Mai dire mai… subhanaLlah!

BismiLlah Al Rahman Al Rahim

alhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

AlhamduliLlah, su gentile concessione delle sorelle dell’Aims-UK pubblichiamo questa bellissima storia, link originale: http://aims-uk.org/index.php?option=com_content&view=article&id=98%3Ala-storia-di-una-signora-italiana-di-81-anni&catid=25%3Astorie-di-conversioni&Itemid=53&lang=it

Gli eventi dell’11 Marzo 2011 rimarranno per sempre affettuosamente conservati nel mio libro di ricordi. Mi è infatti accaduto di testimoniare un’esperienza tra le più edificanti, sfidabile soltanto dalla mia prima visita alla Ka’ba, quando avevo 16 anni, che fu grandiosa!

Mi dispiace dare inizio al mio racconto in un modo alquanto stereotipato ma, quel giorno iniziò davvero come una comune fredda mattina nel Nord di Londra, con nulla da aspettare impazientemente a parte il sermone del Venerdì, ma che molto rapidamente si rivelò in una serie di avvenimenti divinamente architettati che nessun altro a parte il Signore avrebbe potuto disporre in quel modo.

 

Di ritorno di recente (a dire il vero piuttosto controvoglia) dall’Arabia Saudita, mi ritrovai ospite per la notte nel Nord di Londra a casa di mia nonna, cosa che non aveva mai perso la sua gradevolezza sin dalla fanciulezza!

Mia nonna, sempre piena di vita, e io gareggiavamo spesso nel vedere chi fosse il primo a svegliare l’intera casa per Fajr, sebbene quel giorno ella mi battè, in genere il vincitore ero io (sì!). Mi svegliai e attentamente mi indirizzai giù per le scale nel buio per avviare l’acqua calda così che mia nonna si risparmiasse un’abluzione fredda, torturante per la preghiera del Fajr, la sentii bisbligliare da cima le scale: “Figlioulo, l’acqua calda non funziona!” Che noia! L’uomo della caldaia avrebbe dovuto già ripararla! Comunque visto che non ha nessun senso piangere sul latte versato, noi sfidiamo l’acqua fredda, preghiamo il Fajr e ci rituffiamo nei nostri letti al calduccio per ripararci dal freddo pungente. Di solito parto da casa subito dopo il Fajr per dirigermi verso la Biblioteca Universitaria, ma quel giorno il letto sembrava molto più invitante! Mi intrufolai di soppiatto accanto a mia nonna nel suo letto in un angolino, nel modo in cui avevo fatto sin da quando avevo 10 anni e non mi vergogno a dirlo. Non ci vuole un genio per capire che in quattro e quattro otto ero KO!

 

Prima che me ne rendessi conto, erano già le 11.10. Oh mio Dio! Ero in ritardo, questa era la prima volta in mesi che mi rimettevo a dormire dopo la preghiera del Fajr, ero sconvolto e deluso, eppure cercavo ancora di giustificarmi dando la colpa al freddo! Tut tut! Ero irritato quando lasciai casa con il mio abito bianchissimo e il mio cappello della preghiera nuovo di zecca. Presi l’autobus snodabile numero 29, che, come al solito, era pieno come una scatoletta di sardine! Comunque  fui abbastanza fortunato da trovare un posto, aprire il mio Corano e leggere Surah Kahf, come si raccomanda, mentre mi dirigevo alla preghiera congregazionale.

 

Un paio di fermate più in là, notai una signora anziana fragile salire sull’autobus affollato con tante di quelle buste da causare impiccio alle persone che  impietosamente la strattonavano di lato in lato! Il mio cuore si impietosì e la chiamai dall’altro lato affinché venisse a sedersi e le offrii il mio posto e tutto ebbe così inizio. Ella ricambiò il mio gesto con una tale gratitudine, che non ricordo mi sia mai stata mostrata prima, mi colpì profondamente per come si sforzava a fatica di montare sul posto. “Grazie infinite.” Disse, infine, col fiato corto per essere montata sul sedile.

“È molto gentile da parte tua esserti alzato per me.” Aggiunse con un accento italiano molto delicato, appena percettibile.

