Due storie, due gemelle!

بسم الله الرحمن الرحيم

La fratellanza nel nome di Allah è il più grande legame

Due sorelle, entrambe bintu Omar!

La storia di Umm Hamza

Assalamu alaikum. Ho 29 anni. Alhamdulillah ho vissuto in Senegal, in un ambiente di Musulmani praticanti, fino all’eta’ di 7 anni. Dopodiche’ la mia famiglia è emigrata a Bologna, in un ambiente dove c’erano sia Musulmani “non-tanto-praticanti” che Musulmani che purtroppo seguivano delle confraternite sufi, come ad esempio quello dei Mouride, Tijan, Baye Fall, etc. Questo ha fatto sì che col passare degli anni io dimenticassi molte delle cose che sapevo dell’autentico Islam.

Tuttavia, all’eta’ di 16 anni cercai di capire la mia religione, dopo aver conosciuto dei bravi Musulmani che avevano iniziato a parlarmi dell’Islam. Alhamdulillah, è stato così che ho cominciato (o meglio “ricominciato”) a pregare. Inoltre, dato che avevo scelto di diventare una Musulmana praticante, cominciai a non provare più piacere nel passare le mie giornate coi compagni di classe, coi miei amici di allora e con molte persone (anche parenti) che avevo intorno perchè vedevo che la loro compagnia non mi beneficiava dal punto di vista Islamico. Più o meno in quello stesso periodo persi di vista anche le persone che, per volontà di Allah l’Altissimo, mi avevano aiutata ad avvicinarmi all’Islam. Fu così che cominciai a starmene per conto mio e a vivere in solitudine la mia amata fede.

All’inizio andava tutto bene Maa sha’a Llah! Vivevo nel mio bel mondo, mi sentivo realizzata e quindi non mi importava nulla di quello che dicevano o pensavano le altre persone. Tutto bene, se non fosse stato per il fatto che dopo qualche mese cominciai a sentirmi frustrata: I tre libri che avevo (Il Qur’an –che non sapevo leggere perchè in Arabo-, la traduzione del Corano in Italiano ed un libro su come fare la salat) non mi bastavano più, ma quando andavo in biblioteca a prendere in prestito libri sull’Islam, mi capitavano sempre quelli che ne parlavano male e questo non lo sopportavo. A questo si aggiungeva anche il fatto che non conoscevo persone praticanti con cui potermi confrontare o che potessero aiutarmi a capire meglio la mia religione. Per finire, continuavo a ricevere critiche pesanti sul mio stile di vita Islamico sia da ex-amici che purtroppo anche da parenti stretti. Rimasi in questo stato per più di 2 anni prima di diventare veramente stanca e frustrata.

Alla fine non ce la feci più a stare in questo stato! Una mattina, dopo giorni e giorni di esitazione, presi il telefono e chiamai il numero di cellulare che era stampato sul piccolo libricino sulla salat che avevo a casa. Mi risponse un fratello; cominciai a spiegargli come avevo fatto a trovare il suo numero di telefono, e che non sapevo chi altri chiamare poichè non conoscevo nessuno che potesse aiutarmi a comprendere la mia religione. A un certo punto scoppiai in lacrime e gli raccontai meglio la mia situazione. Lui Maa sha’a Llah, che Allah swt lo ricompensi, mi tranquillizzò e mi passò sua moglie al telefono. La sorella Maa sha’a Llah era gentilissima, che Allah swt la ricompensi!!! Mi chiese dove abitassi ed io risposi a Bologna. Mi disse che AlhamduliLlah conosceva una brava famiglia Musulmana nella mia città e che mi avrebbe messa in contatto con loro. AlhamduliLlah ero troppo felice e rassicurata, sia dalle loro parole che dal loro buon comportamento!!!

