Il mio prezioso… Hijab!

BismiLlah Al Rahman Al Rahim

alhamduliLlah ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

Assalamu ‘alaykum wa rahmatuliallah care sorelle,

Volevo raccontarvi la mia storia riguardo l’Hijab!
Innanzitutto all’età di tre anni mi trasferii dal Marocco in Italia con la mia famiglia, e all’età di dieci anni indossai per la prima volta il mio Hijab; nonostante fossi abbastanza piccola, sentivo, uscendo di casa, di aver fatto una scelta bellissima indossando questo piccolo indumento che proteggeva la mia femminilità.
Al tempo frequentavo la quinta elementare, e sentivo, appena salita sul bus che tutti gli occhi erano su di me, ma nessuno osava criticarmi per mio abbigliamento islamico.
Arrivata a scuola però le maestre mi chiesero: Come mai lo hai messo? Se i tuoi genitori ti costringono ce lo puoi dire che prendiamo seri provvedimenti… (le solite frasi che ci sentiamo dire anche a vent’anni e passa!)… Purtroppo però con queste continue pressioni finii per cedere ai ricatti delle maestre, dopo averlo portato per un mesetto o due :(
Esse infatti mi dicevano continuamente: Vediamo che ti distrai (visto che non ero abituata a tenerlo me lo sistemavo continuamente)… Magari è a causa dell’Hijab che fai fatica a sentire la lezione… Sei troppo piccola per esser sottoposta a questa tortura (!)… Parliamo noi coi tuoi genitori per farli cambiare opinione…! E tante di queste frasi, a cui una bimba di dieci anni vorrebbe rispondere, senza avere la forza sufficiente per farlo!
Infine chiamarono mio padre a scuola, gli “spiegarono” le loro ragioni (il cui unico obbiettivo era quello di convincerlo a farmelo togliere), cosa inutile visto che mio padre fin dall’inizio aveva detto che la decisione spettava unicamente a me…
Così tutte le pressioni si riversarono su di me, che purtroppo amareggiata e triste fecero in modo che cedessi alle forzature, e dal giorno seguente al colloquio smisi di portare il mio prezioso Hijab!
 Al tempo intuivo che c’era qualcosa che non andava!… Sembrava che quel piccolo Hijab piacesse solo a me e a mia madre (visto che anche lei lo portava, alhamduliLlah!), ma che non piacesse a nessun altro in Italia… Mi chiedevo: Chissà come mai ce l’hanno così tanto con il mio velo?!
Dopo la grande delusione di non esser riuscita a resistere alle pressioni delle insegnanti delle elementari volli riprovare due anni dopo, quando frequentavo già la seconda media. Quell’anno finalmente trovai il coraggio per rimetterlo e riaffrontare il mondo… questa volta più convinta che mai! All’inizio mi sentivo a disagio, ma resistetti alle difficoltà e non lo tolsi più, fino ad oggi, e ne vado fiera… AlhamduliLlah!
All’inizio conoscevo la mia religione (l’Islam) solo tramite la mia famiglia, ma dall’età di tredici/quattordici anni cominciai a frequentare la scuola di arabo tutte le domeniche, iniziai a fare le mie ricerche tramite internet e fu così che trovai preziosi siti islamici, video, forum ecc… che mi aiutarono ad approfondire la conoscenza relativa alla fede. SubhanaLlah più conosco l’Islam e più mi piace ..alhamduliallah ‘ala ni’mata l’islam (alhamduliLlah, ringrazio Allah per il dono dell’Islam!).
Essendo musulmana di nascita ma cresciuta in Italia non riuscivo a vedere il vero valore dell’Islam, questo sicuramente per la brutta propaganda che ne fanno i mass media in questo paese!.. Queste cattive informazioni han fatto sì che la gente comune avesse un cattivo pregiudizio sui musulmani, visto soprattutto che essi non conoscono il vero Islam e non lo hanno mai visto praticato interamente, come sistema di vita che abbraccia tutti gli aspetti del quotidiano.
Volevo dire inoltre che ad oggi non sono ancora riuscita a mettere l’Hijab come desiderei fare (vestendo in maniera più coprente, indossando le gonne, la abaya e il Khimar -il velo che scende coprendo le spalle e il petto-) per il fatto che a lavoro uso i pantaloni e non so se riuscirei a stare con la gonna, ma faccio del mio meglio per uscire coperta e rispettosa della mia amata fede!.. AstaghfiruLlah, chiedo perdono ad Allah, se faccio talvolta qualche errore.
Sento che l’Hijab mi valorizza come persona e mi fa uscire dalla logica della donna-marionetta della società che ci vuole tutte perfette, truccate e pronte a sedurre il passante di turno! Quando esco di casa sono felice di compiacere Allah ‘azza wa jalla -Gloria a Lui l’Altissimo!- e non lo sguardo degli uomini e inizio così a sentirmi soddisfatta e felice. Talvolta è dura, lo ammetto, ma ne vale la pena. <3
In sha Llah vorrei tornare in Marocco quest’estate… definitivamente. Ho in mente molti progetti, come ad esempio quello di indossare correttamente l’Hijab al 100%, quello di studiare arabo e tajweeed del Qur’an (le regole per la corretta lettura)… Allahumma yassir kulla umurina, oh Allah facilitaci in tutte le nostre faccende!
uhibbukum fi allah
ukhtukum Rachida