“Il piacere è tutto mio, lei è come una madre per me, i suoi diritti sono ben maggiori di questo che io ho fatto.” Risposi educatamente. Un gesto cortese che in arabo sarebbe suonato piuttosto ‘standard’?! Eppure sembrò echeggiare piuttosto profondamente in lei, ella mi fissava mentre il suo sorriso tenero ed affettuoso si ingrandiva, completando il rossore del suo volto! Però pensai, voglio dire a parte il fatto che questa signora anziana era tanto carina, ma essendo stato via per un po’ di tempo, iniziai a comprendere il profondo abisso esistente tra il come i cittadini anziani sono trattati nel mondo arabo e come sono trattati, o dovrei dire maltrattati, a casa, sulle nostre strade londinesi. Senza alcun dubbio cibo per la mente ed una urgente responsabilità sociale che ha bisogno di essere sbandierata. È davvero deplorevole, lasciando a parte quanto offensivamente sconvolgente, che un pensionato su cinque in un paese tanto ricco quanto il nostro, viva ufficialmente al di sotto della soglia di povertà!

 

“Cos’è quello che leggi fra le mani?” Ella mi chiese.

“È il Corano?” Ella disse sorridendo perché mi aveva battuto nella risposta.

“Sì!” Balzai, travolto, meravigliandomi di questa donna. La mia compassione si tramutò velocemente in ammirazione e riverenza. Una benvenuta distrazione… ed intanto chiudevo il mio Corano lasciando l’indice come segnalibro, ella aveva oramai catturato la mia attenzione. Ella aveva qualcosa che non riuscivo a spiegarmi.

“Ho sempre desiderato leggere il Corano.” Ella aggiunse. Il passeggero accanto a lei si alzò quietamente per lasciare l’autobus, presunsi che la sua fermata fosse giunta, mi affrettai ad occupare nuovamente il posto libero ed apprendere di più su questa donna.

“Questo libro viene da Dio per innalzare la coscienza dell’uomo e guidarlo verso quello che gli permetterà di prosperare.” Dissi entusiaticamente in un tono evangelico degno di professionista.

“Sì, mi sono imbattuta in molti musulmani durante la mia vita, sono molto simpatici e cortesi nei miei confronti.” Ella disse.

“Questo è molto gentile detto da parte sua.” Replicai. Una raffica di domande mi inondò il cervello, ma raccontava la sua storia così bene, dunque preferii ascoltare con orecchio attento, piuttosto che parlare, almeno per il momento… “Hai ascoltato il notiziario oggi?” Mi chiese scioccata. “Quello che è accaduto in Giappone, i terremoti e lo tsunami? È davvero terribile. Dio è arrabbiato con noi.” Ella commentò. “Abbiamo messo tutto sottosopra.” Ella aggiunse.

Diedi per scontato che fosse cattolica romana viste le origini italiane che ella in seguito rivelò durante la nostra conversazione.

 

La signora si inoltrò in una analisi piuttosto prolissa sulla degradazione sociale e morale che ella aveva penosamente testimoniato diffondersi intorno a lei negli anni. Mi godevo i minimi dettagli della nostra conversazione. Mi sentivo come se stessi conversando con un vecchio amico, ella affrontava le mie domande inquisitorie con un punto di vista profondo. Era chiaro che ne aveva viste tante nella sua vita.

 

“Ho 81 anni!” Ella sorrise. Quasi mi cadeva la mascella. Questa donna era più anziana di mia nonna e aveva vissuto più a lungo di quanto altri sognerebbero di vivere.

“Cosa fa nella vita?” Chiesi. “Gestisco una libreria.” Ella rispose, il che spiegava un bel po’ il perché sembrasse così erudita e così ben aggiornata.

“La chiesa cattolica lo ha perso.” Ella aggiunse in modo casuale riportando la conversazione nuovamente sulla religione con tanto imbarazzo da parte mia. “Soltanto i musulmani rimangono saldi ai loro insegnamenti e ai loro valori.” Ella aggiunse. Il mio cuore in quel momento iniziò a battere rumorosamente, può essere che Allah salvi questa donna ore prima del suo appuntamento? Era questo il pensiero che mi scorreva nella testa. Sembrava proprio andare in quella direzione… Dawah Dawah Dawah mi dissi! Continuammo a tessere lodi all’Islam. Una cosa che posso dire col senno di poi è che ella ne sembrava davvero impressionata e quasi emozionata nella conversazione sulla generale volontà dei musulmani di rimanere saldamente convinti delle Leggi di Dio all’interno di una cultura impietosa dell’anti-Dio.

