Un grande dono di Allah l’Altissimo!

بسم الله الرحمن الرحيم

azan

BismillahirRahmanirRahim.

Assalamu ‘alaykumwaRahmatullahiwaBarakatuHu.

Care sorelle, mi chiamo ‘Aisha, la mia storia nell’Islam inizia a 17 anni. Fin da piccola, essendo orfana, ho abitato in un collegio. Un giorno, un ragazzo marocchino che abitava nel mio stesso collegio ci presentò un suo amico, anche lui marocchino, che era venuto a trovarlo. Una ragazza gli chiese una sigaretta, lui rispose che non fumava perché era musulmano. Cosi’, cominciò a parlarci dell’Islam. Io rimasi affascinata; sinceramente non avevo mai capito la religione cristiana, e in fondo al mio cuore sentivo che esisteva Un Solo Dio!

Così cominciai a leggere alcuni libri che mi ero fatta prestare da questo ragazzo. In seguito conobbi delle donne musulmane che alhamdulillah mi aiutarono a studiare e a capire l’islam. E’ stato cosi’ che, per Grazia e Misericordia di Allah l’Altissimo, sono entrata nell’Islam. Ringrazio ogni giorno il Signore per avermi scelta come Sua serva… Ho cominciato a pregare da circa sei anni, e ho messo l’hijâb pochi mesi dopo, alhamdulillah.

Questo ragazzo marocchino che mi aveva tanto aiutata a comprendere la Verità, alhamdulillah mi ha chiesto di sposarlo, così sono diventata sua moglie poco dopo, e siamo andati a vivere con la sua famiglia in un paesino di provincia. Alhamdulillahsono molto contenta di poter imparare ogni giorno delle cose nuove sulla nostra Religione, vivendo in una famiglia musulmana. All’inizio avevo molta paura di non riuscire ad imparare la pronuncia delle  suar in arabo, ma Alhamdulillah mio marito mi ha aiutata molto, inoltre sono stata a delle lezioni di un Imâm. All’inizio ho appreso cinque sure, alhamdulillah, e ho poi iniziato ad impararne delle altre.

Vorrei raccontarvi, care sorelle, un bellissimo sogno che sono sicura, inshaAllah, mi sia stato inviato come un “segno” da Allah l’Altissimo. Una notte sognai di trovarmi in classe, c’era la lezione di matematica, ma a me non interessava. Ad un tratto sentii l’Azan: “Allahu Akbar, Allahu Akbar, Ashhadu an LÂ ILAHÂ ILLÂ ALLAH…”. Così mi alzai e corsi subito alla porta, mi diressi verso la direzione da cui proveniva la voce del mu’azzin… Ad un tratto vidi un niqâb, mi sentivo tanto emozionata, lo indossai e corsi verso la porta per andare a fare la salat… Al risveglio, ne parlai con mio marito. Sentivo che questo era un segno per me, così alhamdulillahho deciso di indossare il niqâb.

Care sorelle, poiché ero Musulmana da pochi mesi, avevo tanta voglia di imparare i principi della nostra Religione come lo desidero ancora oggi, spero dunque inshaAllah di conoscere tante altre sorelle Musulmane che mi possano accompagnare nel cammino.

Wasalam dalla vostra sorella ‘Aisha C.

Quando i propri sogni si possono… cucire! :)

BismiLlah Al Rahman Al Rahim

AlhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

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Pensavo fosse un pomeriggio come i tanti… e invece quella fu una lezione completamente rivoluzionaria. Appena entrata vidi le solite ragazze con cui mi riunivo al sabato pomeriggio per imparare a leggere Qur’an e a discutere della fede, ma da una parte stava seduta una ragazza sorridente vestita tutta di nero… Sì, era la prima volta che vedevo una sorella col niqab in carne ed ossa.

All’inizio mi sentivo intimorita dalla sua presenza… Temevo di sbagliare o di dire cose che non andassero bene, poi invece mi sono rilassata e abbiamo iniziato a parlare del più e del meno,

Queste lezioni, rivolte solo a ragazze, erano qualcosa di unico, di speciale: servivano a far rivivere un importante sentimento di Amore per Allah, dopo una lunga settimana scolastica di distacco e a convidere fra noi ciò che avevamo appreso della nostra amata, preziosa fede.

