Dalle tenebre alla Luce!

بسم الله الرحمن الرحيم

iman

Bismillah (nel nome di Dio)
C’era una volta una famiglia italiana atea in cui nacque una bimba credente. Subhaanallaah (Gloria a Dio) Allah è l’Onnipotente, da quando ero piccola pregavo a Dio di aiutarmi e di proteggermi. Allah è stato sempre con me, soprattutto durante i periodi di difficoltà. Sono sempre stata sicura dell’esistenza di Dio, ne ho avuto tante prove durante la mia esistenza, ma non seguivo una precisa religione, dato che non sono cresciuta da cristiana, in quanto i miei genitori non credono in Dio. Che Allah, Ar-Rahman (il Più Misericordioso) abbia pietà di loro e li guidi all’Islam, amin.
Subhaanallaah, Allah ha mantenuto la fitrah (l’impronta naturale dell’Islam) in me anche se cresciuta cin mezzo a dei kaafir (non credenti), Allahu Akbar (Allah è il più Grande). Ho cercato per tanti anni la mia via spirituale e ho letto libri su altre religioni o pensieri, ma niente mi apparteneva.
Lessi poi la traduzione del Qur’an, ma non capivo, avevo bisogno di spiegazioni che non trovavo. La Cristianità aveva molti aspetti che non mi convincevano, essendo cresciuta in una terra piena di chiese e di persone che praticavano o non praticavano per niente le regole cristiane.
Andai avanti nella mia ricerca spirituale finché un giorno non lessi un libro che mi convinse completamente, era ciò che attendevo da anni: era il confronto tra Giudaismo, Cristianità e Islam.
Era un libricino semplice ma coinciso, conteneva la legge Islamica di sottomissione a Dio (Allah) senza intermediari.
Era proprio questo che cercavo, il rapporto unico tra un credente e Allah, il Supremo. Continuai a leggere sempre di più e pronunciai la shahada (la testimonianza di fede) in un Solo Dio.
All’inizio avevo tantissime domande e dubbi, ma poi pian piano con l’aiuto di Allah ho imparato e sto ancora imparando tanti aspetti di questa unica e meravigliosa religione che insegna la completa sottomissione alla volontà Divina, attraverso ogni atto e la resa totale del cuore per compiacere Allah L’Altissimo.
Ringrazio enormemente Allah (Alhamdulillah) che mi ha resa musulmana, Lui, il Più Benevolente, mi ha donato il dono più prezioso, la fede, non posso immaginarmi diversamente. Subhaan Allah.
Allah, Al Ghafuur (Il Perdonatore) ci insegna che dobbiamo compiacere solo a Lui, in quanto è solamente Lui che ci giudicherà e ci darà o il Paradiso o l’inferno.
Che Allah, ci perdoni, guidi i nostri cuori, che ci mantenga sulla retta via e che ci dia il Paradiso. Amiin
Muslimah
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Una luce sulla strada

بسم الله الرحمن الرحيم

292-INSPIRATION-

 

Il mio percorso alla ricerca di Allah Ta’aala, fu ben più lungo delle parole che posso spendere per raccontarlo in queste poche righe, ma in sh’Allah, proverò a darvi questa piccola testimonianza di come sono tornata all’Islam, e del perché, nella speranza che Allah Ta’ala possa fare in modo che questo possa sfiorarvi in sha’a Llah, come le testimonianze di molte sorelle hanno sfiorato il mio cuore.

 

Tornai con il nome di Khadija.

Solo dopo scoprii quanto mi si addiceva, poiché fu Khadijah, che Allah sia di lei soddisfatto, moglie del nostro amato Profeta salla Llahu alaihi wa sallam, la prima donna a credere in ciò che era sceso sul Messaggero e ad abbracciare questa meravigliosa religione. Ben so di non essere la prima a ritornare all’Islam, ma lo sono per tutti quelli che mi conoscono.

Tutto ciò accadde circa tre anni fa, alhamduLillah. Tuttavia, la mia ricerca di Dio, ebbe inizio molto tempo prima, fu un percorso che iniziai sin da bambina.

 

Avevo cinque anni quando uscivo e mi sedevo nel prato davanti a casa per guardare il cielo con le nuvole e le colline boscose che mi circondavano, e mi rendevo conto che tutto ciò non poteva esistere invano. Allah Ta’la dice nel Qur’an (traduzione dei significati): “Non creammo invano il cielo e la terra e quello che vi è frammezzo. Questo è ciò che pensano i miscredenti…”.