Come promesso, la sorella parlò con la famiglia e mi passò il mio numero di telefono di una ragazza che Alhamdulillah aveva la mia stessa età. Maa sha’a Llah, la ragazza mi chiamò, ci conoscemmo di persona e Alhamdulillah cominciai a farle tantissime domande sull’Islam. Inoltre, che Allah swt la ricompensi, mi face vedere i siti internet dove vendevano i libri Islamici (all’epoca io non avevo un computer), mi mostrò il Masjid di Bologna e mi presentò ad altre sorelle. Col passare dei giorni diventiamo amicone e così cominciai a frequentare regolarmente casa sua. Inoltre lei mi aiutò con l’Arabo e piano piano cominciammo a fare altri progetti Islamici insieme. MashAllah, a 19 anni avevo finalmente trovato la mia prima vera amica FiLlah e allo stesso tempo potevo beneficiare delle compagnia di tante altre sorelle, Alhamdulillah!

Comunque, qualche anno più tardi ricevetti un’offerta di lavoro in UK e lasciai l’Italia. Ora vivo a Leicester perchè l’anno scorso ero venuta a trovare la sorella Aisha per l’Aid e, siccome non ero mai stata nella sua città prima di allora, sono rimasta subito colpita dal bellissimo quartiere Islamico dove vive. Nel giro di un mese ho lasciato lavoro e casa e mi sono trasferita anch’io a Leicester. Alhamdulillah Allah swt mi ha facilitato il tutto e quello che mi ha dato oggi è meglio di ciò che ho lasciato qualche mese fa quando ho deciso di trasferirmi qui. La hawla wa la quwwata illa bilLah – Non c’e’ forza ne’ potenza se non in Allah!

***

La Storia di Umm Usama

Quelli erano anni tristi… ero in quarta superiore e mi sentivo profondamente sola. Le ragazze che mi circondavano erano tutte diverse da me e non avevamo interessi in comune: a loro non interessava parlare di fede e a me non interessava parlare di trucco e ragazzi! Così durante l’intervallo, un giorno, chiesi ad Allah di donarmi una vera amica musulmana, molto simile a me ma allo stesso tempo molto diversa, desideravo tanto avere una gemella… di colore!

Passarono i giorni e mi incontrai con un’amica del Marocco. Questa mi raccontò di una sua compagna di classe musulmana, che però aveva messo e tolto l’hijab e aveva bisogno di capire molte cose della pratica dell’islam. Rimasi molto stupita di questo e fra me e me pensai che c’era gente che poi la fede la viveva con comodo a modo suo.

Ma Allah l’Altissimo, il più Grande voleva insegnarmi a non giudicare dalle apparenze.

Arrivò il giorno in cui mi chiamò Umm Amin dicendomi di una ragazza che avrei potuto incontrare perchè voleva sapere dell’islam… Fu così che Allah l’Altissimo volle che incontrassi la mia bellissima gemella: eravamo molto simili e allo stesso tempo molto diverse! Allahu Akbar!

In un primo momento ci presentammo, parlammo di molte cose: dell’hijab, della salat, della vicinanza della morte, del vivere la fede… Fu così che ci arricchimmo a vicenda e ognuna apprese cose nuove dall’altra, alhamduliLlah! Questa ragazza essendo senagalese mi parlò delle confraternite sufi che avevano deviato la gente dall’adorazione di Allah verso l’adorazione dei santi e dalla sunnah (pratica di fede del Messaggero pace e benedizione su di lui) verso la bid’ah (eresia, innovazione in ambito di fede) e finalmente capii che quelli che vedevo ballare ogni domenica al centro Zonarelli non erano altro che musulmani (ma deviati)!!! Avevo pensato di tutto, che potessero appartenere a qualsiasi religione al di fuori dell’Islam! Allahu ‘Akbar! Non c’è forza nè potenza se non in Allah!

La madre della mia amica era una donna forte, di carattere intransigente e venne a casa mia per conoscermi e conoscere la mia famiglia, e anch’io andai a casa loro e instaurammo un ottimo rapporto, alhamduliLlah!

Io e Umm Hamza eravamo ragazze giovani, con forte senso creativo e tanta energia da spendere: mille erano i progetti che avremmo voluto portare in porto assieme, alhamduliLlah solo quelli religiosi ebbero successo!

