Ecco i tempi in cui e’ raccomandato avere sabr…

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

 

Mi chiamo Maria Rosaria Stillante sono italiana, figlia di italiani, ho abbracciato l’Islam nel 2008, vivo a Barletta. Ogni sera rientrando a casa mi trovo a cozzare con il vile razzismo di molti ragazzini, ragazzi ed adulti che sostano nella piazza sottostante la mia abitazione.
Per ben tre volte hanno tentato di strapparmi il velo dalla testa, sempre ignoti gli autori del gesto compiuto a bordo dei loro motoscooter che scappavano via velocemente.
Mi è capitato in passato che bimbi terrorizzati venissero tremanti: “Signora, signora, ho mangiato tutto”; quando ho chiesto perchè mi informavano di questo mi è stato risposto: “Ha detto mamma/nonna/zia che se non mangio tutto mi porti via”.
Ho chiesto spiegazioni in merito alle adulte e mi è stato risposto placidamente: “Perchè così per lo spavento avrebbero mangiato”
Mi sono allontanata con le lacrime agli occhi per la delusione e la frustrazione, ma che altro avrei potuto fare?
Camminando per strada vengo offesa, ingiuriata, additata e l’eco delle risate di scherno è l’ultima cosa che mi giunge all’orecchio e al cuore in modo doloroso.

Sono italiana, figlia di italiani, ho abbracciato l’Islam nel 2008, vivo a Barletta e indosso il velo.
Sono stata male e mi sono recata al locale Pronto Soccorso ed al grande, giusto e doveroso rispetto dei medici ha fatto da contrappeso il maltrattamento di un Oss, che mi ha più volte strattonata e che alle mie lamentele per l’acuirsi del dolore dovuto agli sbanadamenti della barella ha risposto sempre strattonandomi: ” STARE ZITTA TU, ASPETTARE, NON LAMENTARE, ZITTA, ADESSO DOTTORE DIRE SE TU POTERE ANDARE”.
Mia mamma, non musulmana, non velata presente alla scena ha ripreso l’uomo chiedendo di far piano e di non usare quei modi. Questi ha risposto portandosi un dito alle labbra: “Zitta ma che te ne frega, è straniera!”.

Mia mamma allora ha urlato che straniera o meno avevo diritto al rispetto e che ero sua figlia e non avrebbe tollerato tale comportamento; nella concitazione di mia madre non deve aver colto la frase “è mia figlia” e stizzito ha risposto: “Mo pure l’interprete ci vuole a ‘sti stranieri, non sono umani come noi!” e mi ha colpito ad una gamba.
Sono accorsi i medici del reparto di radiologia presso cui ci trovavamo e l’Oss si è allontanato ancora urlante.

Sono italiana, figlia di italiani, ho abbracciato l’Islam e indosso il velo, per questo non merito rispetto?
L’altra sera attraversando la strada alle mie spalle è giunta un’auto e dall’abitacolo la voce dell’autista che ridendo ha urlato in dialetto locale: “Marocchina al paese tuo!” e mi ha sputato addosso cogliendomi ad un braccio e ha continuato la sua strada.
Ho pianto di umiliazione e di rabbia, e tremante sono corsa a casa, se mi avesse solo insultata, ma mi ha sputato addosso, e quel gesto bruciava sulla pelle arrivandomi all’animo, sento sulla pelle la vergogna di vivere tra gente che giudica in base alla nazionalità delle persone.

Ieri sera rientrando a casa tre ragazzini in bicicletta mi si sono fatti alle spalle urlando: “BOUM musulmana!” e sono corsi via ridendo, popolo barlettano, ma cosa insegni ai tuoi figli? Quali valori trasmetti?
Continuo verso casa, tre ragazzine ridono perchè un ragazzino sta citofonando con insistenza a mia madre; questo avviene ogni sera, fino a tardi, aumento il passo con l’intento di coglierli sul fatto e di urlar loro di smetterla e di andar via, ma a terra è bagnato, scivolo prima sulle ragazze che si spostano e poi ancora urlando sul ragazzo che finisce all’indietro per lo spavento con la testa nella vetrata alle sue spalle, che si rompe, sui vetri non c’è sangue, il ragazzo fugge.
Pochi istanti e attorno a me si forma una piccola folla destinata a crescere, urlano che l’ho spinto; sempre più gente accorre e urla “musulmana assassina” tra loro anche molti adulti, mi raggiungono mia madre e mia sorella, sono costretta a salire, ma aumentano, e corrono su anche loro.
Le urla aumentano “vattene al tuo paese!”, “assassina musulmana”, l’assembramento conta oltre duecento persone, qualcuno del palazzo apre il citofono e raggiungono la porta di casa, siamo costretti ad aprire al fine di evitare che sfondino la porta. Tra loro c’è quello che si presenta come il fratello maggiore del ragazzino “aggredito” dice che suo padre ci farà andar via da qui, che se ne incaricherà lui ora, e rivolto a me: “tu, attenta!”.
Chiamiamo ripetutamente i Carabinieri, ma nessuno risponde, scopriremo poi che il centralino era fuori uso, mia sorella era corsa alla caserma in cerca di aiuto, ci era stato risposto che a quell’ora, la nostra zona era di competenza della Polizia. Chiamare la Polizia non ci sembrava logico, poichè ogni volta che li avevamo chiamati perchè ci lanciavano cose dentro alle finestre o non erano intervenuti, o lo avevano fatto a distanza di ore, e quindi quando questi si erano già allontanati indisturbati; non vennero nemmeno la notte in cui chiamammo perchè mia mamma che dormiva nel suo letto era stata raggiunta ad una gamba da una bottiglia di vetro proveniente dalla piazza, alle 02.00 di notte.
I Carabinieri hanno chiamato quindi la Polizia, dopo oltre mezz’ora sono giunte due donne dei Vigili Urbani, con un uomo, a cui parlavano con molta deferenza, tant’è che abbiamo pensato si trattasse del Comandante dei Vigili, era in realtà il “padre della vittima”.
Hanno preso i dati miei e di mia madre, dicendo che molti testimoni (la folla urlante) diceva di avermi vista aggredire il ragazzo; non riuscivano a contenere la folla che urlava nè hanno chiamato per ricevere soccorso mentre tutti gridavano “arrestatela”, “musulmani terroristi”, ” te la faremo pagare”, molti hanno fatto delle foto con i cellulari, quando abbiamo chiesto se li avrebbero dispersi ci hanno risposto: “non possiamo fare nulla”
Nella notte fino a tardi qualcuno è rimasto ad urlare, e stamane alle 11.00 circa hanno ripreso a citofonare con insistenza e quando mia mamma è uscita sul balcone a ritirare la biancheria dei ragazzini le hanno urlato: “mamma della musulmana facci un xxxx!”
Abbiamo trovato sul balcone anche una pietra, poco male, avevamo chiuso tutte le tapparelle ed gli infissi interni.
Sono italiana, figlia di italiani, ho abbracciato l’Islam, e indosso il velo ma il velo che indosso fa di me una straniera nella mia terra, bersaglio scaccia noia di questa città, grazie Barletta.