Una notte di… luce!

 Bismillah al- Rahman al- Rahim
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Salam alaykoum. Mi vergogno a dire la mia storia perché le ragazze tornate all’Islam che ho conosciuto mi hanno sempre raccontato di una vita comunque abbastanza regolare, alcune erano molto credenti, altre meno, ma comunque sempre nei ranghi della “normalità…”. Io NO… Io ho fatto una vita allucinante, ho lavorato in discoteca per anni, purtroppo a causa dei miei disturbi alimentari dove ho rischiato perfino la vita e che per anni mi hanno distrutta, ho avuto dipendenze da droghe e alcool, ho subito violenze e ancora me ne dò la colpa io stessa, ho pensato a un certo punto perfino di farla finita…
Rifiutavo di chiedere aiuto nella chiesa, come mi diceva una cara zia molto credente, ma nella mia cameretta da sola quando tornavo tardi dalle mie serate e le lacrime erano le protagoniste delle mie notti chiedevo a Dio di aiutarmi, disperatamente. Anche se (ASTAGHFIRULLAH) dicevo di NON CREDERE… Non è vero, ho sempre creduto!!! Poi ho conosciuto lui… Che è mio marito tuttora e che mi ha accettata e amata così, fragile e incompleta. Lui non era molto praticante finché a un certo punto è successo un miracolo… Sentivo parlare ogni tanto di islam, magari da mio marito che mi diceva: “Dovrei pregare… Dovrei leggere il Corano…”, o da suo padre (che per me è come se fosse il mio vero padre visto che io non ce l’ho) che fin dal primo giorno mi accolse come una figlia e mi disse: “Tu sarai una brava musulmana alhamdulilah!!” e io mi ero presentata in minigonna e calze bucate quel giorno… Astaghfirullah.
Ma lui ha visto qualcosa in me, qualcosa che io non vedevo… La mia “conversione” inizia per caso, qualche video su youtube, leggevo su internet.. Mi sentivo sempre più catturata dall’Islam e non capivo il perché. Cominciai a passare notti intere a guardare video sull’Islam, a cercare Sure del Corano; conosco la Bibbia quindi ricordavo e collegavo con le aya del corano; chiamavo mio marito vicino a me e lui era come un bambino, curioso e attento!
Purtroppo la storia con mio marito (che all’epoca era ancora il mio fidanzato) stava per crollare perché a causa della sua dipendenza dall’alcool e dai miei problemi col cibo e con le droghe eravamo sempre in lite, arrivavamo a litigi fisici molto intensi, ma Dio trovava sempre il modo di farci tornare insieme, ci incontravamo ovunque anche se cercavamo di sfuggirci l’un l’altro… Siamo stati lontani per qualche periodo e le nostre vite si stavano rovinando sempre di più. Poi il miracolo, alhamdulillah: ci rivediamo per caso e decidiamo di riprovare a ricostruire tutto. Suo padre mi regala un libro, che cambierà per sempre la mia vita: IL CORANO. Iniziamo a leggerlo pagina per pagina io e mio marito, e lui si ricorda che quando era piccolo usava aprire una pagina a caso per trovare le risposte ai suoi interrogativi e perché no, la trovo una cosa meravigliosa.
E cosi’ dal giorno alla notte mio marito che non apriva il Corano da quando aveva 14 anni CAMBIA IMPROVVISAMENTE… Il giorno comincia a pregare 5 volte, SMETTE DI BERE, va in Moschea, riscopre la sua religione e la ama immensamente. La nostra vita cambia: capisco che lui è sempre stato così, così dolce, paziente, così buono, solo che era come offuscato. L’islam mi ha travolto… come un fiume di pace una sorgente immensa di speranza e felicità per il futuro…. Decido di dare la Shahada (Testimonianza di fede Islamica) di notte, da sola.
La notte che tante volte mi aveva portato a distruggermi… Ma quella volta, quella notte… Mi ha salvato la vita. Cominciai a studiare seriamente la MIA religione, ancora oggi devo imparare tanto, non porto ancora l’hijab (ma so che è un mio dovere e prima o poi IN CHA-LLAH lo porterò) ma la mia vita è un’altra, il mio abbigliamento è tutt’altro, i miei pensieri sono puri, liberi: mi sento RINATA. Sono sempre io ma ora ho trovato UN SENSO…. Il mio è L’Islam, alhamdulillah!! Laila è il mio nome nell’Islam (anche se non lo uso molto), e vuol dire notte perché di notte io ho fatto la Shahada nel mio cuore (prima di dirla in pubblico…) e di notte Allah mi ha fatto il più bel regalo del mondo: farmi tornare all’Islam…
Vostra sorella
Debby Laila

Una perla… preziosa!