Allah l’Altissimo ci ordina sempre di gareggiare nel bene e allo stesso tempo di amare per nostro fratello ciò che amiamo per noi stessi. Ben presto la cara Aisha mi superò e iniziai io ad apprendere da lei il dhikr e a ricevere libri in regalo, che Allah la ricompensi immensamente e le doni la felicità e la benedizione in questa e nell’altra vita! Amin!

Dopo qualche anno ci separammo ma solo fisicamente, perchè nella realtà siamo ancora profondamente legate nel sentimento che ci lega per Allah. O Allah ti rigraziamo per tutti i tuoi doni e ti chiediamo il perdono per i peccati, Allahumma amin!

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Lettera a una maturanda :)

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

Buon consiglio: fai della akhira (vita ultima) la tua preoccupazione!

Guarda al tuo cuore…
Sorridi a te stesso…
Fai la pace con te stesso…
Libera i segreti delle tue tristezze…
Insegna alle tue preoccupazioni a volare lontano da te,

Assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu habibty mia cara sorella che stai per affrontare la maturita’,
come stai? Come ti trovi nei confronti di Allah l’Altissimo? Quanto tempo dedichi alla tua fede ora che stai per affrontare questo importante esame della tua carriera scolastica?
Habibty, mia cara, non intendo né offenderti, tantomeno criticarti… Non critico la tua scelta universitaria habibty, semplicemente vedrai che quando avrai finito l’universita’… Alcuni sogni sono diversi dalla realta’… nel senso che noi da ragazze studiamo da appassionate cose che alla fin fine rivestono veramente poca importanza nel deteminare la nostra felicita’ e la nostra vera vicinanza ad Allah, gloria a Lui l’Altissimo, e nulla a questa eta’ (perche’ abbiam vissuto lontane da un’ambiente veramente islamico e consapevole) sappiamo dell’importanza del ricercare la scienza religiosa, del dover acquisire le conoscenze facenti parte del fard °ain (obbligo intangibile per ciascun individuo) e del fard kifayah (obbligo che compiuto da una parte di un gruppo della Ummah decade dall’essere tale per gli tutti gli altri, che possono non adempiere ad esso) e prendiamo alla leggera questo o non ne siamo nemmeno a conoscenza e per questo magari non lo prendiamo nemmeno in considerazione…
…SubhanaLlah habibty mia, ho finito gli studi universitari ma ti giuro che anche adesso mi sento un’analfabeta…Vedo ora le mie coetanee (o piu’ piccole di me persino) che hanno studiato e memorizzato tutto il Qur’an Karim, che sanno di Fiqh, di Hadith, di Tazkiyah, di °Ibadah, di Adab… e io mi sento completamente a digiuno da essi, sento come se avessi perso tutti quegli anni che dedicai con infinita passione alla moda, al cucito e al disegno…
Non che al tempo delle superiori non fossi osservante, ero come te habibty mia: poco consapevole… Solo per questo habibty ti dico queste parole, prendile come provenienti da una tua sorella maggiore, una ragazza che le ha provate e che ha… sbattuto la testa diciamo.
Ti auguro ogni bene in questa e nell’altra vita habibty mia… Non credere che con queste raccomandazioni io voglia scoraggiarti dal compiere i tuoi studi, liceali o universitari che siano, ma semplicemente ti invito a prendere sul serio lo studio del Qur’an e della fede, proprio come prendi sul serio i compiti, i compiti in classe e i risultati di fine anno… Pensa se ci fosse una pagella di fine anno (e ce la consegnassero il mese prima di Ramadan, a Sha°ban) e ci fossero scritti i nostri progressi nello studio e nella memorizzazione del Qur’an Karim, dei Hadith, del Fiqh, nel modo di compiere la Salat (se compatibile o no a quella fatta dal nostro amato Rasul pace e benedizione su di lui), nel modo e nella quantita’ del digiuno, diello Dhikr, della lettura del Qur’an Karim, della da°wa verso Allah l’Altissimo… secondo te quando prenderemmo?
