Il mio bellissimo Hijab!

BismiLlah Al Rahman Al Rahim

alhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

Assalam alaykum wa rahmatu Lahi wa barakatuhu,

questa è la sorella hasna una ragazza di 16 anni, scrivo per raccontarvi un po’ della storia del mio hijabkiki.
Tutto è cominciato da quando  con mio padre e la mia famiglia ci siamo trasferiti in italia; allora avevo 5 anni e a quel tempo e non sapevo dove fossi e che cosa fossimo venuti a fare qua.
Compiuti i 6 anni entrai a scuola: non sapevo parlare la lingua italiana e non sapevo cosa dire, nemmeno quando mi chiedevano come ti chiami non sapevo come rispondere e guardavo solo… il mondo in cui mi ero trasferita era completamente diverso dal mondo in cui sono nata, un mondo di culture diverse e abbigliamenti diversi.
Ebbene cominciai pian piano ad adattarmi a questo nuovo paese ed alle persone, cominciai a parlare, a vestirmi come loro, a pettinarmi come loro, ha parlare come loro.
Quando ebbi compiuto gli 11 anni iniziai a frequentare le scuola medie, e da li cominciai a crescere  e a rendermi conto che anche se mi fossi vestita come loro non sarei mai stata uguale, perchè sapevo di provenire da un molto lontano e da una cultura diversa.
In terza media mi aspettavano gli esami e a ognuno di noi venne chiesto di portare un percorso, allora al banco mi misi a riflettere su quale mappa portare, poi andai a casa e iniziai a guardare dei libri… ad un tratto decisi di portare come programma il MIO PAESE ,il mio luogo d’origine, che rappresenta la mia provenienza, il mondo dove sono nata, per mostrare a tutti qual’è è la differenza tra un paese di origine musulmana e uno di origne cattolica.
La mia profesoressa rimase stupita, stupefatta di ciò che raccontai loro.

Pian piano, col passare dei mesi, la mia sorella maggiore Nadia, aveva deciso da un giorno all’altro di mettersi il hijab! Provai molta invidia e allo stesso tempo mi chiedevo se non avesse vergogna di ciò che la gente avrebbe potuto pensare di lei e del suo abbigliamento.

Tutti i sabati mia sorella andava al Masjid, dove si incotrava con un gruppo di ragazze musulmane: li parlavano di fede e di cose che riguardano solo la nostra religone.
Un giorno Nadia mi disse di andare con lei, per vedere ciò che lei voleva che io vedessi. Entrai al Masjid e dissi “assalamu alaykum ragazze”, loro gentilemente con sorriso mi risposero: “Wa alaykum assalam wa rahmatu Llah wa tabarakatuhu… Passai quel pomeriggio con loro e non dissi una parola, ascoltavo solo ciò che dicevano.
Pian piano la voglia di andare con Nadia si affievoliva sempre di più, cominciavo a vergognarmi per come mi vedevo, dato che non portavo il hijab.
Così dopo qualche mese dopo essere entrata nella scuola superiore, cominciò a venire a casa mia un ragazza musulmana di nome Sokaina, l’amica di mia sorella; eravamo come due sorelle e quando non avevamo niente da fare parlavo di fede e lei mi spiegava, assieme a mia sorella, tutto ciò che era da spiegare punto per punto, e così ogni volta che Sokaina veniva a casa nostra la pregavo di informarmi di altre cose che non sapevo.

Arrivata l’estate e il grande caldo Sokaina veniva spesso da noi a casa e stavamo tutto il giorno assieme, a chiaccherare e divertirci. Un giorno venne con un abito belissimo e le chiesi: “Ma non hai caldo tesoro?”. Lei rispose dicendo non c’è caldo peggiore di quello dell’inferno, così andai in camera e cominciai a riflettere riflettere… fu così che mi promisi che anch’io uno di questi giorni sarei uscita con il Hijab per provare l’emozione che provavano loro.

Un giorno mia sorella maggiore mi disse: “Dai Hasna, vieni con al supermarcato… torneremo in fretta! Avevo i capelli disordinati e non potevo di certo uscire in quella maniera, così mi son detta: “Dai proviamo a mettere il Hijab e come va va”! Camminavo per strada, mi vergognavo quando una persona mi guardava abbassavo lo sguardo: mi vergognavo e il mio cuore batteva forte; si trattava per me di un esame che pensai di non aver mai potuto superare.. in quel momento feci due respiri e continuai per la mia strada. Ma arrivata a casa non avevo voglia di togliermi il Hijab: mi guardavo allo specchio e mi dicevo “Ma guarda come sono bella così!!”.

Arrivato Ramadan ogni volta con mia sorella guardavamo video sull’Islam, su come sarebbe stato il Giorno del Giudizio, poi andavo al Masjid coi miei genitori tutti i giorni e vedevo quell’affascinante spettacolo di donne riunite a pregare e a chiedere perdono ad Allah. Un giorno svegliandomi la mattina, sentii la forte volontà di voler indossare l’Hijab, sì l’avrei fatto ad ogni costo, nessuno avrebbe potuto probirmelo, se non Allah l’Onnipotente!
La mia decisione era chiara così da quel giorno inziai a pregare e pregare Dio di darmi di nuovo il coraggio di frequentare la seconda superiore col mio Hijab, qualsiasi cosa avressero detto i Prof e i compagni… avrei risposto ad ogni domanda e curiosità.

AlhamduliLlah adesso sento un grande coraggio nel cuore, esco per mostrare alla gente che non sono più la persona che conoscevano, ora sono un’altra! Adesso la voglia di continuare questo cammino mi emoziona sempre di più alhamduliLlah e mi pento di quei 14 anni che ho sprecato, ma adesso dirò “AlamduliLlah ala kulli hal” (ad Allah va il ringraziamento in ogni circostanza e in ogni stato),

jazakum Llahu khayranheart,

Wa alaykum assalam wa rahmatu Llahi  wa barakatuhu.

Ukhtukum Hasna