AlhamduliLlah! Era come se la creazione mi parlasse del suo Creatore. Così realizzai che esisteva Qualcuno dove non potevo vedere, che ci aveva creati.

 

Andando all’asilo scoprii che quel Qualcuno era Dio.

Uno dei ricordi miei più vividi fu la mattina che vennero le suore cattoliche e ci fecero mettere in cerchio per recitare le Lodi a Dio. In quel momento sentii che era giusto farlo, che era un dovere di ognuno di noi. Dentro di me germogliò la consapevolezza che anch’io dovevo adempiere a questo impegno.

Ma ero una bambina e prima di quel momento, non avevo mai sentito parlare di preghiera e di Dio.

Sono nata in una famiglia atea. Le loro insulse ideologie hanno avuto un ruolo negativo nella mia vita, un’influenza oscura che mi ha accompagnato per molti anni.

Queste idee mi resero una persona piena di paure e di incertezze, e sentivo di vivere con una profonda crisi esistenziale. Fin da piccola mi riempirono la testa delle loro paure verso la morte. Sarebbe potuta arrivare in qualsiasi momento, in qualsiasi modo e dopo non c’era nulla, assolutamente nulla. Questo mi fece pensare a quanto la vita non fosse solo fragile e fugace, ma soprattutto inutile. Vivere e morire senza che nel mezzo esistesse nulla, non c’era un senso in tutto ciò.

Così ero stata educata e l’educazione atea soffocava la mia innata certezza che eravamo stati creati per una ragione. In tutto ciò, la vera frustrazione era il fatto di aver consapevolezza dell’istinto del credere in Dio e di non poter manifestare questo apertamente. Non avere nessuno con cui condividere ciò, cui chiedere, che potesse aiutarmi a cercare di capire perché Dio ci aveva creato e quale era il nostro dovere nei suoi confronti.

 

Frequentando la scuola elementare sentii più spesso parlare di Dio e di Cristianesimo, di religione. Mio padre, però, mi proibiva di seguire questa materia a scuola, e non solo, non potevo vedere film o cartoni sulla religione, addirittura possedere libri che ne parlassero. Così la conoscenza religiosa rimaneva sempre oscura e lontana da me.

Questo fino a ché non capitò che una mattina con la scuola elementare ci portassero a Messa senza dare preavviso ai genitori. Finalmente potei avere un primo approccio con il culto.

Mi bastò per capire due cose importanti: il Dio dei Cattolici era l’entità alla quale cercavo di avvicinarmi, ma il Cattolicesimo non era la strada per arrivarci.

 

Da bambina non avevo abbastanza conoscenza da potermi chiedere se esistessero altri culti. Inoltre nel mio paese, un piccolo villaggio di campagna, tutti erano Cattolici. Ed erano per lo più gente che diceva di credere in Dio e non applicava nessun precetto Divino; andavano solo a Messa e festeggiavano le ricorrenze attribuite al loro culto.

Nel mio stesso paese vivevano i miei zii. Da ragazzina, quando iniziai a manifestare apertamente curiosità verso la religione, mia cugina m’invitò a rivolgere le mie domande a suo padre. E lui ci parlò per ore di Dio. Così iniziai ad andare più spesso da loro e mio zio mi diede molti opuscoli e libri sulla religione che iniziai a leggere di nascosto. Mi fornì anche una Bibbia che nascosi in camera e consultavo quando studiavo questi altri libri.

Trovavo quest’altro aspetto del Cristianesimo molto più veritiero del Cattolicesimo. Intanto i credenti di questo culto applicavano i precetti del Vangelo, sostenendo che ognuno doveva guadagnarsi il Paradiso con le buone opere. La pratica era ai miei occhi un aspetto fondamentale del Credo. Chi crede in Dio e lo ama, non smette di cercarLo, di compiacerLo, di apprendere ciò che con tanta misericordia Ci ha consesso.

 

Allo stesso modo, però, qualcosa della dottrina non mi soddisfaceva. Proseguendo i miei studi, infatti, trovai concetti che sentivo essere sbagliati.

Un giorno, parlando di preghiera, mi fu detto che noi non potevamo rivolgerci a Dio, ma dovevamo avere un tramite, cioè Gesù (su di lui la pace). Lo trovai davvero ingiusto; io avevo sempre parlato con Dio, avevo sempre invocato solo Lui, perché avrei dovuto parlare con altri? Forse che Egli non potesse sentirmi?