C’e’ un Hadith il cui significato dice che chi fa della vita ultima la sua preoccupazione Allah si prendera’ il peso delle sue preoccupazioni nella vita terrena… ebbene io penso che il nostro fallimento (parlo di me habibty) nei risultati delle faccende terrene sia la conseguenza del fatto che ci impegnamo troppo in esse e trascuriamo completamente o parzialmente i nostri “veri” doveri (si perche’ Allah, il più Grande, nel Suo Libro ci dice che ci ha creati unicamente per la °ibadah, per vivere in osservanza delle Sue leggi e seguire il Suo volere in ogni cosa che facciamo… e invece noi… sì, sì.. faccimo qualcosa per Allah gloria a Lui l’Altissimo, ma nel tempo che ci rimane, facciamo da°wa quando ci fa comodo ed evitiamo quando dire la verità può comportare per noi qualche situazione imbarazzante, astaghfiruLlah, chiediam perdono ad Allah).
Ti voglio bene habibty, solo per questo cerco di essere sincera con te fino in fondo… potevo benissimo dirti alf mabuuuuk (mille auguri), spero che tu migliori e vada avanti  negli studi e faccia carriera ecc… ecc… Sì, questo te lo voglio dire ma ti voglio anche far intendere la delusione che ho provato dopo essermi laureata perche’ la laurea e’ un modo per arrivare a qualcosa e invece la gente la prende come un obbiettivo a cui darsi tutta, e quando ci arriva… trova… il vuoto, perche’ ha perso il motivo per cui principalmente ha vissuto negli anni della carriera scolastica e si è trovata a cercare un altro futile motivo per mandare avanti gli altri anni a venire…
Noi come musulmani dobbiamo avere la niyyah (intenzione) per Allah swt… ma per realizzare questo e non lasciare che siano solo parole e sogni e fantasie dobbiamo fare in modo che ogni cosa che apprendiamo la usiamo per spiegare alla gente la fede, la usiamo nella nostra da°wah, la spieghiamo agli altri… che dia frutti concreti insomma… sorpattutto non dobbiamo fare cose haram (vietate) per raggiungere uno scopo, quale che sia, perche’ sappiamo che le cose che Allah il Generosissimo ama devono essere raggiunte con ikhlas (sincerità nell’intezione, fare tale azione solo per Allah e per nessun altro) e nella maniera halal (lecita), secondo la Sunnah del Rasul pace e benedizione su di lui (una ragazza una volta mi disse che stava facendo da°wa a un ragazzo, che forse stava per entrare nell’islam, allora le ho detto che stava facendo un peccato grandissimo parlando con un uomo estraneo, scrivendo o passando del tempo in compagnia e che questo poteva essere contato peccato anziché buona azione poiché, nell’Islam gli uomini devono fare da°wah agli uomini e le donne alle donne e spesso, pensando di fare del bene, si inizia con l’intenzione di fare da°wa e si cade nel peccato e ci si allontana dalla fede, audhu biLlah, chiediam protezione ad Allah il Misericordioso dal cadere in questo)…
Spero di non essere stata troppo lunga nella mia lettera habibty, ma essendo che ti voglio particolarmente bene ci tenevo che capissi ciò che intendono comunicare le mie parole e mi perdonassi se forse ho usato un modo un po’ troppo diretto per dirle.
Ti abbraccio fortissimissimo habibty mia
aspetto novità suoi tuoi progressi nel Qur’an e nel Din in generale
uhibbuki fiLlah habibty
fi amani Llah
ukhtuki Bushra

La Luce che ha illuminato la mia vita!

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

Assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu!

