Oltre i pregiudizi, oltre la banalità… Musulmana per Allah!

بسم الله الرحمن الرحيم

صفية

As-Salamu ‘alaykum wa rahmatuLlahi wa barakatuh, fratelli e sorelle. BismiLlahi ar-Rahman ar-Rahim (nel nome di Dio, il Misericordioso, il Misericorde). Mi chiamo Lucia, e sono una ragazza italiana di soli 14 anni e mezzo (specifichiamo. :D), anche se i miei mi hanno scelto il nome Safyyah.

I miei genitori sono italiani, nati in Italia, i cui genitori sono nati in Italia, e via dicendo. I miei parenti, dai più stretti ai più lontani, fratelli, cugini, zii… Sono tutti quanti nati qui, in Italia. Sono, insomma, italiana DOC. E a questo punto, la domanda sorge spontanea: “ma allora, come fai ad essere musulmana?”.

Cercherò di essere breve e coincisa il più possibile nel rispondere, in sha Allah.

I miei genitori sono nati cristiani e hanno vissuto buona parte della loro vita seguendo quella religione. Entrambi sono sempre stati molto praticanti, ed hanno sempre avuto il desiderio di approfondire la propria religione per conoscerla a fondo e saperne di più.

Ma, ad un certo punto, è stato proprio studiandolo che, piano piano, hanno sentito emergere un senso crescente di insoddisfazione, di incompletezza nei riguardi del cristianesimo. I dubbi e i quesiti che si ponevano aumentavano di giorno in giorno; finché, così decisero, si misero in cerca della vera religione. Di qualcosa, insomma, che donasse loro la vera felicità e, per usare il termine più appropriato, dissetasse veramente le loro anime.

Partirono quindi senza presupposti verso alcuna religione e, a dire la verità, provarono davvero un po’ di tutto, dal new age al buddismo. Questo percorso di ricerca è durato ben 10 anni. Ma alla fine, alhamduliLlah, è proprio grazie a questo lungo, lunghissimo percorso che alla fine sono riusciti ad arrivare all’Islam.

Questo quasi 9 anni fa, quando avevo solo 6 anni: fu così che, quindi, crebbi con l’Islam come religione, sebbene fossi stata persino battezzata. Tuttavia, purtroppo, subito dopo essersi convertiti, i miei si persero in quello che scoprimmo solo dopo essere nient’altro che una deviazione dell’Islam (astaghfiruLlah), cioè nel sufismo.

Per 7 anni circa non riuscirono a rendersi conto di che cosa il sufismo veramente fosse, ed ai tempi, in buona fede, pensavano fosse una strada più che giusta. AlhamduliLlah, recentemente, nel 2013, siamo riusciti a liberarcene definitivamente.

Tornando a me, come ho già detto dai 6 anni in poi sono stata cresciuta con l’Islam come religione, anche se spesso gli insegnamenti che ricevevo non erano propriamente corretti, perché presi dal sufismo. Ad ogni modo, confesso di non essere mai stata molto praticante: andare in moschea, fino a due-tre anni fa, era per me un sacrificio immane; di mettermi il velo, non se ne parlava neanche; e non avevo mai letto una sola riga del Corano fino a circa tre anni fa. Pregare, quello sì, lo facevo, anche se ho iniziato tardi e non lo facevo nel modo corretto.

Fu nell’estate del 2013 che la mia vita iniziò a cambiare lentamente, ma in modo radicale, alhamduliLlah! Ricominciammo ad andare in moschea durante l’inizio del Ramadan, quella moschea tanto amata, anche se lontanissima da casa, di cui avevo solo vaghi ricordi, soubhan Allah. Inoltre, i miei decisero di andare almeno due o tre volte a settimana in una moschea più vicina (il che era, soprattutto per me, un cambiamento allucinante).

Arrivai lì pensando che sarebbe stata una noia mortale, mentre fui piacevolmente sorpresa nel vederla piena di ragazze giovani, ed un sacco di mie coetanee. Ma sha Allah! Ho stretto molte amicizie e sono entrata a far parte così di una comunità musulmana. E’ per questo che non smetterò mai di stressare (si fa per dire : D) sull’importanza del frequentare ragazze musulmane della propria età. Ci si confronta, ci si aiuta e ci si supporta e consiglia, si chiacchiera e si scambiano esperienze essenziali per la crescita interiore e spirituale.