Provai a leggere un libro che parlava del Profeta ‘Isa (Gesì, su di lui la pace), ma questo non mi aiutò ad amarlo come avrei dovuto. In realtà non riuscivo a vederlo come la mia guida e ne capii la ragione molto tempo dopo quando conobbi l’Islam e il suo Profeta (pace e benedizione su di lui), verso il quale tutt’ora sento una vera e propria appartenenza.

 

Fino ad allora, però, sapevo solo che quella religione che stavo seguendo non era quella giusta, definitiva. Abbandonai anche questo culto.

 

Iniziò per me un lungo e buio periodo, pieno di difficoltà e solo l’amore e il timor di Lui mi faceva perseverare nelle avversità. Gli chiedevo soccorso. Soprattutto gli chiedevo perché non mi avvicinava a Lui che lo stavo cercando.

Forse la gente crede di poter essere felice lontano dal suo Creatore, e che la stessa felicità dipenda solo da loro. Invero non c’è più grande illuso di chi vaga smarrito lontano dalla luce, nell’oscurità. Senza il nostro Signore nel cuore, siamo come una nave senza rotta, smarrita nella tempesta e crediamo che non esista la calma perché non la conosciamo.

Siamo come il gregge che bruca le erbacce ignorando i teneri e freschi germogli che potrebbe trovare se seguisse il suo pastore.

Per quasi tutta la mia vita, mi sono sentita come una di queste pecore smarrite. Come qualcuno che ha perso qualcosa d’importante, come la strada di casa e non sa tornarci senza una guida.

 

AlhamduliLlah, ricevetti la guida per trovare quello che avevo perso.

Avevo 19 anni quando conobbi un ragazzo smarrito come me che però aveva una luce negli occhi. Non era Cristiano e non era Musulmano, ma era interessato all’Islam da molti anni.

Iniziò a leggere il Quran e volle coinvolgermi. Io, fermamente convinta del messaggio del Vangelo, lo ascoltai sebbene volessi che iniziasse a credere nel Cristianesimo come me, ancora convinta che fosse la vera religione.

Quando, però, iniziai ad ascoltare le parole del Qur’an, non potei fare a meno di pensare: “Questa è la Parola del mio Signore!”. Ed era strano. Cominciai a leggere il Quran anch’io.

Scoprii che era un libro meraviglioso, che parlava di tutto ciò che avevo sempre voluto sapere. Parlava della storia della creazione e del rapporto tra la stessa e il suo Creatore. Finalmente ottenni la risposta che cercavo da una vita: Chi mi ha creato e perché.

 

Il mondo ai miei occhi stava lentamente acquisendo un senso, una ragione per esistere.

Finalmente potevo vedere quel posto per me nel mondo, che non riuscivo prima a trovare. Un posto come musulmana, come donna sottomessa all’Unico Dio.

Mi mancava solo una cosa che credevo distrutta dalle avversità in cui mi ero imbattuta: la fiducia.

Quindi chiesi, come avevo sempre chiesto, a Dio: “Oh Signore, se questa è davvero la Tua religione, guidami che io ti seguirò”.

E Allah Ta’ala mi esaudì.

Il giorno in cui mi convertii, fu il più bello della mia vita.

Da quel giorno, la mia esistenza cominciò ad avere davvero senso e la luce rinnovò tutto e cancellò l’oscurità.

 

Anche il mio compagno in questa ricerca della verità si convertì e così ci sposammo.

Lui fu un sostegno importante lungo una strada piena di ostacoli e un esempio di perseveranza da seguire nella fede.

E questo fu un altro dono che Allah Ta’ala mi concesse. Nessuno meglio di Lui sa come spianare la via ai suoi servi sinceri e stabilisce per ognuno una strada che solo noi possiamo capire e intraprendere.

Così, alla fine, ho trovato tutto ciò che cercavo. L’amore, la pace, la serenità, le risposte a mille domande… tutto ciò che solo la conoscenza e la consapevolezza del nostro ruolo nei confronti del Creatore, può dare.