Il mio cammino verso l’islam è iniziato per caso. Avevo amici stranieri musulmani ed ero rimasta molto colpita dal modo che avevano di affrontare la vita. Infatti, nonostante, come tutti gli immigrati, dovessero ogni giorno affrontare problemi e difficoltà, non li vedevo mai abbattuti, avevano una grande forza interiore ed erano sempre sorridenti. Capii che era la loro religione che gli donava la pace. Questo affidarsi a Dio e alla sua volontà. Così iniziai a cercare informazioni sull’islam, a fare domande. Purtroppo, il modo in cui  ero stata educata mi rendeva difficile la comprensione di alcuni aspetti dell’islam, come per esempio il velo o la poligamia.

Devo dire che io ho sempre creduto in Dio pur non essendo praticante, un po’ perchè i miei genitori, come la maggioranza degli italiani che conosco, non praticavano se non in occasioni speciali, un po’ perchè non condividevo alcuni aspetti della religione cattolica (il fatto che si cerchi sempre una intercessione umana per raggiungere Dio, come il pregare i Santi, o il doversi confessare ad un prete per ottenere il perdono), mentre altri mi erano di difficile comprensione (come ad esempio la trinità).

Comunque rimasi per anni in uno stato di agnosticismo. Avevo molti pregiudizi sull’islam, credevo che fosse una religione che sottomettesse le donne, che incitasse alla violenza, come i mass media si apprestano a farci credere.

Poi tre anni fa mi recai in Inghilterra per lavoro e qui conobbi dei musulmani che lavoravano con me, tra cui delle ragazze. Non ero mai stata in contatto con donne musulmane prima di allora perchè gli amici immigrati di cui ho parlato prima erano solo ragazzi e anche se alcuni di loro erano sposati, le loro mogli si trovavano nel loro paese di origine. Beh, queste ragazze indossavano il velo, ma non erano tristi non avevano nessun segno di sofferenza, anzi, erano felici, sorridenti, molto gentili e simpatiche. Notai che ogni giorno alla stessa ora prendevano una pausa dal lavoro e un giorno chiesi ad una di loro dove andasse. Con grande  naturalezza mi rispose: è l’ora della preghiera, vado dal mio Signore. Un giorno dissi ad uno di loro: “vorrei saperne di più sulla tua religione” e lui mi diede dei libri, e mi diede l’indirizzo di una sorella che insegnava a leggere il Corano.

Alhamdulillah, questa sorella mi ha aiutato molto perchè mi ha aiutato a conoscere il Corano. E’ in assoluto la cosa che amo di più, leggere e recitare il Corano, perchè è di una bellezza infinita. E più lo studio, più mi rendo conto di quanto la mia vita  fosse vuota prima, e di quanti errori ho commesso nel passato, ma Allah è misericordioso, Egli è colui che accetta il pentimento. E ringrazio ogni giorno Allah (SWT) per avere aperto il mio cuore all’islam, alhamdulillah.

Hannah

Fiera di essere Musulmana!

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

BismiAllah Ar-Rahman Ar-Rahim.

Assalamu alaykum wa rahamtullahi wa barakatuhu a tutti!

Non è facile raccontare la mia conversione. E’ successo tutto gradualmente e inaspettatamente…

