Alle porte del Sham.. Oh Allah fai sì che io sia dei loro! 2

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

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[Segue...] Fu così che anzichè ricordare lo scopo per il quale Allah li aveva creati (l’obbedienza ad Allah e la sottomissione a Lui solo) la gente si perdette dietro la dunya (la vita terrena), e proprio come aveva predetto il nostro amato Messaggero Muhammad pace e benedizione su di lui tutti (o quasi) iniziarono ad amare questa vita e detestare la morte.

Questo grave sintomo era indice di una pericolosa malattia.. per amare una vita così effimera e caduca bisogna aver dimenticato l’altra Vita e aver dimenticato l’Altra Vita significava aver tralasciato la ricerca della conoscenza religiosa: lo studio della parola di Allah e della saggezza insegnata dal Suo ultimo Inviato e Messaggero, Muhammad pace e benedizione su di lui.

L’Islam non ci proibisce di vivere in agio questa vita nè ci ordina il monachesimo… ma se noi guardiamo alla vita del nostro amato Messaggero pace e benedizione su di lui e a quella dei suoi nobili Compagni notiamo come siano stati la purezza, la fede, la semplicità, il coraggio e la nobiltà i caratteri che hanno fatto di questi Uomini e di queste Donne dei grandiosi personaggi che col loro agire hanno illuminato tutta l’umanità portato il bene in ogni posto in cui han messo piede.

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Il governo siriano si rese conto che questi giovani praticanti, mutiti della conoscenza della fede e dell’applicazione dei suoi principi avrebbero intralciato i loro piani di corruzione e compromesso di conseguenza i loro interessi nella zona.

Fu così che ogni giovane onesto, di buona famiglia ed educato si trovò rinchiuso nelle prigioni segrete del presidente Al Asad: nessuno sapeva dove fossero né quali torture disumane stessero subendo ma tutti erano a conoscenza del fatto che a pochi, anzi a pochissimo, a quasi nessuno di quelli che erano stati imprigionati era stata resa la libertà violata e che nessuno aveva mai avuto un regolare ed equo processo in tribunale che accertasse l’accusa a lui rivolta ed era finito dimenticato per sempre.

Gli anni passarono e la gente quasi dimenticò la questione per il fatto aveva giusto il tempo di pensare a come sopravvivere, in un paese ricco di risorse umane e materiali depredato da una mandria di collaborazionisti seduti al potere ormai da quarant’anni.

Ma Allah vede e non dimentica… nessuno sa chi, come e perché… nessuno si aspettava che questi poveri arabi si potesero rialzare in piedi dopo un secolo di difficoltà ed amarezze, ma è la Fede a far sì che non si possa accettare l’umiliazione e l’ingiustizia. Finalmente dopo le prime rivolte della Tunisia e dell’Egitto fu la volta della Siria!

Incredibile ma vero… proprio la Siria il cui governante si era appena vantato di aver avuto una maggioranza schiacciante alle elezioni che gli permettesse di rimanere a scaldare la sedia del potere per altri lunghi anni (ovviamente tutte le elezioni siriane -lo sanno tutti i cittadini- sono fasulle, ci sono sempre gli stessi candidati -come democrazia comanda- e se non si vota per il presidente si fa una brutta fine).

Fu così che ricominciò una nuova rivolta: questo perché il vivere nell’ingiustizia, nella menzogna, nella dittatura non può durare giacché Allah l’Altissimo ha fatto dell’Uomo una creatura nobile, dotata di spirito e ragione, che tende verso il bene (se esso non ha contaminato la sua pura fitrah -natura innata nell’uomo basata sul monoteismo) e lotta per raggiungere la felicità.

Due anni di rivolta… chi combatte contro chi? E per ottenere cosa? Questa sì che è una domanda da un milione, alla quale cercheremo di rispondere in poche righe in sha’a Llah.

Tutti sappiamo che appena iniziata la rivolta il primo paese allarmato fu quello che chiamano oggi Israele (anche se è una gravissima offesa al Profeta Israele, su di lui la pace, giacchè i sionisti criminali non rispettano nulla della fede che dicono di seguire nè si rifanno a quella di questo grande Profeta Musulmano) per il fatto che se i Musulmani avessero avuto la meglio la lotta non si sarebbe limitata alla terra siriana, ma si sarebbe sicuramente estesa anche a quella della Palestina occupata.

Per questo motivo tutti i nemici dell’Islam hanno iniziato a fare l’impossibile per fare in modo che se anche dovesse cadere il governo criminale di Al Asad ne venisse fuori uno omonimo (come anche in Iraq) che potesse simboleggiare la “democrazia” e la “libertà” e il “modernismo e l’avangiardia” dell’Occidente ma che soprattutto schiacciasse la popolazione sotto questi bei nomi e desse piena libertà al signor occidente di gestire la zona come meglio credesse.

La criminalità celata della dittatura Al Asad era ormai sotto gli occhi di tutto il mondo: la repressione accompagnata dal silenzio o dalla menzogna non dura… Per questo motivo le “forze” estere avevano bisogno di creare una nuova fazione da appoggiare: questa non poteva se non essere quella dei rivoltosi “liberali”, che avrebbero ricevuto fior di denaro e di armamenti per tener testa ai gruppi dei “fanatici islamisti”, presenti con grande diffusione sul territorio siriano, che combattevano gli uni a fianco degli altri contro le forze criminali di Al Asad e di chi li aiutava, che nessun obbiettivo avevano se non quello di rendere giustizia agli oppressi applicando la tanta temuta (dall’Occidente) Sharia Islamica (Legge, Legislazione Islamica) e liberassero il paese da ogni potere che non fosse quello voluto dalla Legge di Allah l’Altissimo.

Fu così che gli USA dichiararono che Jubhatu Al-Nusrah, assieme a tutti gli altri gruppi Musulmani di Jihad armati, andasse inserita nella lista nera statunitense, giacché rappresentava il periocolo del crollo del predominio occidentale nella terra del Sham (ovviamente se cliccate sul link inserito su wikipedia leggerete che questo è un gruppo terrorista e che le azioni da loro svolte sono attentati e crudeli uccisioni… questo è normle essendo la fonte occidentale ;) ).