Non c’è Dio oltre ad Allah!…

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

Chiudo gli occhi, e cerco nella mia mente il primo lontanissimo ricordo…
Nella mia testa scorrono lente le immagini del passato, prima vivide, cosa ho fatto ieri, e l’altro ieri; mentalmente inizio a riavvolgerle veloci indietro, indietro, sempre più indietro…
Piccole fitte al cuore quando il film nella mia testa rimanda momenti dolorosamente vissuti.
Chissà perché se pensiamo al nostro passato i giorni in cui abbiamo pianto e sofferto riaffiorano per primi?
Mi fermo, e piango, oggi come allora, con quel dolore, con quello stesso strazio con cui ho vissuto gli istanti che ora nella mia memoria rivivono.
Sento il calore del sole, vedo la luce stagliarsi bellissima nella stanza filtrata dalle tende, sono sul letto dei miei genitori, accanto a mio padre, e mio padre è una farfalla con le ali di piombo che sbatte debolmente le ali senza riuscire a librarsi nel cielo.
Stringo a me mio padre, non ricordo di essergli stata più così vicina da tanto tempo, e oggi me ne rammarico.
E ora lo stringo a me, ho paura che mi lasci, lo so che sta per lasciarci, lo stringo istintivamente più forte, ingenuamente più forte, come se questo abbraccio potesse trasferire la mia vita a lui, come se tenendolo saldamente attaccato a me io avessi il potere di tenerlo attaccato alla vita. Ma non è vero niente, e Papà sta morendo.
Chiudo gli occhi, non oggi, ma quell’oggi già vissuto, già ancorato ai ricordi, quell’oggi in cui la vita di mio padre si spegneva lentamente, inesorabilmente.
Non si può piangere, Mamma l’ha proibito, l’ultima cosa che Papà le ha detto è stata: ”Non farmi andare via”; non si può piangere, Mamma l’ha proibito perché Papà sta morendo e non è pronto a morire.
Ricaccio indietro le lacrime, le sento scendere con un nodo nella mia gola e inizio a pregare “oh, Dio” e mi fermo, presa dal dubbio, mi chiedo come devo pregare, chi devo invocare, sto studiando la religione islamica, sto leggendo il Corano da un po’ di tempo e dentro di me sono combattuta…
Prendo il Rosario da sopra il comodino, il mio Rosario, Mamma l’ha messo lì per me; da qualche tempo non me lo sente più recitare, ma crede che adesso ne sentirò il desiderio.
Faccio scorrere tra le dita le perle che lo compongono, mi ritrovo nel palmo della mano il crocifisso, “Dio non ha figli” e lo ripongo, ma la paura di aver offeso Dio mi coglie.
Accarezzo con lo sguardo il crocifisso “Gesù è il figlio di Dio, morto per noi sulla croce”.
Papà ha un arresto cardiaco, inizio a praticare massaggio cardiaco, la voce mi esce dolce, calma: “chiama le altre” dico a mia sorella.
La vita di mio padre è tra le mie mani, quando smetterò di dare ritmo al suo cuore Papà, non avrà la forza di farlo da sé.
Inizio a pregare” Dio abbia pietà di mio Padre, abbi pietà di lui, abbi pietà di noi, accogli mio padre e perdonalo per non aver riconosciuto i tuoi segni, perdonalo e accoglilo in paradiso nel Giorno del Giudizio”
Accosto la mia bocca al suo orecchio e sussurro “Ashadu alla ila ilLah Allah, wa Ashadunu anna Muhammadun rasul Allah”, lo ripeto ancora e ancora…

Siamo tutte attorno a mio Papà, continuo a massaggiare il cuore di mio padre, lui mi guarda, non dice nulla, ma quello sguardo mi chiede di smettere…
Papà sospira, adesso si può piangere.

Tratto dal libro “Da cuore a cuore” a cura della sorella Amal Maria Rosaria Stillante

La Luce che ha illuminato la mia vita!

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

Assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu!

Il mio cammino verso l’islam è iniziato per caso. Avevo amici stranieri musulmani ed ero rimasta molto colpita dal modo che avevano di affrontare la vita. Infatti, nonostante, come tutti gli immigrati, dovessero ogni giorno affrontare problemi e difficoltà, non li vedevo mai abbattuti, avevano una grande forza interiore ed erano sempre sorridenti. Capii che era la loro religione che gli donava la pace. Questo affidarsi a Dio e alla sua volontà. Così iniziai a cercare informazioni sull’islam, a fare domande. Purtroppo, il modo in cui  ero stata educata mi rendeva difficile la comprensione di alcuni aspetti dell’islam, come per esempio il velo o la poligamia.

Devo dire che io ho sempre creduto in Dio pur non essendo praticante, un po’ perchè i miei genitori, come la maggioranza degli italiani che conosco, non praticavano se non in occasioni speciali, un po’ perchè non condividevo alcuni aspetti della religione cattolica (il fatto che si cerchi sempre una intercessione umana per raggiungere Dio, come il pregare i Santi, o il doversi confessare ad un prete per ottenere il perdono), mentre altri mi erano di difficile comprensione (come ad esempio la trinità).

Comunque rimasi per anni in uno stato di agnosticismo. Avevo molti pregiudizi sull’islam, credevo che fosse una religione che sottomettesse le donne, che incitasse alla violenza, come i mass media si apprestano a farci credere.

Poi tre anni fa mi recai in Inghilterra per lavoro e qui conobbi dei musulmani che lavoravano con me, tra cui delle ragazze. Non ero mai stata in contatto con donne musulmane prima di allora perchè gli amici immigrati di cui ho parlato prima erano solo ragazzi e anche se alcuni di loro erano sposati, le loro mogli si trovavano nel loro paese di origine. Beh, queste ragazze indossavano il velo, ma non erano tristi non avevano nessun segno di sofferenza, anzi, erano felici, sorridenti, molto gentili e simpatiche. Notai che ogni giorno alla stessa ora prendevano una pausa dal lavoro e un giorno chiesi ad una di loro dove andasse. Con grande  naturalezza mi rispose: è l’ora della preghiera, vado dal mio Signore. Un giorno dissi ad uno di loro: “vorrei saperne di più sulla tua religione” e lui mi diede dei libri, e mi diede l’indirizzo di una sorella che insegnava a leggere il Corano.

Alhamdulillah, questa sorella mi ha aiutato molto perchè mi ha aiutato a conoscere il Corano. E’ in assoluto la cosa che amo di più, leggere e recitare il Corano, perchè è di una bellezza infinita. E più lo studio, più mi rendo conto di quanto la mia vita  fosse vuota prima, e di quanti errori ho commesso nel passato, ma Allah è misericordioso, Egli è colui che accetta il pentimento. E ringrazio ogni giorno Allah (SWT) per avere aperto il mio cuore all’islam, alhamdulillah.

Hannah

Fiera di essere Musulmana!

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله والصلاة والسلام على رسول الله

BismiAllah Ar-Rahman Ar-Rahim.

Assalamu alaykum wa rahamtullahi wa barakatuhu a tutti!