Dovessi ripescare il bandolo della matassa (e che matassa!), direi che è nel mio cuore cresciuto in occidente. In un mondo così lontano dai ritmi che tanto ho desiderato senza saperlo e che ho ritrovato solo nell’Islam. Quattro anni fa era una religione per me sconosciuta, talmente sconosciuta che era un luogo comune. Oggi è la mia religione, la Sola Religione che è perfetta come un cerchio che si chiude, in cui trovo finalmente tante risposte, e di cui mi fido ciecamente per quello che non mi è dato sapere, perchè l’immagine che mi rende di Allah subhana wa t’Ala, è talmente grande, talmente potente da non poterla neanche immaginare oltre la sua luce. Nel mio cammino ci sono stati momenti di stupore, serenità ma anche dolore. Prima mio marito, e la lettura del Corano poi, alhamdulillah sono stati la mia salvezza. Quando ho cominciato a leggerlo, leggevo rispettosamente e con curiosità uno dei libri sacri, il Libro che mio marito venerava sin da bambino. E’ stata la lettura più coinvolgente della mia vita, ha sbaragliato “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera e tutti i dubbi e le paure del nostro triste e depresso millennio che cozza con la sua folle corsa. Mi ha accarezzato dolcemente, ma mi ha anche ferita e in qualche occasione, trafitta quando parlava di Abramo, alaihi sallam, e di suo padre. Mi ci sentivo dentro con tutte le scarpe… e ho pianto. Mi sono sentita giudicata, senza possibilità e volontà di replica. Ricordo agli inizi una mia amica mi chiese un parere sul Corano, non avevo ancora finito di leggere “Al-Baqara”, dissi che era come la voce di un padre autoritario, una lettura difficile. Una volta ho anche provato ad ignorarla, ma non si può tornare indietro. Ho capito che quella voce era dolce, anzi la più dolce, la voce del Misericordioso, del Compassionevole e che quello che mi chiedeva era veramente poco, rispetto al dono che mi aveva fatto. Alhamdulillah, mi sono ritrovata a volerne sapere di più, e sempre alhamdulillah ho trovato quello che cercavo, la strada giusta e le persone giuste. Volevo che la mia shahada fosse vera, volevo essere fiera di essere mussulmana, fiera di uscire con il velo. Ma non ero così forte qualche tempo fa. Oggi, non mi sento ancora forte come vorrei, però questo hijab(velo) non lo toglierò tanto facilmente… perchè è per Allah, subhanaHu wa t’ala, è il simbolo del patto che abbiamo stretto, e della Sua immensa misericordia verso di me.

Formalmente il mio ritorno all’Islam è stato di martedì 20 febbraio ad Al-Ahzar, al Cairo. Direi che il mio viaggio verso l’Egitto è andato liscio ed è stato piacevole. Allah, subahanaHu wa t’Ala, ha voluto che in un aereo che era mezzo vuoto, noi capitassimo accanto ad un’altra famiglia simile a noi, lei egiziana mussulmana e lui italiano ritornato all’Islam (Mashallah!), con tanto di mamma italiana al seguito. Al decollo dell’aereo mentre noi mussulmani facevamo le nostre invocazioni, la signora si faceva il segno della croce. Mi sembrava un ottimo auspicio ed un segno che l’Islam non divide nè le persone e nè le famiglie. Arrivati ad Alessandria d’Egitto, sono rimasta a bocca aperta nel vedere, la partecipazione anche di gente sconosciuta a quello che mi stavo apprestando a fare. Il sarto, mai visto e conosciuto, non si è fatto pagare una lira per tutte le gonne e i pantaloni che mi ha accorciato, un Imam ha dato di tasca sua a mia suocera, 20 lire egiziani per comprarmi una copia del Generoso Corano…. Alhamdulillah… le strade erano aperte e quando abbiamo viaggiato verso il Cairo e siamo arrivati ad Al-Ahzar, ero veramente emozionata… ma proprio tanto tanto, ancora mi commuovo. Non ci credevo, finalmente dopo tutti quegli arrovellamenti del cervello e del cuore!

Ho fatto piangere quasi tutti. Insieme a me c’erano altri due neo-fratelli, uno dalla Svezia ed uno dal Portogallo. Abbiamo parlato con l’Imam, che aveva la faccia più buona e serena del mondo, direi il volto di chi l’Islam lo conosce bene, e ormai lo traspira e la trasuda. Non dimenticherò mai la sua espressione, le sue parole, e la sua voce nel dire il mio nome islamico, Ayah… sorella Ayah. Vista la sua enorme disponibilità, gli ho chiesto se, tornando nel mio paese non islamico, avrei fatto un peccato grave nel non indossare il velo. E lui ha detto che l’Hijab per la mussulmana è come la corona per la regina, esiste una regina senza corona? No! Ovviamente. E’ così che lo indosso da quel giorno e chiedo ad Allah ogni volta che esco di casa di proteggermi da Satana il lapidato, e invoco il Suo Nome perchè so con certezza che solo in Lui c’è forza e potenza e alhamdulillah, nessuno ancora tra amici, lavoro, genitori mi ha attaccata per questo esotico fazzoletto (come lo chiama qualcuno), Lui mi sta proteggendo. Addirittura il mio capo ufficio, mi ha detto, che devo essere felice e pensare alla mia famiglia, non sembrano neanche parole dette da lui, Alhamdulillah! Non mi vergognerò mai della mia religione, inshallah bismillah.