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

hijabi

Sono nata musulmana, ma cominciai a sentirmi tale al 100% solo dopo aver messo il mio amato hijab.

Salam u alikum mie carissime sorelle, io mi chiamo Sofia, ho 20 anni. A causa del mio nome ”occidentale” voi penserete che io sia una ragazza europea appena ritornata all’Islam, invece no, io sono marocchina, nata e cresciuta in Marocco in una famiglia musulmana, ma cominciai a sentirmi serva di ALLAH l’Altissimo solo dopo aver cominciato a portare il mio amato hijab.

Adesso sono in fase di preparazione degli esami di maturità e ho fatto la mia tesina su quel simbolo con il quale mi identifico come musulmana, il mio adorato velo, ebbi dei problemi riguardanti la conclusione, non sapevo come terminare la mia trattazione, e la sorella Cinzia Amatullah mi consigliò di raccontare la mia esperienza con il hijab.
Io provengo da una famiglia numerosa, composta da sette figli: quattro femmine e tre maschi. Io sono la penultima di questa lunga lista. La mia è una famiglia atipica, vale a dire che non siamo molto uniti, purtroppo ognuno pensa per sé. Nonostante io abbia 2 fratelli e tre sorelle maggiori, che bene o male sono abbastanza praticanti e sanno di religione, nessuno di loro mi ha spiegato che io doveva indossare il velo e vestire in modo modesto. Certe cose riguardanti l’Islam le conoscevo solo perchè facenti parte della mia cultura araba e musulmana, per esempio il Ramadan, sin da piccola forse all’età di 7 anni cominciai a provare a digiunare metà giornata e cosi via fino ad arrivare a fare l’intera giornata dall’alba al tramonto. Da piccola, mi ricordo che i bambini in Marocco facevano a gara per digiunare, quindi anche io per non sentirmi diversa ci provavo. Infatti quando arrivai in Italia all’età di 11 anni, digiunai tutto il mese di Ramadan, nonostante le critiche dei miei insegnanti cattolici, che ritenevano fosse una cosa assurda e alquanto massacrante.
Anche per la preghiera, né i miei fratelli né i miei genitori mi insegnarono, mi ricordo che un giorno, forse ero dodicenne, avevo qualche problema a scuola e necessitavo di comunicare con ALLAH, ma non sapevo come fare, come supplicarLo ad avere il Suo sostegno  e la Sua misericordia. Sempre lo stesso giorno osservai mia madre che compiva le solite preghiere, una volta che ebbe terminato, e salutò sia a destra che a sinistra, alzò le sue mani verso il cielo e si mise a bisbigliare. Quando terminò gli chiesi: ”Mamma perchè hai alzato le mani e bisbigliavi??Mi rispose: ”Stavo facendo duaa (suppliche) e chiedevo ad ALLAH  di mandarci la Sua misericordia e di proteggere i miei cari e di darci tanta salute”. Da quel momento decisi che non potevo vivere senza una guida, poiché mi sentivo talmente debole da avere bisogno di quella forza suprema e assoluta che mi guidasse sulla retta via e mi proteggesse, e cosìdecisi che dovevo cominciare a pregare e mi rivolsi a mia sorella che fu più che contenta di insegnarmi i riti dell’abluzione, la preghiera in modo corretto, seguendo le giuste posture e recitando i versi adatti.
La stessa cosa per quanto concerne il velo, penso che se fossi rimasta in Marocco, arrivata a una certa età avrei cominciato a coprirmi in modo automatico, come avevano fatto le mie sorelle, solo perchè era consuetudine nella nostra famiglia e nel nostro piccolo mondo.
Anche i miei genitori ci tengono alla nostra amata fede e cercano di metterla in pratica, ma date le loro condizioni culturali e la poca istruzione ricevuta, poiché quando erano bimbi il Marocco si trovava sotto dominio francese e si liberò solo nel 1956, e i francesi non gli permettevano di studiare, non dispongono di buone capacità comunicative per potermi spiegare il vero significato del velo. I miei, al massimo si limitavano ad ammonirmi: non portare quei jeans sono troppo stretti! Quel trucco è troppo pesante! Quella maglietta è troppo corta! Non ti fidanzare! Devi arrivare al matrimonio vergine!…ecc…