 

Moltissimi si privano di questa gioia, di questa serenità, a causa della propria superbia, solo per potersi illudere di essere padroni della propria vita e dicono che Dio non da mai nulla, ma tutto quello che abbiamo, la stessa vita, è perché Iddio Altissimo ce l’ha donata. Ma essa ha un valore inestimabile che può essere compreso solo nel suo ruolo originario, nell’obbedienza ad Allah Ta’aala. Lontano dallo scopo per cui esistiamo, siamo semplicemente fuori posto, come meccanismi incompleti.

Ed io sono grata al mio Creatore perché mi ha guidato e ha pazientato con me quando non capivo, ha rafforzato la mia fede quando era debole e mi ha dato la forza quando non l’avevo.

Ho mille ragioni per amarLo, subhanaLlah. Sebbene non me ne serva nessuna, mi basta sapere che Lui è il mio Dio e mi ha creata per lodarlo.

Dice Allah Ta’la nel Suo Libro (traduzione dei significati): “È solo perché Mi adorassero che ho creato i dèmoni e gli uomini. Non chiedo loro nessun sostentamento e non chiedo che Mi nutrano”.

 

Sono felice perché sono musulmana, alhamduliLlah. Sono felice perché pratico i cinque pilastri della mia religione e mi sforzo di fare più di questo. Sono felice, per ogni singola preghiera che mi è stata concessa di fare. E sarò felice di morire musulmana, in sh’Allah, quando il mio Signore vorrà. Ciò che desidero è il Suo Volto.

 

Khadija Lara

La libertà dell’Islam!

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

Allah

Lasciate che vi porti in viaggio con me, sul cammino che mi ha portato alla verità; tutte le domande sulla vita e sulla morte risposte in un libro, il motivo per cui siamo qui e la giusta strada da seguire. La libertà … dell’Islam.

I miei genitori sono italiani. Mio padre è siciliano e mia madre del Nord, ma sono nata e cresciuta in  Gran Bretagna.

Ero una brava ragazzina, brava a scuola, fino a un certo punto. Quando entrai nell’adolescenza praticamente mi misi sulla strada della distruzione, godendo solo delle cose superficiali nella vita, felice solo quando le cose andavano bene nella mia vita e disperata non appena andavano male. Crescendo, peggiorai. A 17-18 anni pianificavo le mie settimane riempiendole di notti all’insegna dell’alcool in discoteche. La mia vita ruotava attorno a cattive amicizie e relazioni. Me ne andai dalla casa dei miei genitori a 19 anni, ed il mio rapporto con loro si deteriorò, perché ero senza controllo e non sapevano come gestirmi.

Ho sempre creduto in Dio, anche da bambina, sebbene i miei genitori non fossero per niente religiosi e non mi avessero mai portata in chiesa. Tuttavia, vi fu un punto della mia adolescenza in cui cominciai a frequentare una chiesa con una mia amica, che mi aveva fatto conoscere questa particolare chiesa a cui andava lei. Quindi, desiderai molto entrare nel Cristianesimo, sentivo una connessione emotiva con esso; ma il problema era che andavo in chiesa la domenica, guardavo la gente pregare, cadevo di fronte a Dio, cominciavo a parlare in strane lingue e poi la gente veniva da me a chiedermi se fossi stata salvata … non sapevo se fossi stata salvata o no, ma sapevo che la Chiesa non era abbastanza potente da cambiarmi. Una volta uscita dalla chiesa, il giorno dopo uscivo a bere e a commettere altri peccati. Stavo male dentro di me a volte, ma non mi importava abbastanza di quello che il Cristianesimo diceva per cambiare! La cosa principale con cui non potevo fare i conti era la trinità: perché Dio è 3? Perché devo pregare Gesù per raggiungere Dio? Per me non aveva alcun senso. Trovavo anche molte contraddizioni nella Bibbia, ed il fatto che ci fossero così tante Chiese di confessioni diverse, che predicavano cose diverse, con diverse versioni della Bibbia … continuavo a chiedermi “quale devo seguire? Quale ha ragione? Come faccio a saperlo?” Queste erano solo alcune delle domande che nessuno in chiesa sapeva rispondere e a cui neanche io sapevo dare risposta.
Pur avendo avuto la mia battaglia con il Cristianesimo, come avevano fatto anche i miei genitori (per questo non mi avevano mai insegnato niente a riguardo), questa era comunque l’unica cosa di cui sapevo qualcosa, non sapevo assolutamente niente di nessun’altra religione. Probabilmente l’Islam era quella di cui sapevo meno di tutte, ed ero pressoché convinta che fossero tutti un po’ pazzi. Non avevo neanche alcun interesse a cambiare religione, e mai avrei pensato che sarei stata abbastanza forte da intraprendere un viaggio alla ricerca della verità, e mai in vita mia avrei pensato di prendere anche solo in considerazione di diventare musulmana. Non era da me, quello non era il tipo di persona che ero … ma il potere di Allah, l’Altissimo e l’Onnipotente, è incredibile.