Sta di fatto che questo ed altri gruppi simili godono di grande popolarità all’interno e all’esterno della Siria, per il semplice fatto che combattono per la difesa dei musulmani, aiutano i bisognosi, cercano di salvare i feriti, difendono i civili inermi… naturalmente oltre a pregare, ad addestrarsi e a leggere e studiare il Qur’an Karim… :)

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A scuola ci hanno insegnato che bisogna dare dei propri nemici un’immagine paurosa tale che giustifichi la lotta contro di essi, e questo è ciò che sta effettivamente succedendo. Se un soldato stupra, uccide o distrugge è “normale” e non ne vale la pena parlarne, ma se questo “nobile essere”, partito dal suo paese per attuare un’”operazione di pace” venisse ucciso allora è normale che tutti al suo paese lo rimpiagnano e venga dipinto come un coraggioso eroe (anche se tanti soldati hanno ammesso pubblicamente che ciò che li porta a combattere sono solo i profitti economici e che non altro), mentre se uno di questi poveracci occupati prende le armi per difendere il suo onore, la sua famiglia, la sua terra, la sua fede ribellandosi alla prepotenza dell’occupante allora questo è un pericoloso mujahid, un terrorista che detesta gli occidentali e li vuole tutti morti… E chi paga a questi mujahidin il salario? Chi compra loro le armi? Essi fan tutto da sè e non combattono per privilegi terreni…

[Segue in sha'a Llah...]

Alle porte del Sham.. Oh Allah fai sì che io sia dei loro!

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

damasco391

Sin da piccola mia madre era solita narrarci dei Hadith autentici in cui il Messaggero pace e benedizione su di lui informava la sua Ummah (Comunità) degli eventi della fine dei tempi, in particolare di quali sarebbero stati i segni dell’Ora e che cosa avrebbero fatto i credenti allora. Tutti i Hadith citavano che i credenti, i seguaci del Messaggero pace e benedizione su di lui, si sarebbero riuniti nella terra del Sham (che comprende oggi i territori della Palestina, della Siria, del Libano e della Giordania), dove sarebbe sorto lo Stato Islamico… essi avrebbero poi combattutto i loro nemici e Allah avrebbe dato loro la vittoria! Allahu Akbar ua liLlahi al hamd (Allah e’ il piu’ grande e a Lui appartiene la lode!).

Ero ancora bimba, ma fra me e me pensavo e ripensavo continuamente alle parole del Messaggero pace e benedizione su di lui, e mi dicevo, pensosa: “Ma come? I credenti si riuniscono nella Terra del Sham e io sono qui in Italia???!”, e piangevo disperata: “Oh Allah fai sì che io sia dei loro!!”.

Gli anni passavano e durante l’età dell’adolescenza gli eventi legati alla Terra del Sham non mi tornavano più così spesso in mente, ma mi chiedevo sempre: che differenza c’è fra un Muslim e un Mu’min? Ogni Muslim (musulmano) è comunque Mu’min (credente)? Ma io ci credo davvero alla mia fede e a ciò che ha narrato il Messaggero pace e benedizione su di lui riguardo agli eventi del futuro? Sì, io ci credo!! O Allah fai sì che io possa essere una vera Muslimah e Mu’minah!! Amin.

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Sono una ragazza originaria della Terra del Sham, giacchè entrambi i miei genitori sono Siriani, alhamduliLlah (grazie ad Allah)… A dire il vero però, nè mio padre, nè mia madre hanno mai nutrito sentimenti nazionalisti o razzisti nei confronti di nessuno: sin da piccola notavo che essi frequentavano soprattutto i fratelli e le sorelle musulmane che avevano conosciuto al Masjid, alla Casa di Allah, e il sentimento che li legava a tali persone era un fraterno ed immenso amore per Allah l’Altissimo. Vedevo mia madre preparare il cibo e mio padre prenderlo e portarlo ai fratelli al Masjid, vedevo i miei genitori preoccupati per i massacri e il male che subivano i nostri fratelli in Palestina per mano dei sionisti criminali, li vedevo interessati alle battaglie che combattevano i cari fratelli ceceni per difendere la loro terra e la loro identità musulmana dalla prepotenza e arroganza dei russi, li vedevo tristi per i genocidi e gli stupri che subivano i nostri fratelli e le nostre sorelle nella terra della Bosnia e in Kossovo; ricordo inoltre che essi ci raccontavano di come avessero vissuto sulla loro pelle la persecuzione dei musulmani sunniti attuata dal regime criminale del dittatore Al Asad in Siria, prima che i miei genitori decidessero, come tanti altri giovani praticanti, di lasciare definitivamente il Paese.

Sì, perchè dovete sapere che nel febbraio del 1982 a Hamà ci fu uno spaventoso e crudele genocidio in cui fuorono massacrati più di 100.000 abitanti: mio padre mi disse che i cadaveri erano per le strade, e anzichè ordinarne la sepoltura, il governo criminale diede l’ordine di buttare sopra a questi poveri resti umani l’asfalto… essi pensavano che coprendo i corpi di queste povere vittime, con la complicità e il silenzio delle fonti mediatiche mondiali (che vengono usate per ritoccare gli eventi e fare credere alla gente ciò che fa più comodo al sistema di volta in volta, per salvaguardare certi  interessi materiali, che non tengono in nessun conto il valore dell’uomo in quanto creatura di Dio e nessuna importanza danno ai diritti degli oppressi e alle loro cause nel mondo) avrebbero potuto cancellare con semplicità delle vite umane e nascosto questa evidente verità: che un gruppo di poche centinaia di persone sciite -che si rifanno a una religione di cui non seguono nulla (si dicono comunque musulmani) ma possiamo dire che dicono di credere in una religione da loro arbitrariamente modificata-, appoggiati da governi esterni, stesse governando ed opprimesse un 99% di popolazione sunnita, depredando le risorse del territorio e perseguitando i credenti in ogni modo possibile ed immaginale…

Essi avevano deciso che chiunque si facesse crescere la barba da musulmano andasse messo in prigione, chiunque frequentasse il Masjid o facesse una sincera da°uah (parlasse di fede e istruisse la gente) dovesse fare la stessa fine. In questo consisteva la tanto pubblicizzata libertà della “Repubblica Democratica Siriana” approvata dai governi occidentali (che applicando la politica dei mandati di volta in volta sceglievano per ciascun paese musulmano, chi potesse governare senza dare nell’occhio –doveva quindi essere arabo o autoctono- che realizzasse per conto terzi i piani dei goveri colonizzatori e curasse i loro interessi nella zona).

Fu così che in Siria, dopo la rivolta giovanile islamica degli anni ottanta, ci fu un forte flusso migratorio verso l’estero oppure una reticenza ed accettazione delle umiliazioni inferte dal governo da parte di chi decise di rimanere comunque nel suo Paese: se volevi vivere in pace non dovevi occuparti di politica o di religione… sentivi ma dovevi far finta di non aver sentito e vedevi ma dovevi far finta di non aver visto: una sorta di omertà collettiva per… “salvarsi la pelle”.