Non è facile raccontare la mia conversione. E’ successo tutto gradualmente e inaspettatamente…

Dovessi ripescare il bandolo della matassa (e che matassa!), direi che è nel mio cuore cresciuto in occidente. In un mondo così lontano dai ritmi che tanto ho desiderato senza saperlo e che ho ritrovato solo nell’Islam. Quattro anni fa era una religione per me sconosciuta, talmente sconosciuta che era un luogo comune. Oggi è la mia religione, la Sola Religione che è perfetta come un cerchio che si chiude, in cui trovo finalmente tante risposte, e di cui mi fido ciecamente per quello che non mi è dato sapere, perchè l’immagine che mi rende di Allah subhana wa t’Ala, è talmente grande, talmente potente da non poterla neanche immaginare oltre la sua luce. Nel mio cammino ci sono stati momenti di stupore, serenità ma anche dolore. Prima mio marito, e la lettura del Corano poi, alhamdulillah sono stati la mia salvezza. Quando ho cominciato a leggerlo, leggevo rispettosamente e con curiosità uno dei libri sacri, il Libro che mio marito venerava sin da bambino. E’ stata la lettura più coinvolgente della mia vita, ha sbaragliato “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera e tutti i dubbi e le paure del nostro triste e depresso millennio che cozza con la sua folle corsa. Mi ha accarezzato dolcemente, ma mi ha anche ferita e in qualche occasione, trafitta quando parlava di Abramo, alaihi sallam, e di suo padre. Mi ci sentivo dentro con tutte le scarpe… e ho pianto. Mi sono sentita giudicata, senza possibilità e volontà di replica. Ricordo agli inizi una mia amica mi chiese un parere sul Corano, non avevo ancora finito di leggere “Al-Baqara”, dissi che era come la voce di un padre autoritario, una lettura difficile. Una volta ho anche provato ad ignorarla, ma non si può tornare indietro. Ho capito che quella voce era dolce, anzi la più dolce, la voce del Misericordioso, del Compassionevole e che quello che mi chiedeva era veramente poco, rispetto al dono che mi aveva fatto. Alhamdulillah, mi sono ritrovata a volerne sapere di più, e sempre alhamdulillah ho trovato quello che cercavo, la strada giusta e le persone giuste. Volevo che la mia shahada fosse vera, volevo essere fiera di essere mussulmana, fiera di uscire con il velo. Ma non ero così forte qualche tempo fa. Oggi, non mi sento ancora forte come vorrei, però questo hijab(velo) non lo toglierò tanto facilmente… perchè è per Allah, subhanaHu wa t’ala, è il simbolo del patto che abbiamo stretto, e della Sua immensa misericordia verso di me.

Formalmente il mio ritorno all’Islam è stato di martedì 20 febbraio ad Al-Ahzar, al Cairo. Direi che il mio viaggio verso l’Egitto è andato liscio ed è stato piacevole. Allah, subahanaHu wa t’Ala, ha voluto che in un aereo che era mezzo vuoto, noi capitassimo accanto ad un’altra famiglia simile a noi, lei egiziana mussulmana e lui italiano ritornato all’Islam (Mashallah!), con tanto di mamma italiana al seguito. Al decollo dell’aereo mentre noi mussulmani facevamo le nostre invocazioni, la signora si faceva il segno della croce. Mi sembrava un ottimo auspicio ed un segno che l’Islam non divide nè le persone e nè le famiglie. Arrivati ad Alessandria d’Egitto, sono rimasta a bocca aperta nel vedere, la partecipazione anche di gente sconosciuta a quello che mi stavo apprestando a fare. Il sarto, mai visto e conosciuto, non si è fatto pagare una lira per tutte le gonne e i pantaloni che mi ha accorciato, un Imam ha dato di tasca sua a mia suocera, 20 lire egiziani per comprarmi una copia del Generoso Corano…. Alhamdulillah… le strade erano aperte e quando abbiamo viaggiato verso il Cairo e siamo arrivati ad Al-Ahzar, ero veramente emozionata… ma proprio tanto tanto, ancora mi commuovo. Non ci credevo, finalmente dopo tutti quegli arrovellamenti del cervello e del cuore!

Ho fatto piangere quasi tutti. Insieme a me c’erano altri due neo-fratelli, uno dalla Svezia ed uno dal Portogallo. Abbiamo parlato con l’Imam, che aveva la faccia più buona e serena del mondo, direi il volto di chi l’Islam lo conosce bene, e ormai lo traspira e la trasuda. Non dimenticherò mai la sua espressione, le sue parole, e la sua voce nel dire il mio nome islamico, Ayah… sorella Ayah. Vista la sua enorme disponibilità, gli ho chiesto se, tornando nel mio paese non islamico, avrei fatto un peccato grave nel non indossare il velo. E lui ha detto che l’Hijab per la mussulmana è come la corona per la regina, esiste una regina senza corona? No! Ovviamente. E’ così che lo indosso da quel giorno e chiedo ad Allah ogni volta che esco di casa di proteggermi da Satana il lapidato, e invoco il Suo Nome perchè so con certezza che solo in Lui c’è forza e potenza e alhamdulillah, nessuno ancora tra amici, lavoro, genitori mi ha attaccata per questo esotico fazzoletto (come lo chiama qualcuno), Lui mi sta proteggendo. Addirittura il mio capo ufficio, mi ha detto, che devo essere felice e pensare alla mia famiglia, non sembrano neanche parole dette da lui, Alhamdulillah! Non mi vergognerò mai della mia religione, inshallah bismillah.

Riponete la vostra vita in Allah, e niente di quello che avete dato sarà mai perso. E’ vero, vivere l’Islam qui in occidente non è facile. Sono miliardi le piccole cose che ci possono traviare. Per questo mi tengo stretta al mio Corano e alla Nobile Sunna e indosso il velo nel nome di Allah il Sommamente Misericordioso e Compassionevole, Re del Giorno del Giudizio.

Rabbena, afrigh alaina sabran wa tawaffana muslimiin (O Signore, concedici la pazienza e facci morire [a Te] sottomessi).