Questa sorella speciale aveva una gran voglia di fare e ci trasmetteva tanta buona energia. Un giorno si è presentata portando diversi tipi di Niqab e facendoceli indossare come prova… Era una sensazione unica, bellissima, quello di portare il Niqab! Mi sentivo finalmente coperta, preziosa, lontana dagli sguardi dei passanti… Chiesi di poterci un attimo uscire, così fu che andai fuori nel cortile del nostro amato Masjid a fare una passeggiata speciale, sperimentando quello che prova una munaqqabah* camminando per strada. C’era un sentimento di euforia generale, chi andava in bagno a guardarsi allo specchio, chi usciva, chi lo ha tenuto per tutta le lezione 🙂

Quel giorno parlammo di abbigliamento islamico e finita la lezione ci siamo rese conto di dover cambiare nettamente il guardaroba per adattarlo alle esigenze di una vera ragazza musulmana… ma dove potevamo trovare le gonne lunghe con le quali sostituire i pantaloni stretti, e jellaba da portare sopra ai vestiti, e hijab lunghi, larghi e coprenti, di colore neutro con cui sostituire la sciarpa colorata che portavamo sopra la testa?

Fu così che la sorella disse… ebbene ce le possiamo cucire!!! Era un’idea fantastica, non mi era venuta in mente questa soluzione, io che avevo da sempre sognato di poter cucire… Ora il mio sogno si stava realizzando! Iniziammo così a trovarci il pomeriggio per la lezione di cucito…! Sì, potevamo fare di tutto: dal semplice Niqab che si poteva annodare dietro la nuca, molto facile da confezionare, dalle gonne lunghe alle abaya da portare sopra ai vestiti, dal khimar alle jellaba, alle tuniche lunghe da portare sotto ampi pantaloni. Infine quello che non riuscivamo a confezionare lo ordinavamo tramite internet e ce lo spedivano per posta, un modo nuovo di fare shopping!

Quella lezione servì a rivoluzionare tutto il nostro modo di intendere la copertura, tutto grazie ad Allah, e alla sorella che con il suo Niqab nero aveva portati i colori dell’arcobaleno nella vita noiosa e routinaria a cui ci eravamo abituati… Fu questo a farmi cambiare pensiero sulla moda… un sistema di omologazione mondiale, che annulla la creatività e la vera libertà di abbigliamento, rendendo la gente schiava di un modo di pensare lontano dalla naturalezza della fede e dagli obbiettivi di copertura e purezza che l’abbigliamento islamico intende preservare. Oh Allah, ti ringrazio per questa luce che ci hai dato, guida noi e le nostre sorelle e i nostri fratelli a fare ciò che Tu solo ami, ti voglio bene, o Allah!

*Munaqqabah: donna portatrice di Niqab.

Quando tutto il mondo è… paese :) AlhamduiLlah per l’Islam!

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

in volo

AlhamduliLlah!… Stavo per intraprendere un viaggio speciale, perché ero in partenza per incontrare il mio futuro marito, per trasferirmi finalmente in un paese musulmano, per cambiare vita in sha’a Llah!

Avremmo dovuto prendere il treno per Milano e poi verso l’areoporto per poter salire infine l’aereo. Fu così che il mattino mi svegliai di corsa, mi preparai in fretta, indossai il mio amato niqab e corsi per raggiungere mio padre, che mi aspettava giù in macchina.

Il viaggio alhamduliLlah andò bene, se non fosse per le gentili poliziotte nella stazione che si proccupano sempre del fatto che io possa soffocare dietro al mio amato vestiario religioso (più che altro non si capacitano di come una ragazza possa “chiudersi dentro una gabbia” come la pensano loro… eheh, non sanno che il niqab per me è come la protezione della conchiglia per la perla, alhamduliLlah, e che il fatto di indossare lo stesso vestito che portarono le Sahabiyyat -compgne del Messaggero pace e benedizione su di lui- è fonte di un’immensa felicità per me, che Allah l’Altissimo ci possa riunire con loro il Giorno del Giudizio, amin!). Queste si guardarono prima silenziose, poi si misero a parlare affannosamente al cellulare e intanto si guardavano e borbottavano, quando improvvisamente giunse la “Freccia Rossa”, il nostro treno, e Allah ci risparmiò le loro attenzioni, alhamduliLlah.

Ora alhamduliLlah mi trovo in un paese musulmano, porto tranquillamente il mio niqab e auguro a tutte le ragazze di poter fare presto altrettanto, in sha’a Llah!

Sognando l’Hijab!!

BismiLlah Al Rahman Al Rahim

alhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

Voglio essere come loro!!