Fino a meno di un anno fa, non indossavo il velo. Mostravo il fascino dei miei lunghi, ricci e fluenti capelli. A un tratto, nel 2011 all’incirca cominciai a perdere i miei bellissimi capelli. Inizialmente non riuscivo a capire quale fosse la causa di tale perdita, feci vari esami sanguigni senza alcun risultato. Giorno dopo giorno mi addolorava vedere sulle mie spalle qualche lunghissimo capello senza piu’ vita. Cominciai a farmi delle domande: la mia coscienza mi tormentava e vedevo ciò come una punizione del Divino poiché all’epoca non indossavo il velo. Un giorno, era il 15 di Agosto 2012, era in corso il Ramadan, feci uno strano sogno. Ero abbigliata di un lungo vestito, di cui non mi ricordo esattamente il colore, mi ricordo solo che esso splendeva di un bianco puro. Io mi prostravo per effettuare la preghiera, che ero solita effettuare sin da quando ero bambina, avevo sotto i piedi un tappetino, tipico della preghiera islamica, ma non potevo pregare perchè avevo i capelli scoperti e provavo a coprirli con un foulard, che immediatamente volava via, ne provavo diversi ma nulla. A un tratto vidi passare varie donne, che io conoscevo, quali parenti e amiche, provai a chiedere loro aiuto. Gli chiedevo se potevano prestarmi un foulard per effettuare l’orazione, ma nessuna mi prestava ascolto. Mi svegliai di soprassalto con gli occhi lacrimanti e pensai che Dio mi stesse comunicando che era arrivato il tempo di iniziare ad indossare il velo da Egli prescritto. Il 20 di agosto, giorno in cui Ramadan volgeva al termine, c’era un caldo torrido, e osai uscire di casa col capo coperto con il mio amato velo. Da quando cominciai ad indossare il velo, sento che la mia vita sia cambiata in meglio. Non vivo piu’ la competizione della donna moderna schiava e oppressa dall’aspetto fisico, non ho piu quel bisogno di ricevere incessanti complimenti per il fascino dei miei capelli per sentirmi sicura, perché ora c’e questo pezzo di stoffa a farmi sentire me stessa, a farmi sentire migliore e a proteggermi dagli sguardi lusingati e indiscreti di estranei. Ho sentito la stessa sensazione di uno schiavo al quale si ridona la libertà, e si sente padrone di sé, del proprio corpo.

Questa la mia storia, mie adorate sorelle, che ho deciso di condividere con voi e soprattutto mi rivolgo a quelle sorelle che come me sono nate musulmane da entrambi genitori musulmani e non apprezzano questa immensa fortuna che ALLAH l’Altissimo gli ha donato. Sorelle mie, non importa se noi viviamo in Italia, o in qualsiasi paese dove la maggioranza delle persone non sono musulmane, non abbiate paura di portare il velo a scuola, o al lavoro o di essere derise per strada, o guardate male. Credetemi anche io ero timorosa del giudizio altrui, ma quando cominciai a portare quel pezzo di stoffa, facendolo il mio segno di orgoglio, e la gente poteva leggermi negli occhi quella fierezza per cui lo portavo, quel senso di umiltà che mi differenzia dalla massa di donne poco coperte, nessuno e dico nessuno per ora, che ormai quasi un anno che lo porto, si è mai permesso di lanciarmi occhiate di disprezzo o di criticarmi. Solo ALLAH può giudicarmi e se proprio la gente mi deve dare la sua opinione, voglio che lo faccia riguardo al mio cervello, la mia cultura, la mia educazione, ma non per il mio aspetto fisico. Carissime ricordatevi che se portate il velo obbedite ad ALLAH e potrete avere una bella ricompensa nel Paradiso, e ricordatevi << la bellezza della donna è preziosa come una perla e il velo costituisce la sua conchiglia>>. Non abbiate paure di portare il velo e fatevi coraggio, perchè vorrei che anche voi provaste quella bellissima sensazione che io provo giorno dopo giorno da quando lo porto.
Un abbraccio e buona fortuna che ALLAH ci guidi sulla retta via e ci riservi un posto nel paradiso.
Assalamu alikum, vostra sorella Sofia.