Alhamdulillah Rabbì al-Alamiin (la lode appartiene ad Allah, il Signore dei Mondi).

ukhtukum Ayah

Una frase misteriosa…

BismiLlah Al Rahman Al Rahim

alhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

Un ricordo

“… A cosa pensi? Perché non rispondi?”
“Un ricordo…”
“Nostro?”
“No, solo mio, di quando ero bambina”
“Prendilo, fammelo vedere…”

Sono la prima di quattro figlie, sono nata un venerdì di pioggia a Milano…
La Milano della mia infanzia era fatta di porte da attraversare, e una volta varcate mi trovavo immersa in mondi diversi, tutti da esplorare… E di odori e sapori tutti da assaporare a cuore aperto…
La Milano dei miei ricordi è un palazzo di ringhiera di quattro piani, con il bagno in comune sul ballatoio, alla turca, un buco nel pavimento; per i primi anni della mia vita mi sono chiesta cosa si nascondesse dietro quella porta di lamiera ondulata… L’unico accesso a me negato, perché in quegli anni la gente durante il giorno ancora soleva tenere le porte aperte in estate, e in inverno mi bastava girare la maniglia per immergermi in ogni casa…
Ho un’immagine di me bambina, camminavo appena, mi ritrovo catapultata in questo ricordo, una stanza grande, col tavolo rotondo, e la stufa smaltata, regina assoluta della cucina, e l’odore delle bucce di mandarino e arancia che vi mettevamo sopra si spande per tutta la stanza e per tutto il mio ricordo…
Mamma per me in quegli anni era la donna più bella del mondo, i capelli lunghi e neri che le ricadevano dolcemente sulle spalle, e quel suo sorriso caldo, avvolgente mentre Papà le accarezzava la pancia enorme, si voltano, mi sorridono ed io sono ancora bambina ai loro occhi…
“Qui” fanno cenno alla pancia di Mamma, “c’è la sorellina” “O il fratellino” corregge speranzoso mio padre…
“Lì dentro? Ma che ci fa lì dentro? Avevate detto che veniva la cicogna col fagotto…” sorridono dimentichi della favola che mi avevano propinato, “…E la sciura Maria ha detto che la Mamma va al mercato e compra un cavolo e sotto al cavolo c’è il bambino…”
Abitavo in un palazzo di ringhiera eravamo al quarto piano, credo di aver imparato a salire e scendere le scale ancor prima che a camminare, e già allora a Milano eravamo tutti migranti, venivamo dal sud Italia, parlavamo dialetti diversi, c’erano anche i primi stranieri e il palazzo dove stavamo noi era la mia torre di Babele…
Nella porta accanto a noi c’erano quattro egiziani, la porta aperta e mi ci infilavo, mangiavo quel che mangiavano e facevo le capriole sui tappeti insieme a loro, ahahahah le capriole, che bambina ignorante che ero…
Ricordo le polpette di carne buonissime, e le caramelle profumate di cannella, e l’halawa,il tipico dolce arabo di pasta di sesamo, che all’epoca arrivava in Italia avvolta nella carta oleata rossa, e si tagliava col coltello pronta ad essere spalmata sul pane… E poi ricordo uno di loro, che mi prendeva sulle ginocchia e mi diceva qualcosa all’orecchio e diceva sempre: “Non lo dimenticare”, ma ahimè, l’ho proprio dimenticato quello che mi diceva…
Dall’altro lato del ballatoio c’era il maestro di musica, di cui non ricordo il nome, ma mi resta intensamente ancorato al naso l’odore dolce di ciclamini, nella cui casa divenivo “direttore d’orchestra” agitando all’aria le mani piccine mentre lui suonava “per Elisa” di Beethoven… Ed io pensavo che l’avesse scritta lui, ahahahahah….
C’erano la “Tignosa” e suo marito, Tignosa non era il suo nome, ma un soprannome che s’era portata dietro dalla Sicilia insieme a dei piccoli frutti che si scioglievano in bocca, la frutta di Martorana, che dei frutti aveva solo la forma, e gli splendenti colori, ma il cuore, il cuore era zucchero e mandorle…
E nella casa piccolina ci stava sola nella sua stanzetta con il letto piccolino e il tavolo nel mezzo della stanza la nonna Bordin, una veneta dai capelli bianchi dolce e ricurva che litigava sempre con la Tignosa chiamandola “veccia butela” e potere dell’incomprensione tra dialetti la siciliana rispondeva chiamandola “bottana”; motivo della diatriba tra le due, oltre l’incompatibilità linguistica, ero io, poiché loro facevano a gara a chi mi donava più dolciumi così da farmi trascorrere con loro più tempo e lenire in tal modo le loro solitudini…

“Credi che quell’egiziano ti dicesse la Shahada?”

“Non so, Allah alam” (Dio lo sa)

Tratto dal libro “Da cuore a cuore” a cura della sorella Amal Maria Rosaria Stillante, che Allah la ricompensi per la pubblicazione.

AlhamduliLlah… sono musulmana!

BismiLlah Al Rahman Al Rahim

alhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

Sono musulmana, hamdulillah, grazie a Dio, mi sottometto al volere di Allah swt, accetto le sue scelte per me, quelle che mi danno gioia, quelle che mi fanno piangere, e quelle che non so nemmeno comprendere.

E testimonio che non c’è altra divinità se non Allah, e che Muhammad è il suo inviato; non associo nessuno al mio Signore, poiché nessuno è uguale a lui, Dio Creatore, non ha generato nessuno, siamo tutti suoi servi.

Io sono musulmana e la mia guida sono il Corano, e la Sunnah, potessi io essere come un capello del Rasul, l’inviato di Allah swt, il Corano che cammina.

Sono musulmana, e Ya Rabbi ti amo, ti adoro, e mi prostro sottomessa, cinque volte al giorno, nelle ore che hai stabilito, nel modo che hai indicato.

Sono musulmana, e vivo questa vita nel timore di Allah swt, nel timore di non compiacerlo, perché in amore, la preoccupazione prima è sempre il compiacimento dell’amato.                                     Sono musulmana e credo negli angeli e nelle altre creature che Allah swt ha nascosto ai miei occhi, e in Allah mi rifugio contro satana il lapidato.

Sono musulmana e credo nel Giorno del Giudizio, non so quando verrà, poiché solo Allah swt sa quando il computo dei giorni sarà concluso; i vivi moriranno, e i morti, tutti, resusciteranno per sottoporsi al suo Giudizio, anche coloro che non hanno creduto, coloro che hanno negato, non hanno riconosciuto i Suoi segni.

Sono musulmana, un pezzo della Ummah, non un membro, un pezzo, poiché la comunità islamica è un corpo solo, in cui un fratello e una sorella sono nei nostri cuori così vicini, così uniti, che se una parte duole, tutta la Ummah piange…

Sono musulmana, e Allah swt nella sua clemenza ha scelto per me uno sposo devoto, un musulmano credente, praticante, imam nella mia casa, esempio di devozione per i figli di cui Allah swt vorrà accordarci la gioia.

Sono musulmana, e nei giorni stabiliti pratico il digiuno, mi astengo dal cibo, dall’acqua, dai piaceri sensoriali dall’alba al tramonto, e interrompo il digiuno al calar del sole, ringraziando il mio Signore per la forza, il coraggio e la fede con cui mi ha sostenuto.