 

Ella mi fissava finché ci guardammo imbarazzati. “Sono molto felice di averti incontrato.” Ella disse quasi casualmente toccandosi il petto, mentre i suoi occhi lentamente sgorgavano dai suoi occhiali spessi. Strano pensai, ma potevo vedere la sincerità trasparire da tutto il volto di questa donna. Un incontro veramente inconsueto e a questo punto l’intero autobus era intento alla nostra conversazione siccome sembrava che lentamente stava per raggiungere il suo punto culminante. La mia fermata dell’autobus si stava velocemente approssimando, dunque rapidamente cercai di direzionare la conversazione su ciò che veramente contava, Allah (che sia Glorificato ed Esaltato), o al minimo ripetere pedestremente ogni cosa che potevo rammentare dalla mia scarsa comprensione delle lezioni di Aqidah 101.

 

“L’Islam è una bellissima religione.” Predicai, “Nulla viene tralasciato affinché l’uomo sia guidato, la cosa più importante è il Suo servizio (di Dio), l’adorazione e il conoscerLo. Egli ci ha creati ed è troppo compassionevole per lasciarci senza un messaggero che ci guidi sulla retta via. Muhammad (pace e benedizioni su di lui). Ogni cosa tra i Cieli e la Terra celebrano le Sue lodi e Egli non ha associati.” Notai  che a mano a mano si appoggiava sempre più verso di me. Le sue spalle adesso premevano contro le mie, siccome ella si sforzava di ascoltare. Strizzava i suoi occhi mentre delicatamente spingeva i suoi occhiali nuovamente in posizione, si stava concentrando. Io proseguii: “In questo mondo il credente sta intraprendendo un viaggio verso il suo Signore finché Lo raggiunga, coloro che non conoscono il sentiero verso il loro Signore o che non si sforzano di conoscerlo sono in grave perdita.”

“Sono così contenta, sono così contenta!” Ella esclamò col suo timbro molto delicato con interruzioni emotive nella voce. Ormai pregavo nel mio cuore che Allah guidasse questa donna, ella sembrava davvero sincera.

 

Le lacrime nei suoi occhi lentamente si accumulavano mentre le descrivevo Allah finché alcune riuscirono a scappare e scorrere giù lungo la sua guancia.

Ella mi interruppe e raggiunse la mia mano: “Lo sai che sono stata in coma quando avevo 79 anni?” Ella disse con un riso di tensione soffocato. “SubbhanaAllah” bisbigliai al limite del respiro, mentre mi avvicinavo, esplorando sempre più profondamente la storia raccontata dal suo volto piuttosto che dalle sue labbra. Adesso erano i miei occhi a strizzarsi… Più navigavo attorno alle striature delle tante rughe, più mi innamoravao di questo personaggio, la sua faccia era un’enciclopedia di eventi. Volevo sapere di più, ero molto preso.

“Sì!” Ella continuò. “I dottori dicono che sono fortunata ad essere viva, sono così felice di averti incontrato, Dio mi ha salvato per vivere questo momento.

Ho letto in un articolo da qualche parte che cinque mila persone qui nel Regno Unito sono diventate musulmane l’anno scorso!?” Ella disse in tono semi inquisitorio. Era evidente che ella era colpita.

“Oh mi piacerebbe leggere il Corano, puoi per favore farmene avere una copia, ti darò il denaro!” Ella cercò la sua borsa.

“No, no, certo che no, non accetterò, è davvero un piacere per me, quante persone simili potrei mai incontrare nella mia vita.” Dissi cortesemente.

Ella sorrise ed era profondamente colpita, capii subito che non era abituata che le si parlasse così educatamente.

“Lascia che ti dia il mio indirizzo.” Ella disse mentre lo scriveva.

“Qui per favore, spediscemelo a questo indirizzo.”

“Certamente.” Replicai. “Glielo porterò personalmente.”

“Oh! Ma per favore, procurami una copia con caratteri grossi.” Ella richiese. “La mia vista non è più quella di una volta.”