Questo fece sì che mentre il governo era intento a cambiare i piani di studi, si occupasse di rendere obbligatoria la promiscuità fra ragazzi e ragazze nelle scuole, nelle università, nei posti di lavoro, mentre facilitasse l’immigrazione di prostitute russe nel paese e attuasse tanti altri piani di lenta lotta ai principi e alla morale pura dell’Islam la gente si perdesse nel gareggiare per la dunia (vita terrena): il tale era povero ma guarda ora che macchina guida… La tale, di famiglia umile, ha sposato tal dei tali… La famiglia tale ha costruito un nuovo palazzo e può permesttersi un arredamento tutto italiano!… Il tale Sapiente ora lavora per conto del govero e ha emanato delle fataua (responsi giuridici riguardanti diversi aspetti della vita e della fede) vergognose! E così via… La gente faceva una corsa paurosa e distruttrice verso i beni della dunia, dimenticando il Hadith del Messaggero pace e benedizione su di lui che diceva:

يوشك الأمم أن تداعى عليكم كما تداعى الأكلة إلى قصعتها . فقال قائل : ومن قلة نحن يومئذ ؟ قال : بل أنتم يومئذ كثير ، ولكنكم غثاء كغثاء السيل ، ولينزعن الله من صدور عدوكم المهابة منكم ، وليقذفن الله في قلوبكم الوهن . فقال قائل : يا رسول الله ! وما الوهن ؟ قال : حب الدنيا وكراهية الموت

الراوي: ثوبان مولى رسول الله صلى الله عليه وسلم المحدث:الألباني – المصدر: صحيح أبي داود – الصفحة أو الرقم: 4297
خلاصة حكم المحدث: صحيح
“Sta per arrivare il tempo in cui le nazioni si riuniranno su di voi come si riuniscono i commensali sul loro piatto”. Disse uno: Questo perché saremo [numericamente] pochi in quel tempo? Egli disse: “No, anzi a quel tempo sarete tanti, ma sarete schiuma, come la schiuma del torrente, e Allah toglierà dai petti dei vostri nemici il timore nei vostri confronti ed Egli metterà nei vostri cuori al-uahn (la debolezza)”. Disse uno: O Messaggero di Allah! Che cos’è al-uahn? Egli disse: “L’amore per la dunia (vita terrena) e l’odio della morte”.

…E dimenticando soprattutto che in questa vita siamo di passaggio e siamo stati creati con uno scopo, un unico e preciso scopo: la °ibadah (obbedienza e sottomossione) ad Allah l’Altissimo.

وَمَا خَلَقْتُ الْجِنَّ وَالْإِنسَ إِلَّا لِيَعْبُدُونِ

Non ho creato i Jinn e gli Uomini se non perchè Mi adorassero (vivessero in totale obbedienza a Me)

[Segue in sha'a Llah...]

Sogno ad occhi aperti ed immagino che…

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

حلم

Assalamu alaikum ua rahmatu allah ua barakatuh,

sono una ragazzina di nome Nura, ho 8 anni e tanta fantasia…

Volevo raccontarvi del mio sogno preferito…

Chiudo gli occhi ed immagino di essere una  principessa che scivola su un arcobaleno senza meta… Nel sogno sono impaurita perchè so che alla fine dell’arcobaleno ci sono delle streghe cattive.

Ma all’ improvviso arriva il Principe dei miei Sogni, si chiama Muhammad, mi libera da tutti i pericoli e chiede a mio padre se mi può sposare.  Mio padre dice di sì, e così da allora vivemmo felici e contenti.

Ovviamente ero vestita con l’Hijab e l’Abaya, ma sotto avevo vestito bellissimo e luccicante… (è proprio da matrimonio!!!) ;)

Nura

A mio marito…

BismiLlah Al Rahman Al Rahim

AlhamduliLlah ua assalatu ua assalatu ‘ala Rasuli Llah

A mio marito

E alle sorelline musulmane

Mio marito mi guarda estasiato: “Ogni sera sei più bella della sera precedente”…

Arrossisco al complimento e lui incalza: “Mi dici il segreto della tua bellezza?”.

Sorrido innamorata e rispondo: “È nei tuoi occhi, finché m’ami sarò bellissima, quando smetterai allora diverrò brutta”.

Il suo sguardo è sempre dolce, non si è spostato dal mio neanche per un attimo: “Allora sarai bellissima sempre in-shaAllah” Sorrido con gli occhi lucidi di felicità: “in-shaAllah”.

 

Corano, XXX:21 (traduzione dei significati) “Fa parte dei Suoi segni l’aver creato da voi, per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito fra voi amore e tenerezza.. Ecco davvero dei segni per coloro che riflettono”.

Amal

Tratto da Tratto dal libro “Da cuore a cuore” a cura della sorella Amal Maria Rosaria Stillante, che Allah la ricompensi.

Il mio prezioso… Hijab!

