La Storia dell’incredibile viaggio di ritorno dall’Arabia

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

La sera della partenza giunse una furtiva chiamata di papà: “Prepara le valigie, ho fatto il biglietto, domani alle sei prendiamo l’aereo per l’Italia!”. Rimasi sbalordita perché proprio qualche giorno fa avevamo disdetto un viaggio e rinunciato alla partenza… Ma il destino nessuno lo conosce, eccetto Colui che lo ha primordialmente scritto…

Ed eccoci nuovamente all’aeroporto di Jeddah; gli impiegati al solito erano gentilissimi e disponibilissimi ed infatti ci ritrovammo in un batter d’occhio pronti ad aspettare l’imbarco sull’aereo.

Papà era al solito super elegante e non si trattenne dal fare la sua battutina: “Chissà cosa pensa la gente quando vede un uomo elegante e moderno come me camminare accanto ad una terrorista come te (alludendo al mio Niqab)…” 🙂

Il viaggio andò benissimo e passammo le cinque ore di volo in pace e tranquillità… sull’aereo della Saudi Arabian Airlines c’era cibo halal, inservienti gentili, e tanti piccoli doni dei quali ringraziare Allah l’Altissimo: l’invocazione per il viaggio fatta ad alta voce dal pilota, il sentire ancora parlare in lingua araba e il vedere tanta gente di diverse nazionalità riunita sotto la bandiera dell’Islam. Allahu Akbar ua liLlahi al-hamd!

Giunti all’aeroporto di Roma aspettammo un po’ sull’aereo, poi quelli dell’assistenza portarono la sedia a rotelle e ci aiutarono a scendere… mi sentivo tranquilla come non mai perché ero convinta che se Allah aveva decretato questo viaggio sicuramente vi era del bene per noi.

Mio padre era in vena di chiacchiere e appena ci trovammo fuori dall’aereo disse agli accompagnatori: “Ma voi ci credete che una bolognese, dottore, abbia deciso di vestirsi così? Sembra una cosa incredibile! Secondo lei è normale?”. La signora lo guardò e disse: “Possiamo dire che si veste in maniera diversa dalla nostra!”. Sorrisi fra me e me e ringraziai Allah l’Altissimo per averci donato un vestiario tutto nostro, che marca e contraddistingue la nostra identità ed incarna i nostri principi. “Mi scusi ma come mai ha deciso di indossare il Niqab?” mi chiese poi la signora dell’assistenza. “Per me -le dissi- è stato un percorso graduale.. all’inizio portavo il comune Hijab, ma dopo aver approfondito la conoscenza della fede ed aver studiato la vita del Messaggero pace e benedizione su di lui e delle sue onorevoli mogli, ho iniziato ad amarle e a voler essere come loro”. La mia risposta l’aveva lasciata pensosa e così dopo un po’ ci salutò per tornare al suo lavoro.

… Più ci pensavo e più mi convincevo che questo viaggio improvviso era stato un po’ azzardato perché ci ricordammo di non aver avvertito l’azienda ferroviaria del nostro arrivo ed eravamo quindi rimasti senza assistenza; camminando sembravamo una carovana: papà spingeva il carrello dei bagagli e io la sua sedia a rotelle. 🙂

Non so bene come riuscimmo a salire sul treno e a caricare tutti i bagagli, la cosa sicura è che Allah ci aveva assistito e facilitato, a Lui la lode e il ringraziamento! Ma durante il viaggio continuavo ad invocare Allah l’Altissimo e a chiedere il suo aiuto perché ci aspettava un lungo tragitto e da soli non ce l’avremmo mai potuta fare.

Arrivati alla stazione centrale di Roma Termini sbucarono improvvisamente degli addetti all’assistenza disabili che aiutarono papà a scendere e a prendere i bagagli!! AlhamduliLlah, alhamduliLlah, alhamduliLlah! Allah aveva accolto le nostre preghiere e qualcuno aveva chiamato per avvertire del nostro arrivo!

Fu così che ci riposammo nella sala d’attesa e quando fu il momento di riprendere il secondo treno ci riaccompagnarono e ci aiutarono a caricare i bagagli… ed eccoci nuovamente in viaggio! Allahu Akbar!

