sua esistenza, né avevo mai sentito un suono così bello e melodioso. Allah mi stava chiamando al successo! (una delle frasi dell’Adhaan è “Vieni alla preghiera! Vieni verso il successo!”, al tempo non lo sapevo).
Così accettai la Sua chiamata – l’invito di Dio – e una settimana dopo feci la mia Shahaadah (il giuramento che non vi è altro Dio all’infuori di Allah e che Muhammad – pace e benedizioni su di lui – è il servo e l’ultimo Messaggero di Allah).
[Shahaadah: dopo aver pronunciato le parole della professione di fede con piena convinzione, si diventa musulmani, cioè servi sottomessi a Dio].
La mia invocazione quel giorno in quella cappella era: “Oh Allah, se davvero mi ami, guidami a ciò che è giusto. Amin.” Allah mi ha guidata perché mi ama, ma ci è voluto più di un anno di pazienza da parte mia per accettare l’Islam come mio modo di vivere, la stessa “pazienza” (sabr in Arabo) di cui quel sacerdote parlava quel giorno nella cappella. La mia vita è completamente cambiata.
Andavo in discoteca e bevevo. Fumavo e prendevo droghe. Non c’era mai una festa in città a cui non partecipassi. La mia vita era molto triste; piena di amici, eppure solitaria. Allah mi ama: lo so con certezza perché mi ha salvata da quella vita! Mi ha salvata da una vita di tristezza, solitudine e infelicità! Più che benedetta, mi sento ONORATA che Allah abbia scelto me. Avrebbe potuto lasciarmi nella disperazione. Ero persa nell’oscurità. Chi mi conosceva da prima, ora mi guarda con rispetto. Ero l’anima della festa e ora la mia anima la curo e la nutro.
E che Allah guidi anche la mia famiglia. Amin.
Ayesha