il Hijab… Ho da sempre amato questo affascinante accessorio dell’abbigliamento della donna musulmana: il Hijab. Sin da quando ero bambina guardavo mia madre uscire sempre coperta con un ampio giaccone lungo fin sotto le ginocchia e con questo Hijab che svettava come una bandiera sulla sua testa: era la donna più forte e coraggiosa che avessi mai visto! E’ così che presa dai miei sogni ad occhi aperti cominciavo ad immaginare di esser diventata una bella ragazza coi capelli lunghi lunghi che in qualche modo doveva nasconderli alla vista delle persone “appiccicaticcie” 🙂 dunque talvolta immaginavo di portare un cappello sotto cui facevo stare tutti i cappelli, altre volte pensavo a qualche strana acconciatura che me li tenesse nascosti e cosi’ via… e’ bellissimo essere delle preziose e irraggiungibili principesse!! 🙂
Cosi’ crebbi piano piano guardando quella che era per me la donna piu’ bella di questo mondo: mia madre… ella mi lasciava pettinare i suoi capelli, me li faceva sistemare e talvolta anche… tagliare! (si vede che mi voleva incoraggiare a diventare una brava parrucchiera!
Quando mi avvicinai all’eta’ della puberta’ cominciai a riceve alcune “lusinghe” (per me non erano affatto tali!): Ma che bella bambina!… Lo sai che fai bene  a non mettere il velo come tua mamma? Hai dei bellissimi capelli!
Queste frasi invece di sortire l’effetto desiderato dagli ammiratori producevano in me l’effetto contrario… cosi’ li guardavo di traverso e fra me e me dicevo: Non avete affatto indovinato! Io il mio Hijab lo portero’ eccome! In sha’a Llah!… e cosi’ dall’eta’ dei nove anni iniziai a chiedere a mia madre il permesso di portare come lei il copricapo islamico.
All’eta’ di undici anni ebbi il tanto agognato permesso, e così fiera del mio bellissimo Hijab entrai in prima media! I miei compagni si chiedevano cosa avessi in testa, allora il professore disse loro di non disturbarmi perchè erano i miei genitori a volere che portassi il velo!! Invece io dissi loro che questa era la mia scelta e che non potevo far vedere  miei capelli a nessuno! 🙂 Un bambino insolente disse che sicuramente io dovevo essre calva, ma che per nasconderlo portavo l’Hijab!! Allora una delle mie compagne che aveva visto un po’ di capelli disse: E invece i capelli ce li ha, eccome! E sono sicuramente più belli dei tuoi!!
Così fu che portai il mio amato Hijab dalla prima media… ma crescendo sentivo che cresceva in me la necessità di essere ancora più coperta e così dai pantloni iniziai a portare le gonne e anzichè le giacche corte cominciavo a preferire quelle lunghe… un questione di pudore innato mi diceva che questa era la scelta giusta!
Quando all’età di diciassette anni mi recai per la prima volta in Arabia Saudita ebbi la possibilità di indossare il Burqa che si lega sopra all’Hijab nascondendo gli occhi, sotto al quale portavo la Abaya che mio zio si era fatto premura di regalarmi. Era una sensazione bellissima quella di avere il volto coperto! Mi sentivo molto più libera di parlare senza poter esser guardata per la mia fattezza fisica, inoltre questa copertura faceva sì che mi sentissi molto più protetta e custodita! Allahu Akbar!
Ovviamente mi innamorai di questo nuovo modo di portare l’Hijab, ma mio padre mi chiese di toglierlo una volta tornati in Italia… Cos’avrebbe detto la gente vedendomi così? E i professori? E i compagni?… Purtroppo fu il pensiero di dover affrontare la gente a farmi desistere dal tenere il mio nuovo abbigliamento (sicuramente più raccomandabile dal punto di vista islamico rispetto a quello che portavo in precedenza)! Ma i sogni non si possono spegnere con così tanta facilità, alhamduliLlah!…
E’ così che arrivò il giorno in cui, dopo aver terminato i miei studi ed ottenuto la mia laurea in Culture e Tecniche del Costume e della Moda, feci un bellissimo viaggo nello Yemen ed lì incontrai delle mie coetanee col Niqab e l’Isdal (l’Isdal è la copertura che parte sin dalla testa e cade morbida sulle spalle nascondendo anche la forma di queste ultime) e mi chiedvo curiosamente come fosse fatto l’abito portato da loro!
Sì, perchè avevo tentato invano di produrre un Isdal mio (mi annodavo in testa un secondo Hijab cercando di farlo cadere in maniera morbida ma non sortiva lo stesso effetto subhanaLlah, tanto che mio padre mi disse che sembrava avessi una tenda legata sulla testa!! 🙂
Così quando incontrai queste nuove amiche chiesi con franchezza: scusate, mi potete insegnare a portare il Niqab come voi? (lo mettevano che era bellissimo: la parte che copriva gli occhi era leggermente inamidata e staccata dagli occhi in maniera che esse vedessero mentre non potessero esser viste, e la seconda parte si poteva comodamente abbassare in caso di necessità per mostrare il volto)!
Fu così che dopo che ebbi comprato il Niqab dello stesso modello esse iniziarono con tanta pazienza ad aiutarmi a portarlo (si perchè talvota lo mettevo storto, talvolta mi cadeva, altre volte scivolava.. sembrava che il mio fosse l’unico Niqab così ribelle!! :))
Decisi che per non toglierlo non sarei più tornata in Italia… me ne sarei potuta tranquillamente stare nello Yemen o in Arabia Saudita o in qualsiasi paese islamico in cui si era decisamente più liberi di indossare quello che si voleva rispetto all’Europa (che vende tanto fumo ma niente arrosto! Basta vedere di cosa partiscono le nostre sorelle in Francia, Belgio, Danimarca.. e anche Italia, Spagna e Germania dove spesso fan fatica a trovare un lavoro adeguato per via del loro abbigliamento!).
Ma dovetti ben presto modificare i miei piani… ecco la telefonata di mia madre: Bushra il tuo permesso di soggiorno sta per scadere, devi assolutamente tornare in Italia!!. Così pensai al mio amato nuovo Hijab e iniziai a riflettere a proposito dei tanto sbandierati diritti dell’uomo e della cruda realtà che ci attendeva come Musulmani in Europa… ma poi ricordai la cara Aysha, la coraggiosa Hanady e la forte Khadija… tutte mie care sorelle italiane che nonostante le difficoltà avevano portato e tenuto prima di me il Niqab in Italia!
Già… la nostra religione ci insegna a non temere se non Allah unico, e a mostrare timore ed obbedienza unicamente a Lui! Se Allah mi ha concesso di portare qulalcosa per Lui ebbene mi aiuterà ad esprimermi a riguardo e a far capire (a chi cerca di capire) la mia scelta! Così decisi di non mollare e di tornare vestita nel modo da me amato, col vestito che dunque rispecchiava i miei principi e il mio tanto amato credo!
Ual-hamdu-liLlahi Rabbi-l-àalamin! La lode appartiene ad Allah il Signore dei mondi!