BismiLlah Al Rahman Al Rahim

alhamduliLlah ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

Assalamu ‘alaykum wa rahmatuliallah care sorelle,

Volevo raccontarvi la mia storia riguardo l’Hijab!
Innanzitutto all’età di tre anni mi trasferii dal Marocco in Italia con la mia famiglia, e all’età di dieci anni indossai per la prima volta il mio Hijab; nonostante fossi abbastanza piccola, sentivo, uscendo di casa, di aver fatto una scelta bellissima indossando questo piccolo indumento che proteggeva la mia femminilità.
Al tempo frequentavo la quinta elementare, e sentivo, appena salita sul bus che tutti gli occhi erano su di me, ma nessuno osava criticarmi per mio abbigliamento islamico.
Arrivata a scuola però le maestre mi chiesero: Come mai lo hai messo? Se i tuoi genitori ti costringono ce lo puoi dire che prendiamo seri provvedimenti… (le solite frasi che ci sentiamo dire anche a vent’anni e passa!)… Purtroppo però con queste continue pressioni finii per cedere ai ricatti delle maestre, dopo averlo portato per un mesetto o due :(
Esse infatti mi dicevano continuamente: Vediamo che ti distrai (visto che non ero abituata a tenerlo me lo sistemavo continuamente)… Magari è a causa dell’Hijab che fai fatica a sentire la lezione… Sei troppo piccola per esser sottoposta a questa tortura (!)… Parliamo noi coi tuoi genitori per farli cambiare opinione…! E tante di queste frasi, a cui una bimba di dieci anni vorrebbe rispondere, senza avere la forza sufficiente per farlo!
Infine chiamarono mio padre a scuola, gli “spiegarono” le loro ragioni (il cui unico obbiettivo era quello di convincerlo a farmelo togliere), cosa inutile visto che mio padre fin dall’inizio aveva detto che la decisione spettava unicamente a me…
Così tutte le pressioni si riversarono su di me, che purtroppo amareggiata e triste fecero in modo che cedessi alle forzature, e dal giorno seguente al colloquio smisi di portare il mio prezioso Hijab!
 Al tempo intuivo che c’era qualcosa che non andava!… Sembrava che quel piccolo Hijab piacesse solo a me e a mia madre (visto che anche lei lo portava, alhamduliLlah!), ma che non piacesse a nessun altro in Italia… Mi chiedevo: Chissà come mai ce l’hanno così tanto con il mio velo?!
Dopo la grande delusione di non esser riuscita a resistere alle pressioni delle insegnanti delle elementari volli riprovare due anni dopo, quando frequentavo già la seconda media. Quell’anno finalmente trovai il coraggio per rimetterlo e riaffrontare il mondo… questa volta più convinta che mai! All’inizio mi sentivo a disagio, ma resistetti alle difficoltà e non lo tolsi più, fino ad oggi, e ne vado fiera… AlhamduliLlah!
All’inizio conoscevo la mia religione (l’Islam) solo tramite la mia famiglia, ma dall’età di tredici/quattordici anni cominciai a frequentare la scuola di arabo tutte le domeniche, iniziai a fare le mie ricerche tramite internet e fu così che trovai preziosi siti islamici, video, forum ecc… che mi aiutarono ad approfondire la conoscenza relativa alla fede. SubhanaLlah più conosco l’Islam e più mi piace ..alhamduliallah ‘ala ni’mata l’islam (alhamduliLlah, ringrazio Allah per il dono dell’Islam!).
Essendo musulmana di nascita ma cresciuta in Italia non riuscivo a vedere il vero valore dell’Islam, questo sicuramente per la brutta propaganda che ne fanno i mass media in questo paese!.. Queste cattive informazioni han fatto sì che la gente comune avesse un cattivo pregiudizio sui musulmani, visto soprattutto che essi non conoscono il vero Islam e non lo hanno mai visto praticato interamente, come sistema di vita che abbraccia tutti gli aspetti del quotidiano.
Volevo dire inoltre che ad oggi non sono ancora riuscita a mettere l’Hijab come desiderei fare (vestendo in maniera più coprente, indossando le gonne, la abaya e il Khimar -il velo che scende coprendo le spalle e il petto-) per il fatto che a lavoro uso i pantaloni e non so se riuscirei a stare con la gonna, ma faccio del mio meglio per uscire coperta e rispettosa della mia amata fede!.. AstaghfiruLlah, chiedo perdono ad Allah, se faccio talvolta qualche errore.
Sento che l’Hijab mi valorizza come persona e mi fa uscire dalla logica della donna-marionetta della società che ci vuole tutte perfette, truccate e pronte a sedurre il passante di turno! Quando esco di casa sono felice di compiacere Allah ‘azza wa jalla -Gloria a Lui l’Altissimo!- e non lo sguardo degli uomini e inizio così a sentirmi soddisfatta e felice. Talvolta è dura, lo ammetto, ma ne vale la pena. <3
In sha Llah vorrei tornare in Marocco quest’estate… definitivamente. Ho in mente molti progetti, come ad esempio quello di indossare correttamente l’Hijab al 100%, quello di studiare arabo e tajweeed del Qur’an (le regole per la corretta lettura)… Allahumma yassir kulla umurina, oh Allah facilitaci in tutte le nostre faccende!
uhibbukum fi allah
ukhtukum Rachida

Sognando l’Hijab!!

BismiLlah Al Rahman Al Rahim

alhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

Voglio essere come loro!!