Sono musulmana, non bramo la ricchezza, e chiedo al mio Creatore che mi accordi quel tanto che mi basta, e Lui ben conosce i miei bisogni, e mi ricorderò della sua grazia dando in elemosina una parte di ciò che nella sua misericordia mi ha donato.

Sono musulmana, e se Allah swt mi darà la possibilità, sarò a Mekka un giorno, farò il mio pellegrinaggio, e mi prostrerò a Lui ai piedi della Ka’ba.

Sono musulmana, hamdulillah, una fiera donna musulmana, e come il mio Signore ha comandato copro le mie forme di donna, e nascondo i miei capelli col mio hijab agli occhi degli altri, sono sottomessa ad Allah swt.

Tratto dal libro “Da cuore a cuore” a cura della sorella Amal Maria Rosaria Stillante

La Storia di un Libro Rivelato

BismiLlah Al Rahman Al Rahim

AlhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

 

SubhanaLlah… il Qur’an è uno dei più grandi doni di Allah a questa Ummah, è il Libro di Allah e il miracolo eterno fatto scendere sul Suo Messaggero; quando apri questo Libro per ricercare la verità, munendoti di una sincera intenzione, Allah ti manda un messaggio, un segno che ti guidi; colui che invece ha una malattia nel cuore (dubita di Allah e dei Suoi segni, non è sincero nella ricerca della verità) quando lo apre legge senza capire e cerca senza trovare: è una persona che ha smarrito la Strada verso il Creatore. Dice Allah l’Altissimo nel Suo Libro Sublime:

 وَإِذَا مَا أُنزِلَتْ سُورَةٌ فَمِنْهُم مَّن يَقُولُ أَيُّكُمْ زَادَتْهُ هَذِهِ إِيمَانًا فَأَمَّا الَّذِينَ آمَنُواْ فَزَادَتْهُمْ إِيمَانًا وَهُمْ يَسْتَبْشِرُونَ (124) وَأَمَّا الَّذِينَ فِي قُلُوبِهِم مَّرَضٌ فَزَادَتْهُمْ رِجْسًا إِلَى رِجْسِهِمْ وَمَاتُواْ وَهُمْ كَافِرُونَ (125)

124. Quando viene fatta scendere una Surah, alcuni di loro dicono: “A chi di voi [questa Surah] ha fatto accrescere la fede?”. Quanto a coloro che credono, essa accresce la loro fede ed essi se ne rallegrano.

125. Quanto a coloro che hanno una malattia nel cuore, essa aggiunge sozzura alla loro sozzura e muoiono da miscredenti.

Uno dei più importanti du°aa insegnatoci dal Messaggero di Allah, pace e benedizione su di lui, ci viene insegnato nel seguente Hadith:

 ما أصاب أحدا قط هم ولا حزن فقال اللهم إني عبدك ابن عبدك ابن أمتك ناصيتي بيدك ماض في حكمك عدل في قضاؤك أسألك بكل اسم هو لك سميت به نفسك أو علمته أحدا من خلقك أو أنزلته في كتابك أو استأثرت به في علم الغيب عندك أن تجعل القرآن ربيع قلبي ونور صدري وجلاء حزني وذهاب همي إلا أذهب الله همه وحزنه وأبدله مكانه فرجا قال : فقيل : يا رسول الله ألا نتعلمها فقال : بلى ينبغي لمن سمعها أن يتعلمها

الراوي: عبدالله بن مسعود المحدث: أحمد شاكر - المصدر: مسند أحمد - الصفحة أو الرقم: 5/267
خلاصة حكم المحدث: إسناده صحيح

Non c’è nessuno che, quando colpito da afflizione o tristezza, dica: “Oh Allah in verità io sono il Tuo servo, figlio del Tuo servo, figlio della Tua serva, la mia fronte è nelle tue mani*, su di me è in atto il Tuo decreto, ogni tua sentenza su di me è giusta; Ti chiedo in nome di ogni Nome che Ti appartiene, che Tu hai scelto per la Tua persona, che Tu hai fatto scendere nel Tuo Libro o che hai insegnato a qualcuno dei Tuoi servi, o che hai deciso di tenere riservato tra la conoscenza del ghaib (di ciò che è a noi sconosiuto e custodito) presso di te… di fare del Sublime Qur’an la sorgente di acqua che ristora il mio cuore, la luce del mio petto, la sparizione della mia tristezza e l’allontanamento della mia afflizione” non allontani da lui la sua afflizione e la sua preoccupazione e gli dia in cambio di esse felicità. Dissero: O Profeta di Allah, non dobbiamo imparare [questa invocazione]? Egli rispose: Certo, è doveroso impararla per ogni persona che la senta.

Catena di trasmissione: Sahih (autentica), Musnad ‘Ahmad: 5/267

In questo Mese Benedetto che ci sta per ospitare dobbiamo dedicarci completamente a vivere il Sublime Qur’an: per leggerlo, per capirlo, per amarlo, per studiarlo, per applicarlo.. Iniziamo dunque da ora a prepararci imparando e ripetendo questo eccente du°aa!

Buon Ramadan a tutti i Musulmani, e che possa essere questo il mese del nostro definitivo allontanamento dal Fuoco, amin!

Che ogni anno vi possa ritrovare in ottima forma di fede e salute.

*La mia fronte è nelle tue mani: in arabo “ناصيتي بيدك”, la nasiyah è la parte alta del capo, quella più nobile, che il credente poggia a terra in segno di completa sottomissione al Creatore. In questa parte del cervello viene elaborato il pensiero e la volontà di compiere un’azione piuttosto che un’altra.

Dal Vaticano a Makkah: il mio viaggio verso l’Islam!