Ella rimise la penna nella borsa e sorrise come se si fosse riunita ad un vecchio amico perso di vista. Sedevo scuotendomi il cervello pensando a questa donna in un imbarazzante momento di silenzio. Voglio dire: è davvero anziana! Cosa succede se muore prima che io le porti una copia del Corano? E se morisse prima di pronunciare la Shahada?! Ella interruppe i miei pensieri e le mie domande dicendo: “Dunque figlioulo, dove si trova la moschea più vicina? So che ce n’è una molto grande in Regents Park, no?” Ancora non sono sicuro di quale fosse il preciso intento dietro questa domanda, ma questa era la mia possibilità e non mi sarei mai perdonato se non l’avessi colta al balzo. Qualcosa mi diceva che ella voleva pronunciare la testimonianza di fede, ma che evidentemente pensava che il processo di conversione fosse come nel cristianesimo e che si deve essere battezzati in una chiesa e quant’altro! Dunque mi feci avanti.

“No, signora.” Replicai. “Si può incontrare Dio come musulmani semplicemente pronunciando delle parole, testimoniando che Egli è Uno.”

Il suo volto si illuminò mentre implicitamente mi invitava a continuare.

“Ripeta dopo di me!” Dissi: “Ash-hadu…”, “Ash-hadu…” fino alla fine.

 

Lentamente completammo la testimonianza di fede in arabo e iniziammo a pronunciarla in inglese. Si sforzò duramente e ridacchiammo diverse volte, ma ella mostrava una certa determinazione a pronunciare ogni lettera. E siccome ella proveniva da un contesto cattolico, fu pertinente aggiungere alla shahadah la frase secondo la quale ‘Gesù è un profeta di Dio e che Dio non ha progenie.’

Oh no! Ella non ripetette dopo me, fece una pausa, si ritrasse da me,  guardò in basso e vidi il suo sorriso lentamente sparire e le sue rughe prendere posizione. Mi caddero le spalle, avevo il cuore in frantumi. “Laa ilaaha illa Allah!” Sospirai tristemente al limite del respiro. Davvero volevo che lo pronunciasse, Oh quanto fu deludente. La osservai prendere un paio di respiri, una pausa, lentamente sembrava ritornare alla vita. Ella si sforzò di parlare mentre guardava di nuovo nella mia direzione.

“Che…che…cosa bellissima da dire!” Ella balbettò mentre la sua voce si interrompeva di nuovo dall’emozione. Il suo sorriso celestiale si era ripristinato! Ella recuperava le forze. “Sì, sì!” Ella disse stringendo i suoi piccoli pugni mentre energeticamente si sistemava sul sedile. “Sì!” Ella insistette. “Gesù è il profeta di Dio, sì lo è, sai che ho sentito questo per tutta la mia vita e non sapevo cosa fare, sono così felice, sono così felice.” Ella continuò a ripetere.

 

Iniziò ad asciugarsi gli occhi. Non potevo trattenere le mie stesse lacrime e avevo i capelli rizzati. Le promisi che le avrei spedito una copia del Corano.

“Per favore scrivimela.” Ella disse. Ero sconcertato. “Quella testimonianza, quella testimonianza che abbiamo appena detto, è così bella!” Ella aggiunse. Felicemente le feci questa cortesia tirando fuori la penna dal mio taschino.

“E per favore ho un figlio, non è musulmano, potresti parlargli? Ha 45 anni.” Ella supplicava. Non avevo parole e in completo timore reverenziale per questa donna, riuscii solo ad annuire col capo in silenzio. “Certamente.” Dissi in modo calmo, sperando in segreto di sopravvivere a quella promessa.

 

Ella sorrise con un sorriso indimenticabile. “Mi chiamo Maria.” Disse. Le ritornai il sorriso, cercando di uguagliare il gesto caldo “E io mi chiamo Ibrahim.”

Ero giunto alla mia fermata, premetti la campanella, alzai la mia pesante borsa sulle spalle, le rivolsi un sorriso gentile e senza indugi mi incamminai per la preghiera congregazionale pizzicandomi, stavo per incontrare i miei amici e condividere con loro la storia incredibile di questa donna che Allah aveva salvato dall’Inferno prima del suo appuntamento. Speravo soltanto di poterle procurare il Corano in tempo.