il Hijab… Ho da sempre amato questo affascinante accessorio dell’abbigliamento della donna musulmana: il Hijab. Sin da quando ero bambina guardavo mia madre uscire sempre coperta con un ampio giaccone lungo fin sotto le ginocchia e con questo Hijab che svettava come una bandiera sulla sua testa: era la donna più forte e coraggiosa che avessi mai visto! E’ così che presa dai miei sogni ad occhi aperti cominciavo ad immaginare di esser diventata una bella ragazza coi capelli lunghi lunghi che in qualche modo doveva nasconderli alla vista delle persone “appiccicaticcie” :) dunque talvolta immaginavo di portare un cappello sotto cui facevo stare tutti i cappelli, altre volte pensavo a qualche strana acconciatura che me li tenesse nascosti e cosi’ via… e’ bellissimo essere delle preziose e irraggiungibili principesse!! :)
Cosi’ crebbi piano piano guardando quella che era per me la donna piu’ bella di questo mondo: mia madre… ella mi lasciava pettinare i suoi capelli, me li faceva sistemare e talvolta anche… tagliare! (si vede che mi voleva incoraggiare a diventare una brava parrucchiera!
Quando mi avvicinai all’eta’ della puberta’ cominciai a riceve alcune “lusinghe” (per me non erano affatto tali!): Ma che bella bambina!… Lo sai che fai bene  a non mettere il velo come tua mamma? Hai dei bellissimi capelli!
Queste frasi invece di sortire l’effetto desiderato dagli ammiratori producevano in me l’effetto contrario… cosi’ li guardavo di traverso e fra me e me dicevo: Non avete affatto indovinato! Io il mio Hijab lo portero’ eccome! In sha’a Llah!… e cosi’ dall’eta’ dei nove anni iniziai a chiedere a mia madre il permesso di portare come lei il copricapo islamico.
All’eta’ di undici anni ebbi il tanto agognato permesso, e così fiera del mio bellissimo Hijab entrai in prima media! I miei compagni si chiedevano cosa avessi in testa, allora il professore disse loro di non disturbarmi perchè erano i miei genitori a volere che portassi il velo!! Invece io dissi loro che questa era la mia scelta e che non potevo far vedere  miei capelli a nessuno! :) Un bambino insolente disse che sicuramente io dovevo essre calva, ma che per nasconderlo portavo l’Hijab!! Allora una delle mie compagne che aveva visto un po’ di capelli disse: E invece i capelli ce li ha, eccome! E sono sicuramente più belli dei tuoi!!
Così fu che portai il mio amato Hijab dalla prima media… ma crescendo sentivo che cresceva in me la necessità di essere ancora più coperta e così dai pantloni iniziai a portare le gonne e anzichè le giacche corte cominciavo a preferire quelle lunghe… un questione di pudore innato mi diceva che questa era la scelta giusta!
Quando all’età di diciassette anni mi recai per la prima volta in Arabia Saudita ebbi la possibilità di indossare il Burqa che si lega sopra all’Hijab nascondendo gli occhi, sotto al quale portavo la Abaya che mio zio si era fatto premura di regalarmi. Era una sensazione bellissima quella di avere il volto coperto! Mi sentivo molto più libera di parlare senza poter esser guardata per la mia fattezza fisica, inoltre questa copertura faceva sì che mi sentissi molto più protetta e custodita! Allahu Akbar!
Ovviamente mi innamorai di questo nuovo modo di portare l’Hijab, ma mio padre mi chiese di toglierlo una volta tornati in Italia… Cos’avrebbe detto la gente vedendomi così? E i professori? E i compagni?… Purtroppo fu il pensiero di dover affrontare la gente a farmi desistere dal tenere il mio nuovo abbigliamento (sicuramente più raccomandabile dal punto di vista islamico rispetto a quello che portavo in precedenza)! Ma i sogni non si possono spegnere con così tanta facilità, alhamduliLlah!…
E’ così che arrivò il giorno in cui, dopo aver terminato i miei studi ed ottenuto la mia laurea in Culture e Tecniche del Costume e della Moda, feci un bellissimo viaggo nello Yemen ed lì incontrai delle mie coetanee col Niqab e l’Isdal (l’Isdal è la copertura che parte sin dalla testa e cade morbida sulle spalle nascondendo anche la forma di queste ultime) e mi chiedvo curiosamente come fosse fatto l’abito portato da loro!
Sì, perchè avevo tentato invano di produrre un Isdal mio (mi annodavo in testa un secondo Hijab cercando di farlo cadere in maniera morbida ma non sortiva lo stesso effetto subhanaLlah, tanto che mio padre mi disse che sembrava avessi una tenda legata sulla testa!! :)
Così quando incontrai queste nuove amiche chiesi con franchezza: scusate, mi potete insegnare a portare il Niqab come voi? (lo mettevano che era bellissimo: la parte che copriva gli occhi era leggermente inamidata e staccata dagli occhi in maniera che esse vedessero mentre non potessero esser viste, e la seconda parte si poteva comodamente abbassare in caso di necessità per mostrare il volto)!
Fu così che dopo che ebbi comprato il Niqab dello stesso modello esse iniziarono con tanta pazienza ad aiutarmi a portarlo (si perchè talvota lo mettevo storto, talvolta mi cadeva, altre volte scivolava.. sembrava che il mio fosse l’unico Niqab così ribelle!! :) )
Decisi che per non toglierlo non sarei più tornata in Italia… me ne sarei potuta tranquillamente stare nello Yemen o in Arabia Saudita o in qualsiasi paese islamico in cui si era decisamente più liberi di indossare quello che si voleva rispetto all’Europa (che vende tanto fumo ma niente arrosto! Basta vedere di cosa partiscono le nostre sorelle in Francia, Belgio, Danimarca.. e anche Italia, Spagna e Germania dove spesso fan fatica a trovare un lavoro adeguato per via del loro abbigliamento!).
Ma dovetti ben presto modificare i miei piani… ecco la telefonata di mia madre: Bushra il tuo permesso di soggiorno sta per scadere, devi assolutamente tornare in Italia!!. Così pensai al mio amato nuovo Hijab e iniziai a riflettere a proposito dei tanto sbandierati diritti dell’uomo e della cruda realtà che ci attendeva come Musulmani in Europa… ma poi ricordai la cara Aysha, la coraggiosa Hanady e la forte Khadija… tutte mie care sorelle italiane che nonostante le difficoltà avevano portato e tenuto prima di me il Niqab in Italia!
Già… la nostra religione ci insegna a non temere se non Allah unico, e a mostrare timore ed obbedienza unicamente a Lui! Se Allah mi ha concesso di portare qulalcosa per Lui ebbene mi aiuterà ad esprimermi a riguardo e a far capire (a chi cerca di capire) la mia scelta! Così decisi di non mollare e di tornare vestita nel modo da me amato, col vestito che dunque rispecchiava i miei principi e il mio tanto amato credo!
Ual-hamdu-liLlahi Rabbi-l-àalamin! La lode appartiene ad Allah il Signore dei mondi!

La Storia dell’incredibile viaggio di ritorno dall’Arabia

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

La sera della partenza giunse una furtiva chiamata di papà: “Prepara le valigie, ho fatto il biglietto, domani alle sei prendiamo l’aereo per l’Italia!”. Rimasi sbalordita perché proprio qualche giorno fa avevamo disdetto un viaggio e rinunciato alla partenza… Ma il destino nessuno lo conosce, eccetto Colui che lo ha primordialmente scritto…

Ed eccoci nuovamente all’aeroporto di Jeddah; gli impiegati al solito erano gentilissimi e disponibilissimi ed infatti ci ritrovammo in un batter d’occhio pronti ad aspettare l’imbarco sull’aereo.

Papà era al solito super elegante e non si trattenne dal fare la sua battutina: “Chissà cosa pensa la gente quando vede un uomo elegante e moderno come me camminare accanto ad una terrorista come te (alludendo al mio Niqab)…” :)

Il viaggio andò benissimo e passammo le cinque ore di volo in pace e tranquillità… sull’aereo della Saudi Arabian Airlines c’era cibo halal, inservienti gentili, e tanti piccoli doni dei quali ringraziare Allah l’Altissimo: l’invocazione per il viaggio fatta ad alta voce dal pilota, il sentire ancora parlare in lingua araba e il vedere tanta gente di diverse nazionalità riunita sotto la bandiera dell’Islam. Allahu Akbar ua liLlahi al-hamd!

Giunti all’aeroporto di Roma aspettammo un po’ sull’aereo, poi quelli dell’assistenza portarono la sedia a rotelle e ci aiutarono a scendere… mi sentivo tranquilla come non mai perché ero convinta che se Allah aveva decretato questo viaggio sicuramente vi era del bene per noi.

Mio padre era in vena di chiacchiere e appena ci trovammo fuori dall’aereo disse agli accompagnatori: “Ma voi ci credete che una bolognese, dottore, abbia deciso di vestirsi così? Sembra una cosa incredibile! Secondo lei è normale?”. La signora lo guardò e disse: “Possiamo dire che si veste in maniera diversa dalla nostra!”. Sorrisi fra me e me e ringraziai Allah l’Altissimo per averci donato un vestiario tutto nostro, che marca e contraddistingue la nostra identità ed incarna i nostri principi. “Mi scusi ma come mai ha deciso di indossare il Niqab?” mi chiese poi la signora dell’assistenza. “Per me -le dissi- è stato un percorso graduale.. all’inizio portavo il comune Hijab, ma dopo aver approfondito la conoscenza della fede ed aver studiato la vita del Messaggero pace e benedizione su di lui e delle sue onorevoli mogli, ho iniziato ad amarle e a voler essere come loro”. La mia risposta l’aveva lasciata pensosa e così dopo un po’ ci salutò per tornare al suo lavoro.