La purezza… un dono inestimabile

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

3iffah

Tahira è nata in Italia, ma è di origini arabe, fin da bambina ha sentito le differenze tra lei e le sue compagne; non ne era molto contenta, e ogni giorno tentava di accorciare le “distanze” tra lei e loro, cercava di imitarne di nascosto dalla sua famiglia gli usi e i costumi…

E quando le sue amiche hanno iniziato a mettere il lucido sulle labbra, anche Tahira ne ha comprato uno, e lo nascondeva nel fondo dello zainetto della scuola, e metteva il khol, e scioglieva i suoi capelli lunghissimi e morbidi, senza ascoltare sua mamma che le diceva che ormai signorina doveva indossare l’hijab…

E poiché l’Islam non si può imporre, la mamma di Tahira scoteva il capo mentre osservava quella figlia e faceva du3a, affinché Allah swt le illuminasse la strada…

Tahira aveva 15 anni, e sognava l’amore, lo sognava puro e dolcissimo come solo le giovani della sua età possono sognarlo, e un giorno mentre tornava a piedi da scuola, lungo la strada incrocia lo sguardo di un uomo, ha forse il doppio dei suoi anni, ma le sorride, e Tahira è ingenua, e sogna l’amore, e crede che gli uomini siano tutti buoni, tutti principi azzurri in attesa di principesse da amare; e nonostante gli ammonimenti si ferma a parlargli…

Said sorride, è dolce, e dice parole bellissime, parole che il cuore di Tahira anela di sentire da tempo, Said sorride e giorno dopo giorno, parola dopo parola conquista la fiducia della piccola Tahira, lui le promette amore eterno…

Tahira non sa che se Said avesse sincere intenzioni suo dovere sarebbe star lontano da lei, e recarsi a casa sua, e dire a suo padre, o a suo zio, ad un uomo, insomma, che le sue intenzioni verso Tahira sono buone, sono pure, e che lui teme di Allah swt…

Said tende infine la sua trappola, dice a Tahira: “se tu m’ami, e tu m’ami vero? se tu m’ami raggiungimi e partiamo”

E Tahira lo ama, e quel mattino nello zainetto infila qualche capo di vestiario, invece dei libri, e raggiunge Said, dove lui la attende, ma Said è impaziente e appena vede Tahira arrivare si palesa per ciò che è…

Si getta su Tahira con violenza, e tenta di farle del male, e Tahira tra le lacrime vede il vero volto dell’uomo che credeva di amare, e fugge, fugge più veloce che può, ripetendo: ” Ya Rabbi perdono, perdono, prometto, prometto sarò migliore di ciò che sono stata fino ad oggi, Ya Rabbi, grazie, grazie del segno che mi hai dato oggi”

La storia di Tahira è vera, ho cambiato il suo nome, lei oggi indossa con orgoglio il suo hijab, il velo islamico, copre le sue forme come Allah swt ha comandato, e attende l’amore, quello vero, quello puro, e ora lo sa, passerà dalla sua porta e incrocerà lo sguardo di suo padre per primo, poi il suo…

Coloro che davvero ti amano non useranno le tue fragilità per ferirti ma per ricordare a se stessi dove devono proteggerti.

 Tratto da Tratto dal libro “Da cuore a cuore” a cura della sorella Amal Maria Rosaria Stillante, che Allah la ricompensi.

 

La libertà dell’Islam!

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

Allah

Lasciate che vi porti in viaggio con me, sul cammino che mi ha portato alla verità; tutte le domande sulla vita e sulla morte risposte in un libro, il motivo per cui siamo qui e la giusta strada da seguire. La libertà … dell’Islam.

I miei genitori sono italiani. Mio padre è siciliano e mia madre del Nord, ma sono nata e cresciuta in  Gran Bretagna.

Ero una brava ragazzina, brava a scuola, fino a un certo punto. Quando entrai nell’adolescenza praticamente mi misi sulla strada della distruzione, godendo solo delle cose superficiali nella vita, felice solo quando le cose andavano bene nella mia vita e disperata non appena andavano male. Crescendo, peggiorai. A 17-18 anni pianificavo le mie settimane riempiendole di notti all’insegna dell’alcool in discoteche. La mia vita ruotava attorno a cattive amicizie e relazioni. Me ne andai dalla casa dei miei genitori a 19 anni, ed il mio rapporto con loro si deteriorò, perché ero senza controllo e non sapevano come gestirmi.