E’ così che, gradualmente, ho capito l’importanza del seguire la mia religione sempre e comunque: essa non mi ha portato che felicità. Prima, lo confesso, ero una ragazza sempre triste, solitaria, che non faceva mai nulla per cambiare la propria vita e situazione, ed ogni problema era per me una montagna insormontabile! AlhamduliLlah, non ringrazierò mai abbastanza Allah, subhana wa taala, per avermi condotto all’Islam.

Contemporaneamente, quella stessa estate cominciai un corso di arabo via Skype assieme a mia madre con la sorella che gestisce questo blog, ma sha Allah. ( : Che Allah la ricompensi! Discutendo noi tre assieme sull’Islam, arrivai a capire che per adorare sul serio e in modo completo Allah, subhana wa taala, ciò che facevo – le preghiere, la lettura del Qur’an – non era abbastanza. Anche se mia madre aveva indossato il hijab a maggio, io non avevo mai riflettuto seriamente a proposito. Iniziai, quindi, ad osservarmi: essendo estate, andavo in giro vestita con t-shirt e canottiere, jeans corti attillati e la mia bellezza, la qualità più preziosa e delicata di una donna, sbandierata davanti a tutti. Non capivo bene cosa ci fosse di sbagliato nell’ostentare la propria bellezza davanti agli altri, ma qualcosa in me era scattato. Qualcosa di sbagliato, c’era.

Non era nemmeno possibile passare dalle magliette corte all’hijab, questo è certo; ed infatti, senza nemmeno accorgermene, ci fu un passaggio graduale. Iniziai prima ad evitare di mettermi i jeans corti; anche d’estate mi mettevo i pantaloni lunghi. Poi, eliminai le canottiere scollate e le t-shirt attillatissime. Intanto, mi accorsi che avevo bisogno di capire perché era necessario un cambiamento del genere. Pertanto, mi misi a studiare, mi documentai sul hijab, su che cosa simboleggiasse e rappresentasse per noi donne musulmane.

AlhamduliLlah, scoprii che non era affatto un simbolo di oppressione. Anzi, le donne che portano il hijab DEVONO venire rispettate dai fratelli in quanto sorelle fiLlah e, soprattutto, in quanto DONNE. Qualche mese dopo, arrivai alla conclusione che stavo solo diventando una schiava dell’apparenza, e pensai: “L’oggettificazione della donna è un problema fin troppo grave ed evidente per seguire anch’io la massa e diventare, quindi, anche io un misero oggetto. Nient’altro che un misero oggetto. Non lo posso permettere!”.

A convincermi fu, in particolare, uno spezzone di una conferenza tenuta da una donna (non musulmana) di cui purtroppo non ricordo il nome, soubhan Allah. Questa donna disse: “E’ incredibile come l’oggettificazione della donna nei paesi occidentali sia un fenomeno dilagante. Secondo i risultati dei più recenti studi psicologici, le donne sono letteralmente in costante preoccupazione per la loro apparenza. Guardano e correggono/aggiustano sempre la forma dei propri capelli, come appaiono le loro gambe, e via dicendo. Tant’è che non riescono nemmeno ad avere un po’ di intimità col proprio partner senza avere questo chiodo fisso: ‘com’è il mio trucco? E’ apposto? E le mie gambe, sono in una posizione tale da apparire attraenti? Controlliamo se i miei capelli sono perfetti, controlliamo qui, controlliamo là’. La donna è ossessionata da questi pensieri, cerca sempre di essere perfetta, e ne soffre psicologicamente ogni giorno! Tutto questo… per soddisfare l’uomo.”

Ciò fu a dir poco scioccante per me. Soprattutto perché… era tutto più che verissimo! Ci pensai su e realizzai alcune cose importanti. Realizzai, ad esempio che, anche a scuola, l’unica preoccupazione che avevo era la forma dei miei ricci, e che la mia pancia risultasse piatta, che i jeans mi evidenziassero in maniera perfetta le gambe… e si trattava di una vera e propria ossessione!

AlhamduliLlah, da dicembre 2013 ho deciso di mettere il Hijab (: La prima cosa che ho riscontrato, è che ero libera psicologicamente dall’ossessione di sistemarmi, sistemarmi, controllarmi, controllarmi di continuo. La seconda, è che più lo indossavo, più ne andavo fiera, e più sicurezza e fiducia in me stessa acquistavo! AlhamduliLlah. Da quel momento le cose sono risultate solo più facili.