… Più ci pensavo e più mi convincevo che questo viaggio improvviso era stato un po’ azzardato perché ci ricordammo di non aver avvertito l’azienda ferroviaria del nostro arrivo ed eravamo quindi rimasti senza assistenza; camminando sembravamo una carovana: papà spingeva il carrello dei bagagli e io la sua sedia a rotelle. :)

Non so bene come riuscimmo a salire sul treno e a caricare tutti i bagagli, la cosa sicura è che Allah ci aveva assistito e facilitato, a Lui la lode e il ringraziamento! Ma durante il viaggio continuavo ad invocare Allah l’Altissimo e a chiedere il suo aiuto perché ci aspettava un lungo tragitto e da soli non ce l’avremmo mai potuta fare.

Arrivati alla stazione centrale di Roma Termini sbucarono improvvisamente degli addetti all’assistenza disabili che aiutarono papà a scendere e a prendere i bagagli!! AlhamduliLlah, alhamduliLlah, alhamduliLlah! Allah aveva accolto le nostre preghiere e qualcuno aveva chiamato per avvertire del nostro arrivo!

Fu così che ci riposammo nella sala d’attesa e quando fu il momento di riprendere il secondo treno ci riaccompagnarono e ci aiutarono a caricare i bagagli… ed eccoci nuovamente in viaggio! Allahu Akbar!

Vicino a papà ora sedeva una simpatica vecchietta con cui mio padre trovò parecchio da discorrere: “Lei di dov’è? Dove sta andando? Che mestiere faceva? Ha famiglia?”… Parlarono del più e del meno, la cosa strana è che questa signora non sembrava affatto infastidita o suggestionata dal mio Niqab e continuava a dire a papà: “Guardi che sua figlia è una donna in gamba!” e mi guardava sorridendo. La sua affermazione arrivava inaspettata giacché mio padre si era un poco arrabbiato per il fatto che ci avevano poc’anzi fermati dei poliziotti per verificare la nostra identità e mi aveva allora detto: “Figlia mia da quando sono in Italia mai nessuno mi ha fermato, indubbiamente sei te la causa di questo controllo! Meno male che non ci han fatto la multa!”… “Papà ma che multa vuoi che ci facciano? È un diritto quello di potersi liberamente vestire secondo i dettami della propria religione!”.

Fu così che iniziai a discorrere con la gentile signora e a parlare della religione e dei valori, infine ella mi disse: “Il fatto che nell’Islam venga adorato un unico Dio onnipotente, senza associare a Lui patroni, santi e martiri è una cosa molto importante ed è un principio chiaramente puro; sì, sicuramente le nostre fedi hanno molto in comune e bisogna studiare ed approfondire la conoscenza di questa religione che troppo spesso viene accusata ingiustamente ed infangata dai media in vena di grandi notizie!”.

SubhanaLlah, ero davvero stupita come Allah l’Altissimo preserva la fitra (la natura innata, la religione pura) in certe persone senza che il sudiciume dell’idolatria e dell’ipocrisia inondi il loro cuore! Questa era una delle persone che miracolosamente Allah mi aveva fatto il dono di far conoscere!… e nonostante ella fosse in carrozzina e portatrice di handicap, era in verità più normale di tantissime persone che camminano su due gambe ma che dentro la testa hanno poco di cui vantarsi…! SubhanaLlah!

Infine ci fu un altro fatto del nostro viaggio che mi colpì e del quale ci tengo a parlare… SubhanaLlah mentre eravamo intenti a parlare, a un certo punto comparve il cameriere del servizio bar chiedendo se volessimo qualcosa da bere. Papà chiese subito un caffè, per cui mi apprestai a prendere i soldi per pagare, ma egli ci informò che il servizio era gratuito. A quel punto anche la signora e la sua accompagnatrice ordinarono qualcosa e quando fu il mio turno dissi: “La ringrazio, non prendo nulla, sono a digiuno”. Egli chiese: “Ma che digiuno è? Ramadan?”. E io: “No si tratta dei giorni del pellegrinaggio, che è meritorio digiunare”. Allora egli gentilmente mi pose una salviettina profumata poi e mi disse: “Allora mi dirai se questa scritta è fatta bene o no!” e si sollevò la manica della maglia scoprendo una scritta grande: لا إلاه إلا الله محمد رسول الله، الله أكبر! (la ilaha illa Llah, Muhammad Rasulu Llah, Allahu Akbar!). Guardai la scritta ipnotizzata: “Sì, è scritta bene!”. Poi egli disse: “L’ho fatto in Tunisia… anche se so che non si potrebbe fare…” e mi padre: “In che senso non si potrebbe…?”. Ma io avevo capito benissimo cosa intendeva dire, egli intendeva dire che nell’Islam non va bene fare i tatuaggi… dunque anche lui era musulmano!!

SubhanaLlah, come Egli guida le sue creature e fa trovare la Sua Luce a colui che Lo cerca! Allahu Akbar ua liLlahi al-hamd (Allah è il più grande e a Lui appartiene la lode)! Ti ringrazio Allah per come mi hai guidato, facilitato e fatta musulmana. Ti chiedo di darci la forza per essere testimoni della verità, sempre, quando e come Tu desideri che siamo, amin, amin, amin! Ual hamdu liLlahi rabbi-l-alamin (e la lode appartiene ad Allah, il Signore dei Mondi)!