Ho sempre creduto in Dio, anche da bambina, sebbene i miei genitori non fossero per niente religiosi e non mi avessero mai portata in chiesa. Tuttavia, vi fu un punto della mia adolescenza in cui cominciai a frequentare una chiesa con una mia amica, che mi aveva fatto conoscere questa particolare chiesa a cui andava lei. Quindi, desiderai molto entrare nel Cristianesimo, sentivo una connessione emotiva con esso; ma il problema era che andavo in chiesa la domenica, guardavo la gente pregare, cadevo di fronte a Dio, cominciavo a parlare in strane lingue e poi la gente veniva da me a chiedermi se fossi stata salvata … non sapevo se fossi stata salvata o no, ma sapevo che la Chiesa non era abbastanza potente da cambiarmi. Una volta uscita dalla chiesa, il giorno dopo uscivo a bere e a commettere altri peccati. Stavo male dentro di me a volte, ma non mi importava abbastanza di quello che il Cristianesimo diceva per cambiare! La cosa principale con cui non potevo fare i conti era la trinità: perché Dio è 3? Perché devo pregare Gesù per raggiungere Dio? Per me non aveva alcun senso. Trovavo anche molte contraddizioni nella Bibbia, ed il fatto che ci fossero così tante Chiese di confessioni diverse, che predicavano cose diverse, con diverse versioni della Bibbia … continuavo a chiedermi “quale devo seguire? Quale ha ragione? Come faccio a saperlo?” Queste erano solo alcune delle domande che nessuno in chiesa sapeva rispondere e a cui neanche io sapevo dare risposta.
Pur avendo avuto la mia battaglia con il Cristianesimo, come avevano fatto anche i miei genitori (per questo non mi avevano mai insegnato niente a riguardo), questa era comunque l’unica cosa di cui sapevo qualcosa, non sapevo assolutamente niente di nessun’altra religione. Probabilmente l’Islam era quella di cui sapevo meno di tutte, ed ero pressoché convinta che fossero tutti un po’ pazzi. Non avevo neanche alcun interesse a cambiare religione, e mai avrei pensato che sarei stata abbastanza forte da intraprendere un viaggio alla ricerca della verità, e mai in vita mia avrei pensato di prendere anche solo in considerazione di diventare musulmana. Non era da me, quello non era il tipo di persona che ero … ma il potere di Allah, l’Altissimo e l’Onnipotente, è incredibile.

Nel mio periodo turbolento, incontrai un uomo; era musulmano, ma sulla mia stessa strada distruttiva, nello stesso giro. Ci conoscevamo si e no, e ci incontravamo tra amici nell’ambiente delle discoteche. Ad un certo punto della sua vita, decise di staccarsi dalle cattive compagnie e allontanarsi dalla sua vita sregolata per studiare e rimettere in sesto la sua vita. In quel periodo gli facevo visita, lo vidi pregare e pensai che fosse un po’ strano. Poi un giorno iniziammo a parlare di religione. Gli parlai di tutte le cose che non riuscivo a capire sul Cristianesimo e di tutte le sue contraddizioni, pensando che queste esistessero in tutte le religioni. Mi disse, “Non nell’Islam. L’Islam è semplice. Crediamo in un Dio a cui preghiamo, e che tutti i profeti fossero messaggeri dell’unico vero Dio.” Mi fece riflettere. Questo era quello che, in qualche modo, avevo sempre creduto anch’io. Ero abbastanza incuriosita, ma allo stesso tempo anche sulla difensiva; pensavo che tutto questo fosse qualcosa di completamente estraneo. Dopo un po’di tempo, e dopo aver letto qualche volantino, diventai molto curiosa e iniziai a chiedermi cos’altro l’Islam dicesse. Dopo essermi fatta coraggio, mi sentii pronta, e gli chiesi di farmi avere una traduzione del Corano in Inglese. Avevo intenzione di leggere solo qualche pagina per soddisfare la mia curiosità; non mi feci alcuna pressione … ma subhanallah, sia Gloria all’Altissimo, fui incredibilmente scioccata da quello che lessi. Mi fece piangere, mi “spezzò”, mi sbalordì. Non ci sono parole per descrivere il modo in cui ogni domanda che mi fossi mai posta nella vita fosse risposta in un unico libro. Parlava delle donne, di famiglia, spiegava tutto sulla vita e sulla morte: una guida alla vita su cui non potevo dubitare, completamente logica, senza la minima contraddizione. Fu un’esperienza così forte che cominciai a vedere la vita diversamente.
Mi resi conto che la vita è così breve e tutte le cose di cui mi preoccupavo non contavano nulla, erano così superficiali. Mi accorsi che questo libro liberava la donna; pensavo di essere libera, ma in realtà ero intrappolata nell’aspetto mondano di questa vita: come apparivo e mi vestivo. Pensavo di essere liberata, che nessuno avesse potuto impormi cosa fare, di essere padrona di me stessa, ma mi accorsi di quanto fossi OPPRESSA per il fatto di essere come ero e vestirmi con minigonne ed abiti provocanti. Capii che l’Islam è la vera libertà ed il fatto che Dio mi dicesse di coprirmi era il modo che Egli aveva scelto per onorare la donna, dicendole: ‘Non essere schiava della società, sii modesta e comportati in maniera rispettosa così la gente vedrà chi sei veramente dentro di te, ed otterrai il rispetto che meriti dagli altri’. Dopotutto, dovremmo fare tutto per il nostro Creatore, non per la gente che non resta nella nostra vita. Scoprii in cosa consistesse la vera liberazione e la provai. Tra tutte le cose che avevo letto, sapevo che questa poteva essere solo la vera parola di Dio. Anche il fatto che il Corano sia rimasto intatto, non cambiato né alterato per centinaia e centinaia di anni, che ne esistesse una sola versione, rese il potere di quelle parole ancora più forte … Quindi, ora che sapevo per certo che quella era la verità, che l’avevo trovata, mi imbarcai nel mio viaggio, durante il quale parlai anche con dei sacerdoti. Volevo essere sicura ed avere completa convinzione prima di accettarlo, perché sapevo che avrei incontrato molte critiche lungo il cammino. I preti non seppero darmi risposte; quando ponevo una domanda che né loro, né la Chiesa o la Bibbia fossero in grado di rispondere, dicevano :”È un mistero”. Così fui convinta e – Alhamdulillah – nel Dicembre del 2006 feci il passo decisivo ed accettai l’Islam; pronunciai la Shahaadah, non volevo essere persa nella vita neanche per un secondo di più. La dissi da sola, nella mia stanza, e provai libertà. Una settimana dopo, la pronuncia nella moschea, di fronte ad alcuni testimoni.