Un’eroina di nome Stephanie!

BismiLlah Al Rahman Al Rahim

alhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

…dal blog della cara Um Usama, jazaha Llahu khairan http://lamadrasadibaraka.wordpress.com/2012/06/02/una-sorella-aggredita-e-umiliata-dalla-polizia-belga-a-causa-del-suo-niqab/

Bruxelles/Molenbeek-Saint-Jean

Stéphanie è una musulmana belga che indossa il niqâb da quattro anni. Giovedì scorso un controllo d’identità da parte della polizia è degenerato e la giovane donna è stata malmenata e umiliata dalla polizia, nonostante avesse ottemperato alle richieste degli agenti, mostrando loro la propria carta d’identità e scoprendo il viso per il riconoscimento, sulla pubblica via.

Trascinata al commissariato, un gruppo di poliziotte le ha chiesto di rimuovere tutti i suoi abiti, per procedere alla perquisizione corporale. Secondo la testimonianza della sorella, il chiaro scopo degli agenti in questione era soltanto quello di umiliarla, non avendo ella commesso altro “reato” se non quello di aver indossato il niqâb! La sorella ha dunque rifiutato; sono allora intervenuti degli altri agenti (uomini) che l’hanno ammanettata e le hanno strappato il jilbâb e tutti gli abiti. Nella colluttazione, Stéphanie stava per essere strangolata, mentre gli agenti si sedevano sopra di lei e la schiacciavano al suolo. Uno degli agenti ha poi mimato il gesto di violentarla, chiamandola “prostituta”, e altre parole peggiori.

Stéphanie ha quindi dato una testata ad un’agente donna, spaccandole il naso. La sorella ha evidentemente agito per legittima difesa, dato che si trovava ormai completamente nuda, nelle mani dei suoi aguzzini che stavano per soffocarla, mentre tutti gli altri agenti del commissariato si prendevano gioco di lei. È infine stata trasportata all’ospitale, dove i medici hanno riscontrato una commozione cerebrale oltre a numerose ecchimosi.

La sorella ha poi tenuto una conferenza stampa per raccontare l’accaduto, ma il video è stato rimosso da YouTube, ufficialmente per la presenza nello stesso del portaparola dell’associazionSharia4Belgium, Abu Imran; in verità, per zittire la sorella e dare in pasto all’opinione pubblica l’incredibile versione secondo cui la sorella invece che vittima sarebbe colpevole dell’aggressione alla poliziotta, cui ha rotto il naso per legittima difesa, così come raccontano oggi i mass media belgi.

Questa storia è purtroppo simile alla “versione ufficiale” della vicenda di Aafia Siddiqui, accusata di aver disarmato e sparato ad un soldato americano in una base USA in Afghanistan, ritrovandosi poi in ospedale ferita! Nel caso di Aafia, fino ad ora cercano di coprire la realtà dei fatti, ossia il rapimento e le torturesubìte per anni da Aafia e dai suoi bambini nelle mani degli Americani, e la probabile uccisione del suo neonato.

Che Allah ci protegga dal loro male e dalle loro menzogne, Allah ci basta, Egli è il migliore dei Protettori!

Amin!!