Non c’è Dio oltre ad Allah!…

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

Chiudo gli occhi, e cerco nella mia mente il primo lontanissimo ricordo…
Nella mia testa scorrono lente le immagini del passato, prima vivide, cosa ho fatto ieri, e l’altro ieri; mentalmente inizio a riavvolgerle veloci indietro, indietro, sempre più indietro…
Piccole fitte al cuore quando il film nella mia testa rimanda momenti dolorosamente vissuti.
Chissà perché se pensiamo al nostro passato i giorni in cui abbiamo pianto e sofferto riaffiorano per primi?
Mi fermo, e piango, oggi come allora, con quel dolore, con quello stesso strazio con cui ho vissuto gli istanti che ora nella mia memoria rivivono.
Sento il calore del sole, vedo la luce stagliarsi bellissima nella stanza filtrata dalle tende, sono sul letto dei miei genitori, accanto a mio padre, e mio padre è una farfalla con le ali di piombo che sbatte debolmente le ali senza riuscire a librarsi nel cielo.
Stringo a me mio padre, non ricordo di essergli stata più così vicina da tanto tempo, e oggi me ne rammarico.
E ora lo stringo a me, ho paura che mi lasci, lo so che sta per lasciarci, lo stringo istintivamente più forte, ingenuamente più forte, come se questo abbraccio potesse trasferire la mia vita a lui, come se tenendolo saldamente attaccato a me io avessi il potere di tenerlo attaccato alla vita. Ma non è vero niente, e Papà sta morendo.
Chiudo gli occhi, non oggi, ma quell’oggi già vissuto, già ancorato ai ricordi, quell’oggi in cui la vita di mio padre si spegneva lentamente, inesorabilmente.
Non si può piangere, Mamma l’ha proibito, l’ultima cosa che Papà le ha detto è stata: ”Non farmi andare via”; non si può piangere, Mamma l’ha proibito perché Papà sta morendo e non è pronto a morire.
Ricaccio indietro le lacrime, le sento scendere con un nodo nella mia gola e inizio a pregare “oh, Dio” e mi fermo, presa dal dubbio, mi chiedo come devo pregare, chi devo invocare, sto studiando la religione islamica, sto leggendo il Corano da un po’ di tempo e dentro di me sono combattuta…
Prendo il Rosario da sopra il comodino, il mio Rosario, Mamma l’ha messo lì per me; da qualche tempo non me lo sente più recitare, ma crede che adesso ne sentirò il desiderio.
Faccio scorrere tra le dita le perle che lo compongono, mi ritrovo nel palmo della mano il crocifisso, “Dio non ha figli” e lo ripongo, ma la paura di aver offeso Dio mi coglie.
Accarezzo con lo sguardo il crocifisso “Gesù è il figlio di Dio, morto per noi sulla croce”.
Papà ha un arresto cardiaco, inizio a praticare massaggio cardiaco, la voce mi esce dolce, calma: “chiama le altre” dico a mia sorella.
La vita di mio padre è tra le mie mani, quando smetterò di dare ritmo al suo cuore Papà, non avrà la forza di farlo da sé.
Inizio a pregare” Dio abbia pietà di mio Padre, abbi pietà di lui, abbi pietà di noi, accogli mio padre e perdonalo per non aver riconosciuto i tuoi segni, perdonalo e accoglilo in paradiso nel Giorno del Giudizio”
Accosto la mia bocca al suo orecchio e sussurro “Ashadu alla ila ilLah Allah, wa Ashadunu anna Muhammadun rasul Allah”, lo ripeto ancora e ancora…

Siamo tutte attorno a mio Papà, continuo a massaggiare il cuore di mio padre, lui mi guarda, non dice nulla, ma quello sguardo mi chiede di smettere…
Papà sospira, adesso si può piangere.

Tratto dal libro “Da cuore a cuore” a cura della sorella Amal Maria Rosaria Stillante

Il mio caro papà…

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

Il mio caro papà.. l’ho visto serio, scherzoso, sano e malato.. severo, gentile, tenero e sensibile… papà.

Quando ero bambina lo vedevo al mattino quando certe volte ci accompagnava a scuola, a me e alle mie sorelle, e la sera, quando tornava stanco dal lavoro. Gli anni son passati in fretta e con essi l’infanzia e l’adolescenza… Ma un ricordo in particolare mi è rimasto molto impresso nella mente. Ero nella camera da letto dei miei genitori e massaggiavo i piedi di mio padre quando egli mi disse: “Sai cosa devi fare se dovessi diventare vecchio un giorno?”

“Cosa papà?”

“Devi portarmi nella casa di cura per gli anziani!”.  Rimasi in silenzio, triste…

Gli anni passavano ma mio padre non invecchiava.. un cuore scattante e tanta voglia di vivere e di lavorare facevano di lui un uomo arzillo e vivace anche oltre i cinquanta.. oltre i sessanta.. poi improvvisamente arrivò la vecchiaia! I capelli grigio scuro si fecero via via più chiari, il corpo cominciò a dare segni di stanchezza e gli occhi e le orecchie improvvisamente si indebolirono…

“Ora cosa vuoi da me?” mi dice…

“Voglio starti vicino, per recuperare tutti quei momenti che non abbiamo passato assieme”…

Sorrido quando non sente qualcosa, e per rincuorarlo gli dico: “Guarda papà che anch’io non sento certe volte quando mi chiami!”. Sono contenta, perché è un immenso dono di Allah l’Altissimo quello di avere i propri genitori ancora vivi e poter godere del loro affetto e della loro vicinanza… e imparare tanto da loro tante piccole cose, subhanaLlah.

Ricordo con timore e speranza l’Hadith del nostro amato Messaggero, pace e benedizione su di lui, quando disse (traduzione dei significati):

È giunto a me Jibrīl e mi ha detto: O Muhammad! Chi giunge a [vivere] Ramadān e non [ottiene che] gli vengano perdonati i peccati, possa egli essere allontanato da Allah! Allora dissi: Āmīn. Egli disse: E chi giunge a [poter assistere] entrambi i genitori o uno di essi e [si è meritato di] entrare nel Fuoco, possa egli essere allontanato da Allah! Allora dissi: Āmīn. Disse [Jibrīl]: E chi è presente mentre vieni menzionato e non dice la preghiera di saluto su di te, possa egli essere allontanto da Allah. Allora dissi: Āmīn.

[Sahīh li-ghaīrihi - Sahīh Al-Targhīb: 996]

Oh Allah usa misericordia verso i nostri genitori, guidali sulla retta via, perdona i loro peccati, dona loro una lieta morte con la fede nel cuore, falli morire da puri monoteisti musulmani, dacci la tua misericordia quando sono in vita e dopo la loro assenza, aiutaci nel dare loro l’affetto e l’amore che ci hanno donato da piccoli, amin!