Nel mio periodo turbolento, incontrai un uomo; era musulmano, ma sulla mia stessa strada distruttiva, nello stesso giro. Ci conoscevamo si e no, e ci incontravamo tra amici nell’ambiente delle discoteche. Ad un certo punto della sua vita, decise di staccarsi dalle cattive compagnie e allontanarsi dalla sua vita sregolata per studiare e rimettere in sesto la sua vita. In quel periodo gli facevo visita, lo vidi pregare e pensai che fosse un po’ strano. Poi un giorno iniziammo a parlare di religione. Gli parlai di tutte le cose che non riuscivo a capire sul Cristianesimo e di tutte le sue contraddizioni, pensando che queste esistessero in tutte le religioni. Mi disse, “Non nell’Islam. L’Islam è semplice. Crediamo in un Dio a cui preghiamo, e che tutti i profeti fossero messaggeri dell’unico vero Dio.” Mi fece riflettere. Questo era quello che, in qualche modo, avevo sempre creduto anch’io. Ero abbastanza incuriosita, ma allo stesso tempo anche sulla difensiva; pensavo che tutto questo fosse qualcosa di completamente estraneo. Dopo un po’di tempo, e dopo aver letto qualche volantino, diventai molto curiosa e iniziai a chiedermi cos’altro l’Islam dicesse. Dopo essermi fatta coraggio, mi sentii pronta, e gli chiesi di farmi avere una traduzione del Corano in Inglese. Avevo intenzione di leggere solo qualche pagina per soddisfare la mia curiosità; non mi feci alcuna pressione … ma subhanallah, sia Gloria all’Altissimo, fui incredibilmente scioccata da quello che lessi. Mi fece piangere, mi “spezzò”, mi sbalordì. Non ci sono parole per descrivere il modo in cui ogni domanda che mi fossi mai posta nella vita fosse risposta in un unico libro. Parlava delle donne, di famiglia, spiegava tutto sulla vita e sulla morte: una guida alla vita su cui non potevo dubitare, completamente logica, senza la minima contraddizione. Fu un’esperienza così forte che cominciai a vedere la vita diversamente.
Mi resi conto che la vita è così breve e tutte le cose di cui mi preoccupavo non contavano nulla, erano così superficiali. Mi accorsi che questo libro liberava la donna; pensavo di essere libera, ma in realtà ero intrappolata nell’aspetto mondano di questa vita: come apparivo e mi vestivo. Pensavo di essere liberata, che nessuno avesse potuto impormi cosa fare, di essere padrona di me stessa, ma mi accorsi di quanto fossi OPPRESSA per il fatto di essere come ero e vestirmi con minigonne ed abiti provocanti. Capii che l’Islam è la vera libertà ed il fatto che Dio mi dicesse di coprirmi era il modo che Egli aveva scelto per onorare la donna, dicendole: ‘Non essere schiava della società, sii modesta e comportati in maniera rispettosa così la gente vedrà chi sei veramente dentro di te, ed otterrai il rispetto che meriti dagli altri’. Dopotutto, dovremmo fare tutto per il nostro Creatore, non per la gente che non resta nella nostra vita. Scoprii in cosa consistesse la vera liberazione e la provai. Tra tutte le cose che avevo letto, sapevo che questa poteva essere solo la vera parola di Dio. Anche il fatto che il Corano sia rimasto intatto, non cambiato né alterato per centinaia e centinaia di anni, che ne esistesse una sola versione, rese il potere di quelle parole ancora più forte … Quindi, ora che sapevo per certo che quella era la verità, che l’avevo trovata, mi imbarcai nel mio viaggio, durante il quale parlai anche con dei sacerdoti. Volevo essere sicura ed avere completa convinzione prima di accettarlo, perché sapevo che avrei incontrato molte critiche lungo il cammino. I preti non seppero darmi risposte; quando ponevo una domanda che né loro, né la Chiesa o la Bibbia fossero in grado di rispondere, dicevano :”È un mistero”. Così fui convinta e – Alhamdulillah – nel Dicembre del 2006 feci il passo decisivo ed accettai l’Islam; pronunciai la Shahaadah, non volevo essere persa nella vita neanche per un secondo di più. La dissi da sola, nella mia stanza, e provai libertà. Una settimana dopo, la pronuncia nella moschea, di fronte ad alcuni testimoni.