Riponete la vostra vita in Allah, e niente di quello che avete dato sarà mai perso. E’ vero, vivere l’Islam qui in occidente non è facile. Sono miliardi le piccole cose che ci possono traviare. Per questo mi tengo stretta al mio Corano e alla Nobile Sunna e indosso il velo nel nome di Allah il Sommamente Misericordioso e Compassionevole, Re del Giorno del Giudizio.

Rabbena, afrigh alaina sabran wa tawaffana muslimiin (O Signore, concedici la pazienza e facci morire [a Te] sottomessi).

Alhamdulillah Rabbì al-Alamiin (la lode appartiene ad Allah, il Signore dei Mondi).

ukhtukum Ayah

La Storia di un punto di Luce…

BismiLlah Al Rahman Al Rahim

alhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

Carissime sorelle,

assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu, che la pace sia su di voi così come la misericordia di Allah e le sue benedizioni. Quando ero piccola amavo andare al piccolo Masjid della nostra città: si trattava in verità di una vecchia fabbrica abbandonata che il comune ci aveva messo a disposizione per pregare e riunirci per le festività religiose. Il posto in verità non era molto idoneo ad ospitare un Centro di Cultura ma ai miei occhi di bambina quel posto era il Paradiso in Terra! Quando mio padre, le sere di Ramadan, prendeva il pentolone preparato da mia madre e ci portava con lui a rompere il digiuno con Ammo Nabil (zio Nabil, era l’amico di mio padre e il direttore del nostro Centro) e gli altri fratelli i nostri sorrisi si facevano larghi larghi perchè stavamo andando al nostro Masjid!

Masjid Al-Nur era allora composto principalmente da due locali e un piccolo cortile: nello spazio più grande (quello che una volta era l’interno della fabbrica) si faceva la salat, gli uomini stavano davanti e le donne dietro, la stanza interna veniva usata come biblioteca, i fratelli si erano adoperati per riunire tanti libri sull’Islam, lì stava Ammo Nabil e riceveva gli ospiti del Centro; infine c’era il cortile, lo spazio da noi tanto amato, dove poter correre e giocare.

Ricordo quanti doni ci facevano i fratelli che frequentavano il Masjid e i giochi che ci faceva fare Ammo Yusuf (noi lo chiamavamo zio per rispetto ma era un giovane tornato all’Islam che amava stare coi bambini), ricordo le salat che facevo vicino a papà col mio hijab stando nella fila degli uomini 🙂 , ricordo i nostri disegni nella bibiloteca e tutti i momenti di immensa felicità che ho vissuto lì alhamduliLlah.

Questo nostro Centro era nato in verità tempo addietro, dentro ad un garage nel centro di Bologna: mio padre e gli altri studenti stranieri si riunivano lì per compiere la salat del venerdì e ascoltare il sermone (che uno di loro si prendeva il compito di preparare). Erano quasi tutti studenti universitari, di diversi paesi islamici, che per diversi motivi si erano trovati a scegliere di continuare gli studi in Italia.

Il Masjid è la più grande istituzione islamica: in essa si riuniscono i credenti per pregare, aiutarsi a vicenda, leggere e studiare la fede, conoscersi e comunicare tra loro e verso l’esterno… Il Masjid è un posto unico, speciale: riunisce tutti i credenti senza distinzione di proveninenza, lingua e livello sociale. Nel Masjid si impara a vivere la fede, ad amare la comunità, a conoscere e a comunicare la fede.

