La Storia di come indossai per la prima volta l’Hijab

7/04/2012 Germania

BISMILLAHI A RAHMANI A RAHIM

Sorella, il tuo Hijab è il segreto della tua bellazza

AS SALAMU ALAIKOM WA RAHMATULLAHI WA BARAKATUHU

Ebbene da piccola, quando avevo all’incirca 10 anni frequentavo una ragazza turca qui in germania e un giorno lei mi disse di provare ad indossare l’hijab J; io felicissima lo indossai e così fece anche mia sorella… mi guardavo e mi riguardavo allo specchio e dentro di me sentivo che quell’hijab sarebbe stato il mio sogno, desideravo poterlo indossare un giorno indossarlo per sempre.

L’indomani andai a scuola con la mia sorellina di quattro anni più piccola di me, tutti e due  con il velo, mashallah; non avevo nessuna vergogna ad indossarlo: poi però quando arrivai a casa mi tolsi tutto e non ci pensati più…

Dopo quattro anni incontrai una ragazza marocchina e diventammo talmente amiche che eravamo come sorelle, sempre insieme… inseparabili. Un giorno sua madre mi invitò a una delle loro feste e appena arrivata mi portò nella stanza da letto e mi ha disse di indossare una jillaba e un foular, e così feci; mi sentii di nuovo felice indossando il velo e quelle vesti, che mai nella mia vita avrei pensato di poter indossare. Finita la festa tornai a casa conservando un buon ricordo con la mia amica, che un giorno, per motivi di lavoro decise di trasferirsi altrove.

Passati cinque anni da quell’evento trovai lavoro e mi affittai una casa da sola; è stato a quel tempo che conobbi un ragazzo del Marocco che veniva a trovarmi ogni sera e la cosa strana, subhanallah, è che si metteva a navigare su internet e a guardare i video sui miracoli di ALLAH l’Altissimo nel creato e mi leggeva alcune Suar (plurale di Surah, capitolo) tradotte in italiano; alchè vedendo che faceva la stessa cosa tutti i giorni gli dissi: “Ma scusa non ti annoi? Non ti va di vedere un film?”, e lui imperterrito: “No, vieni che ti faccio leggere qualche cosa sull’islam”, e così  mi scusai dicendogli che non mi andava e che preferivo andare a dormire.

Nonostante queste mie reticenze  questo fratello, sera per sera, continuava a leggere il Libro di Allah e ad invitarmi all’asclto e arrivò il giorno in cui accettai e mi misi a guardare i documentari che trattavano dei miracoli di Allah l’Altissimo e piano piano iniziai anch’io a leggere alcune Suar tradotte in italiano, finchè giungendo a leggere Surat “Al-Rahman” (del Sommamente Misericordioso) il cuore iniziò a battermi forte e iniziai a piangere.

A quel punto vergognandomi delle mie lacrime sentii la necessità stare da sola ma egli mi disse di non vergognarmi, che era normale commuoversi all’ascolto del Qur’an. Fu così che dopo due giorni, la sera prima dell’inizio di Ramadan (che sarebbe la prima sera, essendo che Allah ci insegna che la notte anticipa il giorno).. dunque la prima sera di Ramadan, dopo essermi informata sulla modalità di compiere la shahadah (la testimonianza di fede) abbracciai l’Islam e tornai verso la mia religione naturale, religione che da sempre avevo amato senza sapere e con la quale Allah mi aveva creato sin da neonata.

La cosa che mi preme di raccontare è che quando feci il lavaggio di purufucazione (per entrare nell’Islam bisogna compiere un lavaggio chiamato ghusl) vidi tanto fumo uscire dal bagno e questa cosa non mi era mai capitata prima di allora. Quando ne ebbi occasione chiesi al fratello (che è l’attuale mio maritoalhamduliLlah) di cosa si trattasse e lui mi disse che subhanallah poteva essere  stato un segno della purificazione del corpo, solo Allah poteva sapere esattamente come. Fatto sta che fu per me una cosa meravigliosa sentirmi così pura, così vicina al mio Signore.

Dopo il lavaggio e la shahadah il fratello mi propose di portarmi in un masjid per fare la mia prima salat e io tutta entusiasta acconsentii e mi andai a preparare: fu quella la prima volta che mettevo piede in un masjid e la sensazione che provai era bellissima alhamduliLlah.

Quando il giorno iniziò il mese di Ramadan il fratello mi disse: “Se te la senti puoi fare il digiuno”, e io gli dissi che se era questo che la mia religione prevedeva lo avrei fatto con tutto il cuore; fu così che feci il digiuno di tutto il mese di Ramadan (Allahu ‘Akbar ua liLlahi al-hamd!) e fu per me una soddisfazione grande alhamduliLlah.

Quando pensammo di andare a fare un giro, dissi al fratello di aspettarmi e mi andai a preparare: mi misi una maglia larga, un folulard che mi aveva regalato la mia amica prima di trasferirsi al nord e un pantalone largo e mi presentai così in salotto, dove il fratello mi aspettava per uscire. Non vi dico che faccia fece, era contentissimo di vedermi col Hijab subhanallah e mi chiese con stupore: “Ma davvero vuoi uscire così?”, e io: “Certamente, se l’Islam dice che mettere il velo è obbligatorio devo metterlo. Su, andiamo!”. Lui mi disse: “Brava mashallah! Sai che non lo devi più togliere?” J… “Inshallah”, io risposi: “Se Dio vuole vorrei morire così”.

Da allora sono passati quattro anni alhamduliLlah e adesso porto l’°abaia oltre all’hijab alhamdulillah. Sono così contenta di questa pace che ho trovato che ringrazio immensamente il mio Signore e chiedo ad Allah di guidare tutti i musulmani e di facilitarci e di aiutarci guidandoci nel bene, AMIN…

Jazakiallahu khairan ua as salam alaikom wa rahmatullahi wa barakatuhu
ukhtukum (vostra sorella)

Angela Khadija