Le persone mi guardavano, sì, ma ciò non faceva altro che farmi sentire più fiera e sicura della mia scelta. E dopo un po’, a forza di vedere che non mollavo, hanno smesso. Anche se questa cosa gli ha dato un (bel) po’ fastidio. ( :

Ogni giorno, da quando sono diventata più praticante, ho solo ulteriori conferme che quel che faccio è giusto! Che tutte le sorelle che ora non indossano il hijab trovino presto la forza di indossarlo. Amin!

Salamu alaykum wa rahmatuLlah

Un grande dono di Allah l’Altissimo!

بسم الله الرحمن الرحيم

azan

BismillahirRahmanirRahim.

Assalamu ‘alaykumwaRahmatullahiwaBarakatuHu.

Care sorelle, mi chiamo ‘Aisha, la mia storia nell’Islam inizia a 17 anni. Fin da piccola, essendo orfana, ho abitato in un collegio. Un giorno, un ragazzo marocchino che abitava nel mio stesso collegio ci presentò un suo amico, anche lui marocchino, che era venuto a trovarlo. Una ragazza gli chiese una sigaretta, lui rispose che non fumava perché era musulmano. Cosi’, cominciò a parlarci dell’Islam. Io rimasi affascinata; sinceramente non avevo mai capito la religione cristiana, e in fondo al mio cuore sentivo che esisteva Un Solo Dio!

Così cominciai a leggere alcuni libri che mi ero fatta prestare da questo ragazzo. In seguito conobbi delle donne musulmane che alhamdulillah mi aiutarono a studiare e a capire l’islam. E’ stato cosi’ che, per Grazia e Misericordia di Allah l’Altissimo, sono entrata nell’Islam. Ringrazio ogni giorno il Signore per avermi scelta come Sua serva… Ho cominciato a pregare da circa sei anni, e ho messo l’hijâb pochi mesi dopo, alhamdulillah.

Questo ragazzo marocchino che mi aveva tanto aiutata a comprendere la Verità, alhamdulillah mi ha chiesto di sposarlo, così sono diventata sua moglie poco dopo, e siamo andati a vivere con la sua famiglia in un paesino di provincia. Alhamdulillahsono molto contenta di poter imparare ogni giorno delle cose nuove sulla nostra Religione, vivendo in una famiglia musulmana. All’inizio avevo molta paura di non riuscire ad imparare la pronuncia delle  suar in arabo, ma Alhamdulillah mio marito mi ha aiutata molto, inoltre sono stata a delle lezioni di un Imâm. All’inizio ho appreso cinque sure, alhamdulillah, e ho poi iniziato ad impararne delle altre.

Vorrei raccontarvi, care sorelle, un bellissimo sogno che sono sicura, inshaAllah, mi sia stato inviato come un “segno” da Allah l’Altissimo. Una notte sognai di trovarmi in classe, c’era la lezione di matematica, ma a me non interessava. Ad un tratto sentii l’Azan: “Allahu Akbar, Allahu Akbar, Ashhadu an LÂ ILAHÂ ILLÂ ALLAH…”. Così mi alzai e corsi subito alla porta, mi diressi verso la direzione da cui proveniva la voce del mu’azzin… Ad un tratto vidi un niqâb, mi sentivo tanto emozionata, lo indossai e corsi verso la porta per andare a fare la salat… Al risveglio, ne parlai con mio marito. Sentivo che questo era un segno per me, così alhamdulillahho deciso di indossare il niqâb.

Care sorelle, poiché ero Musulmana da pochi mesi, avevo tanta voglia di imparare i principi della nostra Religione come lo desidero ancora oggi, spero dunque inshaAllah di conoscere tante altre sorelle Musulmane che mi possano accompagnare nel cammino.

Wasalam dalla vostra sorella ‘Aisha C.

Una notte di… luce!