Ecco i tempi in cui e’ raccomandato avere sabr…

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

 

Mi chiamo Maria Rosaria Stillante sono italiana, figlia di italiani, ho abbracciato l’Islam nel 2008, vivo a Barletta. Ogni sera rientrando a casa mi trovo a cozzare con il vile razzismo di molti ragazzini, ragazzi ed adulti che sostano nella piazza sottostante la mia abitazione.
Per ben tre volte hanno tentato di strapparmi il velo dalla testa, sempre ignoti gli autori del gesto compiuto a bordo dei loro motoscooter che scappavano via velocemente.
Mi è capitato in passato che bimbi terrorizzati venissero tremanti: “Signora, signora, ho mangiato tutto”; quando ho chiesto perchè mi informavano di questo mi è stato risposto: “Ha detto mamma/nonna/zia che se non mangio tutto mi porti via”.
Ho chiesto spiegazioni in merito alle adulte e mi è stato risposto placidamente: “Perchè così per lo spavento avrebbero mangiato”
Mi sono allontanata con le lacrime agli occhi per la delusione e la frustrazione, ma che altro avrei potuto fare?
Camminando per strada vengo offesa, ingiuriata, additata e l’eco delle risate di scherno è l’ultima cosa che mi giunge all’orecchio e al cuore in modo doloroso.

Sono italiana, figlia di italiani, ho abbracciato l’Islam nel 2008, vivo a Barletta e indosso il velo.
Sono stata male e mi sono recata al locale Pronto Soccorso ed al grande, giusto e doveroso rispetto dei medici ha fatto da contrappeso il maltrattamento di un Oss, che mi ha più volte strattonata e che alle mie lamentele per l’acuirsi del dolore dovuto agli sbanadamenti della barella ha risposto sempre strattonandomi: ” STARE ZITTA TU, ASPETTARE, NON LAMENTARE, ZITTA, ADESSO DOTTORE DIRE SE TU POTERE ANDARE”.
Mia mamma, non musulmana, non velata presente alla scena ha ripreso l’uomo chiedendo di far piano e di non usare quei modi. Questi ha risposto portandosi un dito alle labbra: “Zitta ma che te ne frega, è straniera!”.

Mia mamma allora ha urlato che straniera o meno avevo diritto al rispetto e che ero sua figlia e non avrebbe tollerato tale comportamento; nella concitazione di mia madre non deve aver colto la frase “è mia figlia” e stizzito ha risposto: “Mo pure l’interprete ci vuole a ‘sti stranieri, non sono umani come noi!” e mi ha colpito ad una gamba.
Sono accorsi i medici del reparto di radiologia presso cui ci trovavamo e l’Oss si è allontanato ancora urlante.

Sono italiana, figlia di italiani, ho abbracciato l’Islam e indosso il velo, per questo non merito rispetto?
L’altra sera attraversando la strada alle mie spalle è giunta un’auto e dall’abitacolo la voce dell’autista che ridendo ha urlato in dialetto locale: “Marocchina al paese tuo!” e mi ha sputato addosso cogliendomi ad un braccio e ha continuato la sua strada.
Ho pianto di umiliazione e di rabbia, e tremante sono corsa a casa, se mi avesse solo insultata, ma mi ha sputato addosso, e quel gesto bruciava sulla pelle arrivandomi all’animo, sento sulla pelle la vergogna di vivere tra gente che giudica in base alla nazionalità delle persone.

Ieri sera rientrando a casa tre ragazzini in bicicletta mi si sono fatti alle spalle urlando: “BOUM musulmana!” e sono corsi via ridendo, popolo barlettano, ma cosa insegni ai tuoi figli? Quali valori trasmetti?
Continuo verso casa, tre ragazzine ridono perchè un ragazzino sta citofonando con insistenza a mia madre; questo avviene ogni sera, fino a tardi, aumento il passo con l’intento di coglierli sul fatto e di urlar loro di smetterla e di andar via, ma a terra è bagnato, scivolo prima sulle ragazze che si spostano e poi ancora urlando sul ragazzo che finisce all’indietro per lo spavento con la testa nella vetrata alle sue spalle, che si rompe, sui vetri non c’è sangue, il ragazzo fugge.
Pochi istanti e attorno a me si forma una piccola folla destinata a crescere, urlano che l’ho spinto; sempre più gente accorre e urla “musulmana assassina” tra loro anche molti adulti, mi raggiungono mia madre e mia sorella, sono costretta a salire, ma aumentano, e corrono su anche loro.
Le urla aumentano “vattene al tuo paese!”, “assassina musulmana”, l’assembramento conta oltre duecento persone, qualcuno del palazzo apre il citofono e raggiungono la porta di casa, siamo costretti ad aprire al fine di evitare che sfondino la porta. Tra loro c’è quello che si presenta come il fratello maggiore del ragazzino “aggredito” dice che suo padre ci farà andar via da qui, che se ne incaricherà lui ora, e rivolto a me: “tu, attenta!”.
Chiamiamo ripetutamente i Carabinieri, ma nessuno risponde, scopriremo poi che il centralino era fuori uso, mia sorella era corsa alla caserma in cerca di aiuto, ci era stato risposto che a quell’ora, la nostra zona era di competenza della Polizia. Chiamare la Polizia non ci sembrava logico, poichè ogni volta che li avevamo chiamati perchè ci lanciavano cose dentro alle finestre o non erano intervenuti, o lo avevano fatto a distanza di ore, e quindi quando questi si erano già allontanati indisturbati; non vennero nemmeno la notte in cui chiamammo perchè mia mamma che dormiva nel suo letto era stata raggiunta ad una gamba da una bottiglia di vetro proveniente dalla piazza, alle 02.00 di notte.
I Carabinieri hanno chiamato quindi la Polizia, dopo oltre mezz’ora sono giunte due donne dei Vigili Urbani, con un uomo, a cui parlavano con molta deferenza, tant’è che abbiamo pensato si trattasse del Comandante dei Vigili, era in realtà il “padre della vittima”.
Hanno preso i dati miei e di mia madre, dicendo che molti testimoni (la folla urlante) diceva di avermi vista aggredire il ragazzo; non riuscivano a contenere la folla che urlava nè hanno chiamato per ricevere soccorso mentre tutti gridavano “arrestatela”, “musulmani terroristi”, ” te la faremo pagare”, molti hanno fatto delle foto con i cellulari, quando abbiamo chiesto se li avrebbero dispersi ci hanno risposto: “non possiamo fare nulla”
Nella notte fino a tardi qualcuno è rimasto ad urlare, e stamane alle 11.00 circa hanno ripreso a citofonare con insistenza e quando mia mamma è uscita sul balcone a ritirare la biancheria dei ragazzini le hanno urlato: “mamma della musulmana facci un xxxx!”
Abbiamo trovato sul balcone anche una pietra, poco male, avevamo chiuso tutte le tapparelle ed gli infissi interni.
Sono italiana, figlia di italiani, ho abbracciato l’Islam, e indosso il velo ma il velo che indosso fa di me una straniera nella mia terra, bersaglio scaccia noia di questa città, grazie Barletta.