Vicino a papà ora sedeva una simpatica vecchietta con cui mio padre trovò parecchio da discorrere: “Lei di dov’è? Dove sta andando? Che mestiere faceva? Ha famiglia?”… Parlarono del più e del meno, la cosa strana è che questa signora non sembrava affatto infastidita o suggestionata dal mio Niqab e continuava a dire a papà: “Guardi che sua figlia è una donna in gamba!” e mi guardava sorridendo. La sua affermazione arrivava inaspettata giacché mio padre si era un poco arrabbiato per il fatto che ci avevano poc’anzi fermati dei poliziotti per verificare la nostra identità e mi aveva allora detto: “Figlia mia da quando sono in Italia mai nessuno mi ha fermato, indubbiamente sei te la causa di questo controllo! Meno male che non ci han fatto la multa!”… “Papà ma che multa vuoi che ci facciano? È un diritto quello di potersi liberamente vestire secondo i dettami della propria religione!”.

Fu così che iniziai a discorrere con la gentile signora e a parlare della religione e dei valori, infine ella mi disse: “Il fatto che nell’Islam venga adorato un unico Dio onnipotente, senza associare a Lui patroni, santi e martiri è una cosa molto importante ed è un principio chiaramente puro; sì, sicuramente le nostre fedi hanno molto in comune e bisogna studiare ed approfondire la conoscenza di questa religione che troppo spesso viene accusata ingiustamente ed infangata dai media in vena di grandi notizie!”.

SubhanaLlah, ero davvero stupita come Allah l’Altissimo preserva la fitra (la natura innata, la religione pura) in certe persone senza che il sudiciume dell’idolatria e dell’ipocrisia inondi il loro cuore! Questa era una delle persone che miracolosamente Allah mi aveva fatto il dono di far conoscere!… e nonostante ella fosse in carrozzina e portatrice di handicap, era in verità più normale di tantissime persone che camminano su due gambe ma che dentro la testa hanno poco di cui vantarsi…! SubhanaLlah!

Infine ci fu un altro fatto del nostro viaggio che mi colpì e del quale ci tengo a parlare… SubhanaLlah mentre eravamo intenti a parlare, a un certo punto comparve il cameriere del servizio bar chiedendo se volessimo qualcosa da bere. Papà chiese subito un caffè, per cui mi apprestai a prendere i soldi per pagare, ma egli ci informò che il servizio era gratuito. A quel punto anche la signora e la sua accompagnatrice ordinarono qualcosa e quando fu il mio turno dissi: “La ringrazio, non prendo nulla, sono a digiuno”. Egli chiese: “Ma che digiuno è? Ramadan?”. E io: “No si tratta dei giorni del pellegrinaggio, che è meritorio digiunare”. Allora egli gentilmente mi pose una salviettina profumata poi e mi disse: “Allora mi dirai se questa scritta è fatta bene o no!” e si sollevò la manica della maglia scoprendo una scritta grande: لا إلاه إلا الله محمد رسول الله، الله أكبر! (la ilaha illa Llah, Muhammad Rasulu Llah, Allahu Akbar!). Guardai la scritta ipnotizzata: “Sì, è scritta bene!”. Poi egli disse: “L’ho fatto in Tunisia… anche se so che non si potrebbe fare…” e mi padre: “In che senso non si potrebbe…?”. Ma io avevo capito benissimo cosa intendeva dire, egli intendeva dire che nell’Islam non va bene fare i tatuaggi… dunque anche lui era musulmano!!

SubhanaLlah, come Egli guida le sue creature e fa trovare la Sua Luce a colui che Lo cerca! Allahu Akbar ua liLlahi al-hamd (Allah è il più grande e a Lui appartiene la lode)! Ti ringrazio Allah per come mi hai guidato, facilitato e fatta musulmana. Ti chiedo di darci la forza per essere testimoni della verità, sempre, quando e come Tu desideri che siamo, amin, amin, amin! Ual hamdu liLlahi rabbi-l-alamin (e la lode appartiene ad Allah, il Signore dei Mondi)!