È qui che la mia vita è veramente cominciata. Mi sento come se fossi stata scelta, benedetta dall’Onnipotente, e dire che sarò eternamente riconoscente non gli rende giustizia. Qualsiasi calamità si abbatta su di me, da quel giorno so di avere Allah (sia Gloria a Lui l’Altissimo) al mio fianco e a cui poter chiedere aiuto per superarla. Qualsiasi problema mi si presenti, con la mia famiglia, la società e la vita in generale, lo posso affrontare perché ora sono forte ed ho la fede dentro di me.

Sono stata benedetta e – in sha Allah – sarò sempre immensamente riconoscente per aver trovato la verità, l’Islam.
Lisa
Ringraziamo la sorella per la pubblicazione!

Quando tutto il mondo è… paese :) AlhamduiLlah per l’Islam!

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

in volo

AlhamduliLlah!… Stavo per intraprendere un viaggio speciale, perché ero in partenza per incontrare il mio futuro marito, per trasferirmi finalmente in un paese musulmano, per cambiare vita in sha’a Llah!

Avremmo dovuto prendere il treno per Milano e poi verso l’areoporto per poter salire infine l’aereo. Fu così che il mattino mi svegliai di corsa, mi preparai in fretta, indossai il mio amato niqab e corsi per raggiungere mio padre, che mi aspettava giù in macchina.

Il viaggio alhamduliLlah andò bene, se non fosse per le gentili poliziotte nella stazione che si proccupano sempre del fatto che io possa soffocare dietro al mio amato vestiario religioso (più che altro non si capacitano di come una ragazza possa “chiudersi dentro una gabbia” come la pensano loro… eheh, non sanno che il niqab per me è come la protezione della conchiglia per la perla, alhamduliLlah, e che il fatto di indossare lo stesso vestito che portarono le Sahabiyyat -compgne del Messaggero pace e benedizione su di lui- è fonte di un’immensa felicità per me, che Allah l’Altissimo ci possa riunire con loro il Giorno del Giudizio, amin!). Queste si guardarono prima silenziose, poi si misero a parlare affannosamente al cellulare e intanto si guardavano e borbottavano, quando improvvisamente giunse la “Freccia Rossa”, il nostro treno, e Allah ci risparmiò le loro attenzioni, alhamduliLlah.

Ora alhamduliLlah mi trovo in un paese musulmano, porto tranquillamente il mio niqab e auguro a tutte le ragazze di poter fare presto altrettanto, in sha’a Llah!