BismiLlah Al Rahman Al Rahim
alhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah
Assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu! Ringraziamo il blog “Io Musulmana Italiana!” per averci concesso la pubblicazione della Storia della cara Ayesha. Buona lettura!
BismiLlah Al Rahman Al Rahim
Ho lasciato la mia città natale in gennaio 1998. Volevo studiare l’Inglese a Londra per poi trovare lavoro una volta tornata a casa. L’idea era di diventare una guida turistica a Roma o in giro per l’Italia. La lingua di cui avevo più bisogno era l’Inglese. Così lasciai l’Italia. Avevo solo diciotto anni e non conoscevo nessuno a Londra, ma era un’avventura …
Una volta arrivata a Londra, iniziai a cercare un posto dove stare … sì, lo so, è da pazzi! Ma davvero non conoscevo proprio nessuno … alla fine trovai un posto per passare la notte. Il giorno dopo mi misi immediatamente alla ricerca di un lavoro e di una scuola. I giorni passavano e la mia preoccupazione cresceva perché non trovavo lavoro e i soldi che avevo se ne stavano andando velocemente. Mi ritrovai in una cappella in centro a Londra e decisi di entrarvi a pregare. Ero molto triste e mi sentivo sola. Mi inginocchiai ed iniziai a pregare Dio. Non sono mai stata il tipo di Cristiana che pregava Gesù (pace su di lui). Pregai solo Dio e Gli chiesi di aiutarmi. Mentre pregavo il Signore piangendo, un sacerdote uscì e, sorpreso di vedere una ragazza che pregava e piangeva, venne a chiedermi se andava tutto bene. Mi disse di avere pazienza perché Dio ricompensa i pazienti. Mi sentii meglio e me ne andai; la mia preghiera di quel giorno sarebbe stata esaudita un anno e mezzo dopo.
A questo punto fui sfrattata dal posto in cui abitavo perché non potevo più pagare l’affitto. Così dovetti fare i bagagli e mettermi in cerca di una nuova sistemazione. Più tardi quella sera incontrai alcune ragazze italiane. Mi invitarono a stare da loro in un ostello della gioventù. Era un ostello gestito da suore ed erano ammesse solo ragazze. In questo “convento”, cominciai una nuova vita. Non sono mai stata una persona timida, infatti ero sempre l’anima della festa; ma quell’anno avrei ricevuto una sorpresa che avrebbe cambiato la mia vita per sempre!
Per cominciare, trovai un lavoro, il che significava potermi permettere la retta della scuola di Inglese. Al lavoro conobbi alcuni Musulmani, persone molto gentili che trascorrevano ore parlando di Dio. Facevo loro domande sull’Islam e sul Corano. A volte mi arrabbiavo perché dicevano che Gesù (pace su di lui) non era Dio, e rispondevo: “Cosa?! Ma come puoi dire così?”. Passavo del tempo specialmente in compagnia di un ragazzo. Trascorrevamo pomeriggi interi in Hyde Park (un parco molto grande nel centro di Londra), parlando dell’Islam. Comprai persino una Bibbia e difendevo la mia religione. Lui si portava il suo Corano per provare le sue affermazioni.
Lo stesso ragazzo mi presentò alla sua famiglia e sua cognata mi parlò dell’Islam. Anche lei era una convertita e mi mostrò alcune sue fotografie di quando era Sikh. Anche lei era l’anima della festa. “Questa sono io adesso” – pensai – la ammiravo perché aveva avuto il coraggio di cambiare la sua vita e la sua situazione in meglio. Era pura, rinata. Sentii che avevo bisogno di fare qualcosa.
Così me ne andai. Mi aveva detto molte cose che mi avevano toccato il cuore. Ero paziente e credevo in Dio. Mentre camminavo verso casa quel giorno, sentii una chiamata: era l’Adhaan (la chiamata alla preghiera) che mi risuonava nelle orecchie. Non avevo mai saputo della sua esistenza, né avevo mai sentito un suono così bello e melodioso. Allah mi stava chiamando al successo! (una delle frasi dell’Adhaan è “Vieni alla preghiera! Vieni verso il successo!”, al tempo non lo sapevo).
Così accettai la Sua chiamata – l’invito di Dio – e una settimana dopo feci la mia Shahaadah (il giuramento che non vi è altro Dio all’infuori di Allah e che Muhammad – pace e benedizioni su di lui – è il servo e l’ultimo Messaggero di Allah).
[Shahaadah: dopo aver pronunciato le parole della professione di fede con piena convinzione, si diventa musulmani, cioè servi sottomessi a Dio].
La mia invocazione quel giorno in quella cappella era: “Oh Allah, se davvero mi ami, guidami a ciò che è giusto. Amin.” Allah mi ha guidata perché mi ama, ma ci è voluto più di un anno di pazienza da parte mia per accettare l’Islam come mio modo di vivere, la stessa “pazienza” (sabr in Arabo) di cui quel sacerdote parlava quel giorno nella cappella. La mia vita è completamente cambiata.
Andavo in discoteca e bevevo. Fumavo e prendevo droghe. Non c’era mai una festa in città a cui non partecipassi. La mia vita era molto triste; piena di amici, eppure solitaria. Allah mi ama: lo so con certezza perché mi ha salvata da quella vita! Mi ha salvata da una vita di tristezza, solitudine e infelicità! Più che benedetta, mi sento ONORATA che Allah abbia scelto me. Avrebbe potuto lasciarmi nella disperazione. Ero persa nell’oscurità. Chi mi conosceva da prima, ora mi guarda con rispetto. Ero l’anima della festa e ora la mia anima la curo e la nutro.
E che Allah guidi anche la mia famiglia. Amin.
Ho lasciato la mia città natale in gennaio 1998. Volevo studiare l’Inglese a Londra per poi trovare lavoro una volta tornata a casa. L’idea era di diventare una guida turistica a Roma o in giro per l’Italia. La lingua di cui avevo più bisogno era l’Inglese. Così lasciai l’Italia. Avevo solo diciotto anni e non conoscevo nessuno a Londra, ma era un’avventura …
Una volta arrivata a Londra, iniziai a cercare un posto dove stare … sì, lo so, è da pazzi! Ma davvero non conoscevo proprio nessuno … alla fine trovai un posto per passare la notte. Il giorno dopo mi misi immediatamente alla ricerca di un lavoro e di una scuola. I giorni passavano e la mia preoccupazione cresceva perché non trovavo lavoro e i soldi che avevo se ne stavano andando velocemente. Mi ritrovai in una cappella in centro a Londra e decisi di entrarvi a pregare. Ero molto triste e mi sentivo sola. Mi inginocchiai ed iniziai a pregare Dio. Non sono mai stata il tipo di Cristiana che pregava Gesù (pace su di lui). Pregai solo Dio e Gli chiesi di aiutarmi. Mentre pregavo il Signore piangendo, un sacerdote uscì e, sorpreso di vedere una ragazza che pregava e piangeva, venne a chiedermi se andava tutto bene. Mi disse di avere pazienza perché Dio ricompensa i pazienti. Mi sentii meglio e me ne andai; la mia preghiera di quel giorno sarebbe stata esaudita un anno e mezzo dopo.
A questo punto fui sfrattata dal posto in cui abitavo perché non potevo più pagare l’affitto. Così dovetti fare i bagagli e mettermi in cerca di una nuova sistemazione. Più tardi quella sera incontrai alcune ragazze italiane. Mi invitarono a stare da loro in un ostello della gioventù. Era un ostello gestito da suore ed erano ammesse solo ragazze. In questo “convento”, cominciai una nuova vita. Non sono mai stata una persona timida, infatti ero sempre l’anima della festa; ma quell’anno avrei ricevuto una sorpresa che avrebbe cambiato la mia vita per sempre!
Per cominciare, trovai un lavoro, il che significava potermi permettere la retta della scuola di Inglese. Al lavoro conobbi alcuni Musulmani, persone molto gentili che trascorrevano ore parlando di Dio. Facevo loro domande sull’Islam e sul Corano. A volte mi arrabbiavo perché dicevano che Gesù (pace su di lui) non era Dio, e rispondevo: “Cosa?! Ma come puoi dire così?”. Passavo del tempo specialmente in compagnia di un ragazzo. Trascorrevamo pomeriggi interi in Hyde Park (un parco molto grande nel centro di Londra), parlando dell’Islam. Comprai persino una Bibbia e difendevo la mia religione. Lui si portava il suo Corano per provare le sue affermazioni.
Lo stesso ragazzo mi presentò alla sua famiglia e sua cognata mi parlò dell’Islam. Anche lei era una convertita e mi mostrò alcune sue fotografie di quando era Sikh. Anche lei era l’anima della festa. “Questa sono io adesso” – pensai – la ammiravo perché aveva avuto il coraggio di cambiare la sua vita e la sua situazione in meglio. Era pura, rinata. Sentii che avevo bisogno di fare qualcosa.
Così me ne andai. Mi aveva detto molte cose che mi avevano toccato il cuore. Ero paziente e credevo in Dio. Mentre camminavo verso casa quel giorno, sentii una chiamata: era l’Adhaan (la chiamata alla preghiera) che mi risuonava nelle orecchie. Non avevo mai saputo della sua esistenza, né avevo mai sentito un suono così bello e melodioso. Allah mi stava chiamando al successo! (una delle frasi dell’Adhaan è “Vieni alla preghiera! Vieni verso il successo!”, al tempo non lo sapevo).
Così accettai la Sua chiamata – l’invito di Dio – e una settimana dopo feci la mia Shahaadah (il giuramento che non vi è altro Dio all’infuori di Allah e che Muhammad – pace e benedizioni su di lui – è il servo e l’ultimo Messaggero di Allah).
[Shahaadah: dopo aver pronunciato le parole della professione di fede con piena convinzione, si diventa musulmani, cioè servi sottomessi a Dio].
La mia invocazione quel giorno in quella cappella era: “Oh Allah, se davvero mi ami, guidami a ciò che è giusto. Amin.” Allah mi ha guidata perché mi ama, ma ci è voluto più di un anno di pazienza da parte mia per accettare l’Islam come mio modo di vivere, la stessa “pazienza” (sabr in Arabo) di cui quel sacerdote parlava quel giorno nella cappella. La mia vita è completamente cambiata.
Andavo in discoteca e bevevo. Fumavo e prendevo droghe. Non c’era mai una festa in città a cui non partecipassi. La mia vita era molto triste; piena di amici, eppure solitaria. Allah mi ama: lo so con certezza perché mi ha salvata da quella vita! Mi ha salvata da una vita di tristezza, solitudine e infelicità! Più che benedetta, mi sento ONORATA che Allah abbia scelto me. Avrebbe potuto lasciarmi nella disperazione. Ero persa nell’oscurità. Chi mi conosceva da prima, ora mi guarda con rispetto. Ero l’anima della festa e ora la mia anima la curo e la nutro.
E che Allah guidi anche la mia famiglia. Amin.
Ayesha