Questa nostra semplice struttura era sempre stata mantenuta dal sudore di gente semplice, per la maggior parte straniera, che pur di avere un posto dove fare la preghiera si sforzava di aderire alle costanti collette per pagare acqua, luce e gas per il riscaldamento. Questo perchè a differenza di altre fedi, la religione islamica non è riconosciuta dallo stato italiano, e non gode di tutti i privilegi di cui godono i centri religiosi in Italia. Per questo il nostro sogno è quello di avere un vero centro, pagato col nostro sudore, dove trovarci e pregare assieme. AlhamduliLlah Rabbi-l-°alamin! La lode va ad Allah, il Signore dei Mondi, per tutti i suoi doni!

Islam al quadrato!

islam al quadrato

Ringraziamo il blog “Io, Musulmana Italiana!” e la gentile sorella che ci han permesso di pubblicare qui questa bellissima e incredibile storia. http://io-musulmana-italiana.blogspot.com/2012/04/dhu-n-nurayn-la-mia-storia.html#comment-form.

Bismillahi-r-Rahmani-r-Rahim
As-salamu ‘alaykum waRahmatullahi waBarakatuHu
Quando feci Shahada, avevo 21anni e mia sorella quasi 20… pensavo che di tutta la famiglia sarebbe stata quella che piu’ mi avrebbe sostenuta, dato che eravamo, fino a quel momento le “inseparabili”. Invece non ebbi molti problemi coi miei genitori, e nel giro di qualche anno neanche coi miei nonni, ma mia sorella, dalla prima volta che mi vide col velo ne fece un dramma e fu una lotta con lei.
Diceva che non poteva presentare “una come me” alle amiche, che lo avevo certamente fatto per far piacere a mio marito, che si vergognava di me. Non vi racconto neanche come stavo io, da inseparabili a nemiche! Per anni interi abbiamo parlato solo di cose banali e superficiali (il tempo, i miei bambini che crescevano…), ma mai niente di islam, altrimenti mi avrebbe di certo attaccata e se ne sarebbe andata al volo: il patto silenzioso era questo, parliamo ma solo se non si parla di Islam… e non solo, di niente che attaccasse il suo modo di vivere, dal punto di vista morale, perche’ secondo lei qualunque cosa dicessi di “profondo”, della sfera dei sentimenti era comunque condizionato dal mio essere musulmana! Ho tirato dritto, ovviamente, continuando a pregare che Allah Taala la guidasse alla Sua Luce, i veli sono diventati Khimar (quelli lunghi lunghi), e poi Niqab nel 1999. Alhamdulillah!
Un giorno, nel 2004, complice l’incontro suo con un ragazzo maghrebino che di religione non ci capiva un accidente e neanche gliene importava, al telefono mia sorella mi chiede una cosa riguardo il digiuno di Ramadan! Qualche giorno dopo, la domenica, viene da me e si fa spiegare tutto, per filo e per segno cosa si fa e cosa non si fa a Ramadan (in realta’ voleva impressionare quel ragazzo e prendere come sfida il provare a digiunare)…
Dopo tanti anni che ci parlavamo a stento, avevo paura di non trovare le parole giuste, pregai due rakat e le scrissi una lettera. A casa mia le spiegai tutto per benino, e prima di andarsene le consegnai la lettera, chiedendole di aprirla e leggerla solo il primo giorno di Ramadan: dentro c’era scritto cos’era per me Ramadan, cosa sento, come mi sento… era tutto sentimenti e un pizzico di “dottrina”.
Mi scrisse un sms la prima sera di Ramadan, dicendo di aver letto e di non riuscire a smettere di piangere… da quel giorno e’ venuta a casa mia ogni domenica e dopo diversi mesi ha fatto Shahada tenendomi la mano: subhanaLlah! non avrei mai creduto di pregatre un giorno assieme a mia sorella!! Ora lei dice che siamo “sorelle al quadrato”, due volte, di sangue e di fede!
Barakallahu fikunna, inshaa Allah non ci dimenticate nei du’a, wa-s-salam dalla vostra sorella fiLlah.