 Bismillah al- Rahman al- Rahim
13716426781
Salam alaykoum. Mi vergogno a dire la mia storia perché le ragazze tornate all’Islam che ho conosciuto mi hanno sempre raccontato di una vita comunque abbastanza regolare, alcune erano molto credenti, altre meno, ma comunque sempre nei ranghi della “normalità…”. Io NO… Io ho fatto una vita allucinante, ho lavorato in discoteca per anni, purtroppo a causa dei miei disturbi alimentari dove ho rischiato perfino la vita e che per anni mi hanno distrutta, ho avuto dipendenze da droghe e alcool, ho subito violenze e ancora me ne dò la colpa io stessa, ho pensato a un certo punto perfino di farla finita…
Rifiutavo di chiedere aiuto nella chiesa, come mi diceva una cara zia molto credente, ma nella mia cameretta da sola quando tornavo tardi dalle mie serate e le lacrime erano le protagoniste delle mie notti chiedevo a Dio di aiutarmi, disperatamente. Anche se (ASTAGHFIRULLAH) dicevo di NON CREDERE… Non è vero, ho sempre creduto!!! Poi ho conosciuto lui… Che è mio marito tuttora e che mi ha accettata e amata così, fragile e incompleta. Lui non era molto praticante finché a un certo punto è successo un miracolo… Sentivo parlare ogni tanto di islam, magari da mio marito che mi diceva: “Dovrei pregare… Dovrei leggere il Corano…”, o da suo padre (che per me è come se fosse il mio vero padre visto che io non ce l’ho) che fin dal primo giorno mi accolse come una figlia e mi disse: “Tu sarai una brava musulmana alhamdulilah!!” e io mi ero presentata in minigonna e calze bucate quel giorno… Astaghfirullah.
Ma lui ha visto qualcosa in me, qualcosa che io non vedevo… La mia “conversione” inizia per caso, qualche video su youtube, leggevo su internet.. Mi sentivo sempre più catturata dall’Islam e non capivo il perché. Cominciai a passare notti intere a guardare video sull’Islam, a cercare Sure del Corano; conosco la Bibbia quindi ricordavo e collegavo con le aya del corano; chiamavo mio marito vicino a me e lui era come un bambino, curioso e attento!
Purtroppo la storia con mio marito (che all’epoca era ancora il mio fidanzato) stava per crollare perché a causa della sua dipendenza dall’alcool e dai miei problemi col cibo e con le droghe eravamo sempre in lite, arrivavamo a litigi fisici molto intensi, ma Dio trovava sempre il modo di farci tornare insieme, ci incontravamo ovunque anche se cercavamo di sfuggirci l’un l’altro… Siamo stati lontani per qualche periodo e le nostre vite si stavano rovinando sempre di più. Poi il miracolo, alhamdulillah: ci rivediamo per caso e decidiamo di riprovare a ricostruire tutto. Suo padre mi regala un libro, che cambierà per sempre la mia vita: IL CORANO. Iniziamo a leggerlo pagina per pagina io e mio marito, e lui si ricorda che quando era piccolo usava aprire una pagina a caso per trovare le risposte ai suoi interrogativi e perché no, la trovo una cosa meravigliosa.
E cosi’ dal giorno alla notte mio marito che non apriva il Corano da quando aveva 14 anni CAMBIA IMPROVVISAMENTE… Il giorno comincia a pregare 5 volte, SMETTE DI BERE, va in Moschea, riscopre la sua religione e la ama immensamente. La nostra vita cambia: capisco che lui è sempre stato così, così dolce, paziente, così buono, solo che era come offuscato. L’islam mi ha travolto… come un fiume di pace una sorgente immensa di speranza e felicità per il futuro…. Decido di dare la Shahada (Testimonianza di fede Islamica) di notte, da sola.
La notte che tante volte mi aveva portato a distruggermi… Ma quella volta, quella notte… Mi ha salvato la vita. Cominciai a studiare seriamente la MIA religione, ancora oggi devo imparare tanto, non porto ancora l’hijab (ma so che è un mio dovere e prima o poi IN CHA-LLAH lo porterò) ma la mia vita è un’altra, il mio abbigliamento è tutt’altro, i miei pensieri sono puri, liberi: mi sento RINATA. Sono sempre io ma ora ho trovato UN SENSO…. Il mio è L’Islam, alhamdulillah!! Laila è il mio nome nell’Islam (anche se non lo uso molto), e vuol dire notte perché di notte io ho fatto la Shahada nel mio cuore (prima di dirla in pubblico…) e di notte Allah mi ha fatto il più bel regalo del mondo: farmi tornare all’Islam…
Vostra sorella
Debby Laila