Una religione di amore, misericordia e perdono

BismiLlah Al Rahman Al Rahim

alhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

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Carissime sorelle,

assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu. Leggendo dei commenti pieni di intolleranza e odio di alcuni visitatori del nostro blog mi sono ricordata dell’enorme pazienza che fratelli e sorelle portano giorno per giorno sopportando con buon cuore i comportamenti maleducati e razzisti di cui sono oggetto… questo mi ha portato a riflettere sulla saggezza di Allah l’Altissimo nel donare la fede a certe persone e negarla ad altre. Non tutte le persone infatti hanno il cuore abbastanza grande e capiente per accettare il dono della fede.

Il termine “Islam”, sottomissione alle leggi del Creatore, e “muslim”, credente, sono termini che in senso generale nella fede islamica vengono usati per designare tutte quelle popolazioni fedeli al Messaggio Divino inviato al loro Profeta (dunque gli ebrei erano musulmani al tempo di Musa –Mosè-, e così i cristiani al tempo di °Isa –Gesù-, pace e benedizione su tutti loro). Dopo la venuta del Profeta Muhammad pace e benedizione su di lui, invece, i “musulmani” sono considerati solo quelli che credono anche al suo Messaggio poichè Allah dice esplicitamente nel Qu’an ciò che possiamo tradurre come:” Invero la religione presso Allah è l’Islam” (3:19) e “Chi vuole una religione diversa dall’Islam (la sottomissione e l’obbedienza completa ad Allah, credendo a tutti i messaggeri, compreso l’ultimo Messaggero), il suo culto non sarà accettato e nell’altra vita sarà tra i perdenti”.

I Musulmani sono dunque una comunità unica, che non conosce differenze di lingua, razza, colore, nazionalità; dice Allah l’Altissimo nel Sacro Qur’an (49:10): إِنَّمَا الْمُؤْمِنُونَ إِخْوَةٌ, cioe’ che possiamo tradurre con: In verità i credenti sono fratelli.