È qui che la mia vita è veramente cominciata. Mi sento come se fossi stata scelta, benedetta dall’Onnipotente, e dire che sarò eternamente riconoscente non gli rende giustizia. Qualsiasi calamità si abbatta su di me, da quel giorno so di avere Allah (sia Gloria a Lui l’Altissimo) al mio fianco e a cui poter chiedere aiuto per superarla. Qualsiasi problema mi si presenti, con la mia famiglia, la società e la vita in generale, lo posso affrontare perché ora sono forte ed ho la fede dentro di me.

Sono stata benedetta e – in sha Allah – sarò sempre immensamente riconoscente per aver trovato la verità, l’Islam.
Lisa
Ringraziamo la sorella per la pubblicazione!

AlhamduliLlah… sono musulmana!

BismiLlah Al Rahman Al Rahim

alhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

Sono musulmana, al hamdu-lillah, grazie a Dio, mi sottometto al volere di Allah subhanaHu wa ta’ala, accetto le sue scelte per me, quelle che mi danno gioia, quelle che mi fanno piangere, e quelle che non so nemmeno comprendere.

E testimonio che non c’è altra divinità se non Allah, e che Muhammad è il suo inviato; non associo nessuno al mio Signore, poiché nessuno è uguale a lui, Dio Creatore, non ha generato nessuno, siamo tutti suoi servi.

Io sono musulmana e la mia guida sono il Qur’an e la Sunnah, potessi io essere come un capello del Rasul, l’inviato di Allah swt, il Qur’an che cammina.

Sono musulmana, e Ya Rabbi ti amo, ti adoro, e mi prostro sottomessa, cinque volte al giorno, nelle ore che hai stabilito, nel modo che hai indicato.

Sono musulmana, e vivo questa vita nel timore di Allah swt, nel timore di non compiacerlo, perché in amore, la preoccupazione prima è sempre il compiacimento dell’amato.                                     Sono musulmana e credo negli angeli e nelle altre creature che Allah swt ha nascosto ai miei occhi, e in Allah mi rifugio contro satana il lapidato.

Sono musulmana e credo nel Giorno del Giudizio, non so quando verrà, poiché solo Allah swt sa quando il computo dei giorni sarà concluso; i vivi moriranno, e i morti, tutti, resusciteranno per sottoporsi al suo Giudizio, anche coloro che non hanno creduto, coloro che hanno negato, non hanno riconosciuto i Suoi segni.

Sono musulmana, un pezzo della Ummah, non un membro, un pezzo, poiché la comunità islamica è un corpo solo, in cui un fratello e una sorella sono nei nostri cuori così vicini, così uniti, che se una parte duole, tutta la Ummah piange…

Sono musulmana, e Allah swt nella sua clemenza ha scelto per me uno sposo devoto, un musulmano credente, praticante, imam nella mia casa, esempio di devozione per i figli di cui Allah swt vorrà accordarci la gioia.

Sono musulmana, e nei giorni stabiliti pratico il digiuno, mi astengo dal cibo, dall’acqua, dai piaceri sensoriali dall’alba al tramonto, e interrompo il digiuno al calar del sole, ringraziando il mio Signore per la forza, il coraggio e la fede con cui mi ha sostenuto.

Sono musulmana, non bramo la ricchezza, e chiedo al mio Creatore che mi accordi quel tanto che mi basta, e Lui ben conosce i miei bisogni, e mi ricorderò della sua grazia dando in elemosina una parte di ciò che nella sua misericordia mi ha donato.

Sono musulmana, e se Allah swt mi darà la possibilità, sarò a Mekka un giorno, farò il mio pellegrinaggio, e mi prostrerò a Lui ai piedi della Ka’ba.

Sono musulmana, hamdulillah, una fiera donna musulmana, e come il mio Signore ha comandato copro le mie forme di donna, e nascondo i miei capelli col mio hijab agli occhi degli altri, sono sottomessa ad Allah swt.

Tratto dal libro “Da cuore a cuore” a cura della sorella Amal