Un credente è una persona che non può odiare, è una persona talmente riconoscente ad Allah per avergli donato la fede che la desidera per ogni essere umano :)

وَدَّ كَثِيرٌ مِّنْ أَهْلِ الْكِتَابِ لَوْ يَرُدُّونَكُم مِّن بَعْدِ إِيمَانِكُمْ كُفَّاراً حَسَدًا مِّنْ عِندِ أَنفُسِهِم مِّن بَعْدِ مَا تَبَيَّنَ لَهُمُ الْحَقُّ فَاعْفُواْ وَاصْفَحُواْ حَتَّى يَأْتِيَ اللّهُ بِأَمْرِهِ إِنَّ اللّهَ عَلَى كُلِّ شَيْءٍ قَدِيرٌ (109)

109. Tra la gente del Libro, ci sono molti che, per invidia, vorrebbero farvi tornare miscredenti dopo che avete creduto e dopo che, anche a loro, la verità è apparsa chiaramente! Perdonateli e lasciateli da parte, finché Allah non invii il Suo ordine. In verità Allah è Onnipotente.

وَلَقَدْ أَخَذَ اللّهُ مِيثَاقَ بَنِي إِسْرَآئِيلَ وَبَعَثْنَا مِنهُمُ اثْنَيْ عَشَرَ نَقِيبًا وَقَالَ اللّهُ إِنِّي مَعَكُمْ لَئِنْ أَقَمْتُمُ الصَّلاَةَ وَآتَيْتُمُ الزَّكَاةَ وَآمَنتُم بِرُسُلِي وَعَزَّرْتُمُوهُمْ وَأَقْرَضْتُمُ اللّهَ قَرْضًا حَسَنًا لَّأُكَفِّرَنَّ عَنكُمْ سَيِّئَاتِكُمْ وَلأُدْخِلَنَّكُمْ جَنَّاتٍ تَجْرِي مِن تَحْتِهَا الأَنْهَارُ فَمَن كَفَرَ بَعْدَ ذَلِكَ مِنكُمْ فَقَدْ ضَلَّ سَوَاء السَّبِيلِ (12) فَبِمَا نَقْضِهِم مِّيثَاقَهُمْ لَعنَّاهُمْ وَجَعَلْنَا قُلُوبَهُمْ قَاسِيَةً يُحَرِّفُونَ الْكَلِمَ عَن مَّوَاضِعِهِ وَنَسُواْ حَظًّا مِّمَّا ذُكِّرُواْ بِهِ وَلاَ تَزَالُ تَطَّلِعُ عَلَىَ خَآئِنَةٍ مِّنْهُمْ إِلاَّ قَلِيلاً مِّنْهُمُ فَاعْفُ عَنْهُمْ وَاصْفَحْ إِنَّ اللّهَ يُحِبُّ الْمُحْسِنِينَ (13)

12. Allah accettò il Patto dei Figli di Israele e suscitò da loro dodici capi. Allah disse: “Sarò con voi, purché eseguiate l’orazione e paghiate la decima e crediate nei Miei Messaggeri, li onoriate e facciate un bel prestito ad Allah. Allora cancellerò i vostri peccati e vi farò entrare nei Giardini dove scorrono i ruscelli. Chi di voi, dopo tutto ciò, sarà miscredente, si allontana dalla retta via”.

13. Ma essi ruppero l’alleanza e Noi li maledicemmo e indurimmo i loro cuori: stravolgono il senso delle parole e dimenticano gran parte di quello che è stato loro rivelato. Non cesserai di scoprire tradimenti da parte loro, eccetto alcuni. Sii indulgente con loro e dimentica. Allah ama i magnanimi.

AlhamduliLlah per la religione dell’Islam e per il bellissimo dono del Qur’an Karim. Allahu ‘Akbar ua liLlahi al-hamd!

La Storia di una tesina speciale!

BismiLlah Al Rahman Al Rahim

alhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

Carissime sorelle,

continuano ad arrivare messaggi di lettori increduli riguardo all’idea di un’Italia musulmana :)

Questo mi ha fatto sorridere e ricordare la Storia della mia tesina di quinta superiore. Le Prof. ci avevano lasciato libera scelta riguardo al tema, purchè riuscissimo a creare dei collegamenti interdisciplinari tra più materie. Fu così che senza esitare scelsi di trattare l’Islam in Europa! L’argomento mi interessava parecchio, così iniziai presto le ricerche piena di entusiasmo e curiosità. Le mie compagne avevano tanti dubbi su come impostare la ricerca ma io non ne avevo, e decisi che avrei collegato l’argomento con la matematica e l’algebra parlando del grande matematico musulmano Muhammad Ibn Musa Al-Khuwarizmi, per la parte storica avrei trattato delle conquiste compiute dal grande Musa bin Nusayr, per la parte religiosa avrei parlato delle tre religioni monotesite e della sostanziale manomissione compiuta dal cristianesimo ed ebraismo al concetto di tawhid, per l’arte avrei trattato di Masaccio e l’Islam, per la parte dedicata alla cultura e alle tradizioni avrei parlato dell’invenzione degli arabi degli spaghetti e della pasta asciutta, dello zucchero di canna, delle numerose spezie e agrumi che gli arabi avevano apportato alla cucina mediterranea, avrei poi aggiunto un approfondimento sulla donna nell’Islam con la presentazione di una collezione di abiti riservati alle musulmane e raccontato la storia del ritorno all’Islam di noti personaggi europei.

La Prof. di religione mi mostrò poi un’articolo sulla conversione all’Islam del Re d’Italia e Libia Vittorio Emanuele III! Ero contentissima e la ringraziai di cuore per lo spunto! Era vero! Nella rivista di storia che mi aveva dato vi era la foto del certificato di conversione e la Storia del primo progetto di costruire un grandissimo Masjid a Roma! Purtroppo adesso non riesco a trovare il link in italiano per cui metto quello in arabo con la storia della conversione del Re d’Italia.

I giorni passavano e la data degli esami si faceva sempre più vicina.. Un giorno incontrai la Vicepreside in corridoio e dopo aver scambiato i saluti, ella mi chiese: “Ho sentito che farai una tesina sull’Islam?”. E io (contentissima): “Sì Prof.!”. Lei con una faccia preoccupata: “Posso dare un’occhiata?”. A me scappò un sorriso, ma per tranuillizzarla le dissi: “Non c’è assolutamente problema, prendo la mia chiavetta usb e la raggiungo nella sala di infomatica!”.

Anche all’esame orale la tesina aveva suscitato non poco l’interesse dei Professori, che grazie ad Allah avevano deciso di darmi tutti i cinque crediti aggiuntivi, riservati a colui che si distingueva per l’esposizione!

Proprio così.. l’Islam fa parte della Storia Europea, esso ha illuminato con la sua scienza e giustizia un’Europa dove regnava l’ignoranza, il bigottismo e l’ingiustizia.. chissà che la Storia non ripeta il suo ciclo una seconda volta! :)